CO2

La cura delle piante, come eliminare le alghe.

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CO2

Messaggioda Byarcam » 17/08/2015, 17:32

Ciao a tutti,
Mi stavo informando sul mettere/fare un impianto di CO2 per ripopolare un po le piante in preavviso dei betta. Avete consigli? Marche migliori di altre o un fai da te. Oggi sono stato in un negozio d'acquariofilia e mi hanno chiesto 120€ per l'impianto adatto per una vasca da 100L come la mia e a detta del tipo era un prezzaccio compreso di sconto ...
Gli ho risposto che era troppo caro e me ne sono andato. Ora in internet trovo un impianto migliore per un acquario da 500L allo stesso prezzo .... Va bene ....
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Re: CO2

Messaggioda Giuswa76 » 17/08/2015, 17:42

In questo articolo viene descritto come farla: http://www.bettaitalia.it/index.php?opt ... Itemid=115
Oppure se la vuoi comprare ti consiglio il nostro negozio amico , dove potrai risparmiare molto, puoi trovare impianti completi di co2 a prezzi nettamente inferiori: http://www.terracquario.com/search?sear ... arch=&n=57
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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 17/08/2015, 21:13

Grazie
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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 18/08/2015, 10:43

Ciao Byarcam,

Hai pensato di non usare con CO2?
Il CO2 è fantastico perché ti permette di inserire piante rare che crescono bene, velocemente e che senza CO2 sarebbe impossibile mantenerle. Però porta con se anche tanti grattacapi. Se non è ben distribuito (e non è una cosa così facile come sembra), e le piante non sono ben fertilizzate, allora può portare tante alghe. Se fertilizzi bene (tipo Estimated index) devi fare cambi acqua generosi (50%) ogni settimana. Se sei abituato, bene. Se invece sei un po' più pigro, potrebbe essere un bel casino.

L'alternativa, invece che spendere i soldi per un bel impianto CO2 (che deve essere fatto bene se no avrai i problemi sopra menzionati), spendi metà e acquista tantissime piante meno bisognose che possono sopravvivere senza CO2.

Lo dico perché io il CO2 l'ho usato per 3 anni (ho ancora tutta l'attrezzatura) con risultati modestamente più che soddisfacenti (per me sia chiaro) ma ora che ho due vasche "low tech" con meno luce e senza CO2, sono ben più rilassato.

Valuta tu.
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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 18/08/2015, 11:38

Grazie mille
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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 18/08/2015, 11:50

Hai fatto bene a dirmelo, perché del cambio settimanale non me ne aveva parlato il negoziante, mi aveva detto: costa 120€ e fa tutto da solo ... In acquario ho una moltitudine di anubias e tutte le volte che inserisco piante nuove mi durano molto poco, leggendo che i betta necessitano di una buona vegetazione volevo provare questo esperimento. Mi hai mandato un po in confusione a dire il vero .
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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 18/08/2015, 18:01

Allora il CO2 di per se non necessita che tu cambi ogni settimana. Ma se lo metti le piante crescono più velocemente e di conseguenza richiedono più nutrienti, ergo devi fertilizzare di più. Se non lo fai adeguatamente allora la mancanza anche di un solo nutriente può mandare il metabolismo delle piante in blocco e allora arrivano le alghe.

Guarda l'argomento è lunghissimo e adesso devo uscire. Se hai pazienza torno verso sera e ti rispondo dettagliatamente. Poi decidi tu come fare. Non ti spaventare, si può fare in mille modi, basta solo sapere a cosa si va incontro


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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 18/08/2015, 20:47

Allora, innanzitutto mi scuso in anticipo per il lungo post.

Riprendo il discorso cominciato prima dal punto più importante. Le piante hanno bisogno di 3 cose per crescere. Carbone (Essenzialmente CO2), luce e nutrienti (macro e micro ma lasciamo perdere per adesso).
Se queste 3 cose sono equilibrate, le piante crescono bene (non necessariamente veloce, ma bene) e vanno in diretta competizione con le alghe limitando tantissimo la loro proliferazione e soprattutto mantenendo l'acqua pulita da sostanze tossiche.

Se una di queste tre cose è fuori equilibrio, le piante si bloccano e le alghe vincono la battaglia e proliferano. Non che sia necessariamente una brutta cosa, ma diciamo che ognuno ha il suo limite estetico sulla quantità delle alghe...

Come ottenere l'equilibrio? Capisci da solo che è molto difficile perché ci sono almeno due incognite. Prima di tutto la luce. La vecchia regola del W/lt è del tutto inaffidabile ormai. Fra diverse altezze di acquari, diverse zone d'ombra e diversi tipi di luce, è impossibile creare una regola.
Leggermente più facile misurare la CO2 ma non così semplice come sembra. Prima di tutto una caratteristica delle piante è che non gradiscono fluttuazioni e la quantità di CO2 fluttua sempre! Anche se ad esempio non la spegni di notte, le piante non la consumano così tanto durante la notte è allora la concentrazione aumenta. Poi la sua diffusione non è quasi mai omogenea a tutta la vasca.

Come fare allora?
Ci sono diverse tecniche e per ognuna troverai chi giura sia la migliore. IMHO la più semplice da seguire è la EI (Estimated Index). È la più semplice perché focalizza su una buona diffusione di più CO2 i tuoi pesci riescono a sopportare e poi aggiunge macro e micro nutrienti in abbondanza per assicurarsi che le piante non vanno mai in blocco. A sto punto con praticamente qualsiasi luce (salvo eccezioni estremi) puoi far crescere qualsiasi pianta persino in assenza di un fondo fertile ( anche se ovviamente meglio averne uno ).
-"eh ma... Scusa tutto sto fertilizzante????"
Ecco il trucco. La somministrazione del fertilizzante è graduale durante la settimana e ogni settimana fai un cambio acqua di almeno 50% ripristinando tutto il sistema è ricominciando il ciclo.
Questa tecnica è più "facile" perché non devi tenere in equilibrio i nutrienti e allora te ne devi occupare solo di una variabile. Mantenere una concentrazione di CO2 adeguata con buona diffusione, stabilità e flusso. Insomma ti concentri solo su una delle tre variabili. Ma cambi importanti ogni settimana.

Ma questa è l'unica soluzione? No ce ne sono altre che però si basano su equilibri di più elementi. CO2, luce, fertilizzanti. A volte ti va bene a volte no. Serve esperienza o fortuna perché ogni acquario è una storia unica
----------

Ok ma se vogliamo una gestione più semplice ?
C'è e si chiama "Low tech". Significa sostanzialmente niente CO2, luce bassa, scelta leggermente più precisa delle piante meglio quelle che crescono in natura immerse, e pochi o nessun fertilizzante a seconda anche del fondo che userai. Ci sono addirittura tecniche Low tech molto ben documentate che non richiedono cambi d'acqua se non una volta ogni 3-4 mesi...

Ma ho già scritto troppo, faccio una pausa e se interessa e non vi ho stancato continuo con la descrizione e qualche link se agli admin non danno fastidio link esterni ( che non trattano betta ne fanno pubblicità ovviamente )


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Re: CO2

Messaggioda Giuswa76 » 18/08/2015, 21:34

no problem , sono solo vietati link a altri siti Italiani dedicati ai Betta , di acquariofilia generali o altro no problem.
Visto che sei molto preparato se vuoi scrivi un'articolo cosi lo pubblico sul sito ;)
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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 18/08/2015, 22:35

Preparato è una parola grossissima. Sto solo riportando cose che ho letto da sacri mostri come Tom Barr e simili... Probabilmente mescolando anche inesattezze.

Continuerò a scrivere magari come si fa la EI è come fare un Low tech. Poi magari mi dici come fare l'articolo se ritieni che quel che scrivo sia decente. :)


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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 19/08/2015, 10:53

Personalmente ho trovato tutto molto chiaro e alla portata di tutti . Grazie mille. Dalla tua descrizione ho capito di aver sempre avuto degli acquari "low tech" senza nemmeno saperlo . Tempo fa mi dedicavo più ai pesci, non tendo in considerazione le piante, ho avuto cmq delle belle esperienze riproduttive o per meglio dire ero caduto in un vortice di assuefazione riproduttiva, ogni volta che riuscivo con una specie passavo alla successiva alzando il livello. Poi mi sono fermato per disintossicarmi perché erano troppi! Ora vorrei provare anche con le piante, capisco molto bene il tuo concetto di unicità, non per tutti gli acquari valgono le stesse regole nonostante ci siano gli stessi accorgimenti. Il mio primo intento era di provare col gel (essendo un metodo economico) per vedere come va, ma come hai ben detto l'erogazione sarebbe continua e la miscelazione non molto efficiente. Ho visto vari video, uno in particolare aveva inserito la co2 all'interno dello stesso tubo della pompa in modo che la co2 venisse sparata nell'acquario mescolata attraverso l'azione della pompa stessa, però permane il discorso notturno che per ovvie ragioni continuerebbe ad andare.
Insomma questa cosa del co2 mi piacerebbe molto provarla, ma ora che mi hai spiegato meglio di cosa si tratta il "low tech" sono curioso di informarmi meglio e nel caso in cui dovessi acconsentire all'invito che ti ha posto Gius sarò molto lieto di leggere l'articolo.
Grazie ancora a tutti quanti
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Re: CO2

Messaggioda marco1989 » 19/08/2015, 16:50

Da quello che ho provato io personalmente ti posso dire ciò.
La co2 in gel ha di pro che è economicissima e trovi tutto il necessario da qualsiasi parte però di contro ha che devi costruire l'impianto perfettamente altrimenti hai un rischio di perdite molto elevato, ogni volta è uno sbattimento preparare il tutto, ne risente troppo degli sbalzi di temperatura. Io ti consiglierei la co2 con acido citrico ( non sò se ne hai sentito parlare). Unica pecca è trovare l'acido, però hai una bassa pressione di esercizio ( circa 1,5 - 2 bar), meno sbattimento nel preparare il tutto, parte istantaneamente e non ne risente della teperatura circostante.
Per il fertilizzante io da quando ho scoperto il pmmd sono l'uomo più felice della terra, e con una spesa di circa 20€ sto a posto per tanto ma tanto tempo.

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Re: CO2

Messaggioda marco1989 » 19/08/2015, 16:51

Un altra cosa. Per disciogliere la co2 in acquario ci sono moltissimi modi e sono anche più efficaci dei diffusori acquistati

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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 19/08/2015, 18:57

Grazie Marco, avevo visto pure quello tra l'altro c'è anche l'aggeggino che puoi trovare in internet intorno ai 25€ e boh non saprei, per l'acido citrico ho visto che pure quello in internet si trova, però vorrei capirne la resa, immagino che tu lo usi, come ti trovi? Che resa ti offre, durata media nel tuo acquario?
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Re: CO2

Messaggioda marco1989 » 19/08/2015, 19:15

Sulla resa ancora non so dirti niente visto che è da poco che lo uso anche io..però anche se faccio una ricarica ogni 15 giorni me lo tengo stretto semplicemente perchè è comodo e veloce.. ti saprò ridire fra un mesetto dato che lo ho montato sul mio 250 litri. Comunque non conviene comprare l'aggeggino perchè ho letto in giro che a molti danno problemi e poi farselo da se è una stupidaggine e costa molto di meno

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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 20/08/2015, 16:26

Riprendo l’argomento CO2 per spiegare più nel dettaglio il metodo di fertilizzazione Estimated Index (EI). Farò copia incolla di alcuni passaggi del mio post precedente in modo da avere tutto in un unico post e magari così creare una bozza per un futuro articolo se Giuswa76 lo ritiene opportuno.

Cercherò di descrivere nel dettaglio il metodo e inserire alcune delle mie esperienze a riguardo. Tuttavia è doveroso segnalare che tutto quello che riporterò l’ho letto e scoperto da due forum stranieri che penso siano il top indiscusso per quel che riguarda la gestione delle piante nell’acquario. In particolare il UKAPS http://www.ukaps.org e il BarrReport http://www.barrreport.com
Entrambi questi forum hanno un incredibile quantità di preziosissime informazioni e consiglio vivamente la loro lettura.

Tutti sappiamo che per evitare le alghe e avere un acqua più pulita, dobbiamo coltivare piante nel nostro acquario. Ma per coltivare le piante con successo, dobbiamo nutrirle somministrando dei fertilizzanti e qui bisogna sfatare uno dei miti più resistenti nell’acquariofilia. I nutrienti (fertilizzanti) non provocano di per se le alghe. Le alghe esistono sempre dentro i nostri acquari ma la loro manifestazione dipende quasi esclusivamente da una mancanza di antagonismo dalle piante con l’eccezione della presenza dell’ammonio (NH4) che in ogni caso è tossico anche per i pesci.

Le piante hanno bisogno di 3 cose per crescere. Carbone che essenzialmente somministriamo diffondendo CO2 ma ci sono anche altre soluzioni come carbone liquido, gel etc. Luce e nutrienti (macro e micro ma lasciamo perdere per adesso).
Se queste 3 cose sono equilibrate, le piante crescono bene (non necessariamente veloce, ma bene) e vanno in diretta competizione con le alghe limitando tantissimo la loro proliferazione e soprattutto mantenendo l'acqua pulita da sostanze tossiche, consumando tutti i nutrienti a disposizione. Se una di queste tre cose è fuori equilibrio, le piante si bloccano e le alghe vincono la battaglia e proliferano. Non che sia necessariamente una brutta cosa, ma diciamo che ognuno ha il suo limite estetico sulla quantità delle alghe…

Come ottenere l’equilibrio? Ci sono almeno due incognite il che rende tutto particolarmente difficile. Prima di tutto la luce. La vecchia regola del W/lt è del tutto inaffidabile ormai. Fra diverse altezze di acquari, diverse zone d'ombra e diversi tipi di luce (T8, T5, LED etc), è impossibile creare una regola. Ci vorrebbe una misurazione PAR (Photosynthetically Active Radiation) che misura con precisione la radiazione disponibile per innescare la fotosintesi, ma è uno strumento raro e difficile da acquistare in America e UK, figuriamoci in Italia…
Leggermente più facile misurare la CO2 ma non così semplice come sembra. Prima di tutto una caratteristica delle piante è che non gradiscono fluttuazioni e la quantità di CO2 fluttua sempre! Anche se ad esempio non la spegni di notte, le piante non la consumano così tanto durante la notte, e allora la concentrazione aumenta. Poi la sua diffusione non è quasi mai omogenea in tutta la vasca ma questo come vedremo è uno dei fattori chiave per il successo.
Infine abbiamo il dosaggio dei nutrienti. Tantissime le tecniche a disposizione del acquariofilo. C’è chi si basa su un substrato efficientissimo, chi segue i protocolli commerciali, chi usa la piuttosto famosa PMDD (Poor Man Dosing Drops) e tante altre. A mio modestissimo parere, sono tutti protocolli validissimi ma che però si basano su equilibri di dosaggi molto precari per la paura di esagerare coi nutrienti e la falsa credenza che la proliferazione delle alghe è causata da questi stessi nutrienti. Il problema è che ogni acquario è leggermente diverso e fa storia a se, e di conseguenza basarsi su equilibri delicati può e spesso provoca fallimenti e delusioni all’acquariofilo meno esperto.

La Estimated Index (EI), toglie il dubbio del dosaggio dei nutrienti, facendo in modo che le piante abbiano sempre nutrienti in eccesso. In questo modo l’acquariofilo deve solo eseguire alla lettera il dosaggio e preoccuparsi della diffusione di CO2, cosa non facilissima ma che vedremo più avanti. Non servono più misurazioni coi vari test kit, non ci sono dubbi su cosa dosare, quando e come ne quando e come effettuare un cambio d’acqua. In particolare praticamente proibisce l’uso dei test d’acqua, tranne quelli occasionali per PH, GH e KH che sono poi gli unici validi. Tutti gli altri sono test del tutto inaffidabili se effettuati senza una calibrazione adeguata, cosa che manca totalmente nei kit a nostra disposizione.
Prima di spiegare nel dettaglio il regime di dosaggio richiesto dalla EI, è importante fare chiarezza su alcune cose importanti. Innanzitutto parliamo sempre di acquari densamente piantumati sin dall’inizio, avviati, maturati e mantenuti adeguatamente. Se volete partire con la EI con un nuovo acquario, lo potete fare ed è consigliabile ma dovete tenere in considerazione che per almeno la prima settimana, dovete effettuare cambi d’acqua giornalieri. Questo perché durante la prima settimana di inserimento delle piante, esse sono ancora poche e soprattutto devono abituarsi alle nuove condizioni e ricominciare il loro metabolismo. Fino a quel momento utilizzeranno le loro riserve di nutrienti, non sfruttando quelli disponibili nell’acqua. Questo è anche il periodo più opportuno per le alghe che possono letteralmente coprire un intero acquario in meno di una settimana. E’ da queste situazioni che nasce la leggenda che i nutrienti provocano le alghe. Limitando i nutrienti si limita la velocità di espansione delle alghe in quel primo periodo, ma non si riesce a vincere la guerra contro di esse proprio perché sono le piante quelle che devono crescere ed andare in antagonismo. Perciò non fatelo, semplicemente armatevi di pazienza e cambiate acqua per percentuali importanti, anche più del 50% ogni giorno o almeno ogni 2 giorni, continuando a fertilizzare.

La EI si basa su sperimentazione accurata per definire le richieste di nutrimenti dalle piante. In particolare gli esperimenti originali per la EI sono stati eseguiti allestendo una vasca di sole piante, somministrando CO2 in eccesso in modo da non avere mai mancanza e successivamente è stata aumentata piano piano l’intensità della luce. Quando la luce aumenta, una pianta non può fare altro che accelerare la sua crescita utilizzando più nutrienti, se questi sono disponibili. Si continua ad aumentare l’intensità della luce misurando il ritmo di crescita fino al punto dove ulteriore luce non produce ulteriore crescita. Il limite è stato raggiunto attorno i 6watt per 4 litri di acqua. Aumentando ulteriormente la luce, pur aggiungendo nutrienti e CO2 non ha provocato nessun aumento del ritmo di crescita della pianta. Stiamo parlando di crescite che alla massima intensità della luce, sono nell’ordine di quasi mezzo metro di distanza dalla radice, in soli 30 giorni, per una pianta come la Pogostemon Stellata che è notoriamente famosa per il suo “appetito” di nutrienti e CO2.
Arrivati al limite di “uptake” cioè di consumo di nutrienti/CO2 e luce, si è misurata con precisione la quantità di nutrienti richiesta come ppm (parts per million) e cioè 1 milligrammo di nutriente per 1 litro di acqua produce 1ppm di concentrazione. Questo ci permette di avere una misura indipendente dalla grandezza dell'acquario. Settimanalmente il limite era di:
Nitrati (NO3) 20ppm a settimana
Potassio (K) 30ppm a settimana
Fosfati (PO4) 3ppm a settimana
Magnesio (Mg) 10ppm a settimana
Ferro (Fe) 0.5ppm a settimana.

E’ importante sottolineare ancora una volta che questi valori sono il limite massimo assoluto, richiesto da una pianta che è illuminata da un intensità pazzesca (oltre 6w/4litri e con CO2 a dismisura. Il problema è che se cerchiamo di dosare meno di questo limite, non possiamo sapere dove sta il limite del nostro acquario. Meno si, ma quanto meno? Inoltre bisogna ricordare che basta che manchi un solo nutriente da questa lista e le piante vanno subito in blocco, fermando il consumo di tutti i nutrienti. Perciò, perché limitare il dosaggio?
La EI fa proprio questo. Non limita il dosaggio ma fa si che ci siano sempre nutrienti a sufficienza in qualsiasi condizione. Si basa su fertilizzanti in polvere che potete trovare con una ricerca su ebay oppure su negozi specializzati. Se gli admin me lo permettono, posso inserire i link da dove acquisto io. Essendosi per l’appunto fertilizzanti puri in polvere, si possono acquistare quantità importanti che vi possono durare un anno intero al prezzo bassissimo, meno di una sola bottiglia di un fertilizzante di marca.

Facciamo un esempio per un acquario di 100lt
Partiamo con un cambio acqua di 50% e poi
Giorno 1o: 1.5grammi di potassio nitrato (KNO3), 0.58gr Monopotassio Fosfato (KH2PO4), 3.7gr di Magnesio Solfato (MgSO4)
Giorno 2o: 0.39gr di microelementi (Fe,Mn,Zn,B,Cu,Mo)
Giorno 3o: 1.5grammi di potassio nitrato (KNO3), 0.58gr Monopotassio Fosfato (KH2PO4), 3.7gr di Magnesio Solfato (MgSO4)
Giorno 4o: 0.39gr di microelementi (Fe,Mn,Zn,B,Cu,Mo)
Giorno 5o: 1.5grammi di potassio nitrato (KNO3), 0.58gr Monopotassio Fosfato (KH2PO4), 3.7gr di Magnesio Solfato (MgSO4)
Giorno 6o: pausa,riposo,relax, insomma guardate il vostro acquario
Giorno 7o: Cambio acqua 50% minimum.

Come potete osservare invece che effettuare un dosaggio unico massiccio, si suddividono in 3 dosaggi minori con un giorno di pausa e infine il cambio settimanale che deve essere di almeno 50% per resettare il sistema e ripartire la settimana dopo.
Infatti è importante notare che la quantità di nutrienti che versiamo nella vasca con il protocollo EI è piuttosto alta ma in nessun caso supera i valori limite che possono provocare tossicità nei pesci e gamberetti, proprio perché consumati dalle piante in piena salute. Tuttavia, se continuiamo a versare fertilizzanti con lo stesso ritmo, presto la situazione diventerà critica per pesci e invertebrati. Ecco l’assoluta necessità di resettare il sistema con un cambio acqua di almeno 50% ogni settimana.


Per chi ha paura di versare polveri chimiche direttamente nel suo acquario, posso capirlo perché ho avuto anchio una reazione un po’ isterica quando ho visto uno dei miei apistogramma ingoiare direttamente un cristallo di MgSO4… prontamente risputtato e mai più assaggiato, ma capisco il terrore. Fortunatamente potete anche creare soluzioni e le istruzioni su come fare e come calcolare i dosaggi per acquari di dimensioni diverse le potete trovare sui vari calcolatori online come ad esempio questo qui: https://www.thenutrientcompany.com/aqua ... alculator/
Basta inserire il volume lordo del vostro acquario e poi seguire le istruzioni.

Ok, perciò i nutrienti ci sono in abbondanza, la luce c’è, cosa ci manca? CO2, un elemento chiave. Come abbiamo detto, basta che manchi un solo nutriente e le piante si bloccano. Il CO2 è IL nutriente più importante, perciò la sua diffusione nella vasca è di primaria importanza. Una diffusione adeguata e stabile di CO2 offre sempre risultati splenditi. Un CO2 poco diffuso con bassa concentrazione o variabile nel tempo, è sicuro al 100% che provocherà un esplosione di alghe.

Ottenere una diffusione adeguata di CO2 non è facile. Serve una bombola CO2 con buona pressione, un regolatore di buona qualità che mantiene una pressione uguale indipendentemente dal carico della bombola, un diffusore altrettanto di qualità che crea una nube sottilissima di bolle nell’acqua o meglio ancora un diffusore che va all’entrata del filtro esterno e infine un buon flusso dell’acqua dentro l’acquario.
Cominciamo dalla bombola e dall’erogatore. Ci sono soluzioni “fai da te” che però hanno un paio di grossi svantaggi. Non creano abbastanza pressione per un diffusore di qualità e la loro erogazione non è stabile. Infatti le soluzioni fai da te, funzionano meglio con protocolli di fertilizzazione diversi che di solito si basano su un ottimo substrato e una somministrazione di nutrienti in colonna limitata e bassa luce. Non eliminano le alghe ma limitano la crescita di piante e alghe per mancanza di abbondanza. Basta poco però per uscire dall’equilibrio con risultati disastrosi (ok disastrosi è una parola grossa, semplicemente un po’ di alghe in più).
Il consiglio allora è una buona bombola con un buon regolatore di pressione.

Il diffusore deve essere anche esso di qualità. La soluzione migliore è un diffusore posizionato all’entrata del filtro. Così la CO2 passa attraverso il filtro ed ha tutto il tempo per sciogliersi al meglio nella colonna d’acqua prima di entrare nell’acquario. Se non potete installare un diffusore del genere allora dimenticate i vari diffusori di vetro da 10-20-30€ e andate dritti su un bazooka che costa relativamente poco è bruttino ha bisogno di almeno 2bar di pressione ma è favoloso, oppure tirate fuori i portafogli e prendete uno di vetro ADA che costa tanto ma fa bene il suo lavoro. Ve lo dico per esperienza, se cominciate con quelli di vetro da 20-30€ dopo un anno ne avrete spesi più di cento passando da un modello all’altro perché semplicemente invece che diffondere CO2 a nube fine, dopo un po’ o anche subito, sembrano diffondere bolle grosse come aeratori di ossigeno… fidatevi e spendete una volta sola.

Infine il flusso. Potete eseguire tutte le istruzioni alla perfezione ma il flusso è e rimane la parte più difficile. Potete avere un ottima o anche eccessiva erogazione di CO2 ma che semplicemente causa un flusso non ottimale, non arriva in tutte le zone dell’acquario. Esiste persino una battuta fra acquariofili che seguono il protocollo EI. Come riconoscere una vasca che usa EI? Semplice, dalle spray bar! Posizionare delle spray bar nel vetro posteriore della vasca e appena sotto il livello dell’acqua in modo che muovono leggermente la superficie, è il miglior modo per ottenere un flusso adeguato. Si consiglia anche un filtro sovradimensionato che garantisca un flusso di 10 volte il volume dell’acquario all’ora. Probabilmente però quest’ultimo dato è eccessivo per i betta, perciò ci vorrà un compromesso. Non sottovalutate l’effetto che il posizionamento delle vostre piante, radici e pietre possono avere sul flusso. Posizionate il hardscape in modo adeguato e potate le piante quando esse cominciano a limitare il flusso nel resto dell’acquario

Sistemato il flusso, bisogna decidere quanto CO2 erogare. I test di KH e PH danno la risposta ma ancora più semplicemente è utile l’acquisto di un drop checker riempito con una soluzione acqua dKH 4 e ovviamente il liquido colorato per il test. Anche stavolta bisogna ordinare da ebay UK dove di queste cosa ne capiscono ed evidentemente c’è mercato. Su quello italiano ho trovato solo l’ampolla di vetro e il liquido test ma senza la soluzione acqua a KH 4. La soluzione acqua è importantissima perché significa che il test viene effettuato con una calibrazione perfetta e non si basa su valori del tutto diversi dall’acqua di ogni acquario. Per ottenere i necessari 30ppm il colore deve essere di un verde chiaro tendente al giallo. Idealmente dovete far partire l’erogazione di CO2 1-2 ore prima dell’accensione delle luci e quando le luci si accendono il colore deve essere già giusto. Poi fermate l’erogazione 1 ora prima dello spegnimento delle luci.

Importante: Diffidate assolutamente dei classici consigli per misurare l’erogazione di CO2 basati sui contabolle. Ogni contabolle ha un buco diverso e il numero di bolle non c’entra nulla con la quantità reale di erogazione. Inoltre ogni acquario fa storia a se. Lasciate perdere i contabolle non vi fidate.

Come abbiamo visto, la EI risolve il problema di dosaggio optando per un abbondanza fissa e un reset settimanale. In rarissimi casi (molto rari) che il dosaggio non sia sufficiente (perché ad esempio avete un acqua troppo dura (liquid rock) che si legga ad alcuni reagenti e non permette l’assimilazione dalle piante), semplicemente raddoppiate tutto! E’ così facile. Non vi preoccupate di test, misurazioni, dosaggi. Raddoppiate e a fine settimana, resettate con il cambio acqua. Fine della storia.
Risolve anche il dubbio della luce. Ne serve abbastanza ma mai troppa. E’ anche facile da capire quando c’è ne troppa perché arrivano le alghe a pennello a piccoli ciuffi. Meno luce è sempre meglio. Forse non avrete rossi così forti o crescita miracolosa, ma meglio avere le piante in salute che esagerare.
L’unica preoccupazione dell’acquariofilo diventa il CO2, concentratevi sulla sua diffusione e flusso.


P.S. E i test? possibile che non servano a un tubo? Lasciate perdere. Seriamente, sono totalmente inaffidabili perché non calibrati. Vi servono solo quelli di PH, GH e KH che sono gli unici validi, tutto il resto è fuffa. Soprattutto quelli che misurano fosfati, nitriti e nitrati. Non è che i test di per se siano sbagliati ma non c’è nessuna calibrazione dell’acqua e di conseguenza i risultati non sono mai attendibili.
E come facciamo? Semplice. Ecco alcune regole.
Acquario in allestimento? Lasciate perdere le misurazioni e imparate ad avere pazienza. Ci vuole almeno, fatemelo ridire, ALMENO un mese di maturazione se il filtro è nuovo. Inserite tantissime piante che utilizzano l’ammonio per nutrirsi e abbiate pazienza. Inserite i pesci dopo un mese. Lasciate perdere i consigli dei negozianti per inserire pesci alla prima o seconda settimana. Ci vuole tempo.
Misurate ogni tanto solo PH GH e KH. Questi sono i valori che se hanno cambiamenti repentini e importanti, bloccano le piante ma soprattutto fanno soffrire i pesci. I nostri pesci possono tollerare valori molto diversi fra loro, purché avvengono gradualmente e non repentinamente.
Osservate il vostro acquario ogni giorno almeno 10 minuti. E’ importante. Qualsiasi cosa diversa nel comportamento di piante e pesci e un segnale. Con l’esperienza imparerete a capire i segnali e agire di conseguenza. Ma non ne sarete capaci se non imparate ad osservare. Ne facciamo errori è normale ma dagli errori si impara.

P.S.2 Scusate l’italiano mediocre. Sono Greco e vivo in Italia dal 1991 ma come è evidente continuo a fare vari errori. Mi scuso in anticipo.

P.S.3 (ancora??) farò un altro post, probabilmente settimana prossima, spiegando come gestire un acquario low tech senza CO2
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Re: CO2

Messaggioda Giuswa76 » 20/08/2015, 16:48

se vuoi inviarmi un'articolo devi inviarmelo a info@bettaitalia.it con foto allegate e testo in word o simile, no pdf
BettaItalia.it dal 2003 i primi! http://www.bettaitalia.it
Padre della Bettofilia Italiana Moderna, fondatore di BettaItalia il primo sito italiano dedicato ai Betta e Show Betta
Su facebook: http://www.facebook.com/BettaItalia4
Per contatti: giuswa76@libero.it
Allevo pesci tropicali da 30 anni , ma da 15 anni, per primo in Italia prove alla mano, allevo e seleziono show Betta.
Per me dei show betta e una selezione di questi per dirsi ITALIANA deve avere almeno 2 generazioni (e dico poco) , altrimenti tutti siamo bravi ad accoppiare betta importati e a ottenere esemplari stupendi, il discorso cambia quando si deve selezionare per più generazioni negli anni.
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Re: CO2

Messaggioda archimede70 » 20/08/2015, 17:19

complimenti hai fatto una descrizione veramente lunga e che tocca ogni dettaglio ,mi permetto pero' di dissentire da alcune affermazioni che ho letto e che non sono daccordo per esperienza personale , non metto assolutissimamente in dubbio cio' che scrivi per lettura o per esperienza diretta (vorrei precisare che questo mio intervento non voglia essere una polemica ma solo una mia opinione) ma mi voglio soffermare su alcuni aspetti.

Ho letto molto sul web riguardo Estimated Index (EI) negli anni passati e la cosa che piu' mi lascia perplesso sono le concentrazioni in grammi somministrate direttamente in vasca,coltivo piante da diverso tempo e somministrare per esempio PO4 in quella dose massicia 3 volte a settimana penso faccia salire troppo il loro valore visto che io ne doso (sempre a sali singoli)ma portati in soluzione 2ml a settimana su 200 litri e ho valori nella norma.

La luce è vero che stimola la pianta biologicamente a consumare ma un rapporto che va' oltre i 2 watt litro è rischiosa anche per quel che riguarda la cosiddetta "abbronzatura" diventerebbe troppo rossa con apici che tenderebbero a deformarsi e "bruciarsi" per troppa luce intensa sia in intensita' che in temperatura potrebbe bloccare lo smaltimento degli zuccheri della pianta e quindi il suo ciclo biologico.

Inoltre e non per ultima la co2 non è facile misurare 30ppm in vasca che risulta essere il valore ottimale ecco che si fa riferimento alla tabella con kh e ph in modo da sapere se la concentrazione risulta ottimale per poi far riferimento alle bolle erogate che cambiano da diffusore a diffusore .......è vero che i test non sono precisissimi ma non credo non siano utili perche' quanto meno danno una indicazione di cio' che in vasca sta succedendo e la concentrazione di quel valore,poi sta a noi andare ad indagare o agire di conseguenza.....

Per ultimo il cambio del 50% settimanale della vasca ritengo sia troppo,la maggior parte di nutrimenti verranno asportati.Mi viene da pensare che questo cambio cosi' massiccio venga effettuato perche' si hanno dei veri e propri sovradosaggi e quindi per cercare di riportare tutto nella norma nel breve tempo possibile ma ben sappiamo che cambiare il 50% ha i suoi pro e contro sia per fauna che per flora.

Detto questo penso che una gestione della vasca con questo metodo cosi' indicato è troppo "periocolosa" per chi si avvicina al mondo delle piante perche' rischierebbe in poco tempo di fare non pochi danni......basta cercare di equilibrare un sistema per non avere alghe e spiacevoli inconvenienti.Il mio intervento non vuole dire che questo metodo non va bene ma di stare molto attenti e studiare bene cio' che si vuole fare.

Ci tengo a precisare ancora una volta che questa è solo una mia opinione su quanto letto e provato direttamente nelle mie vasche.
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Re: CO2

Messaggioda Byarcam » 20/08/2015, 18:26

Personalmente vi ringrazio tantissimo tutti quanti, perché mi state offrendo un sacco di considerazioni che non avevo né valutato né tanto meno capito con precisione . Grazie ancora a tutti, Aristotelis il tuo italiano va benone! Aspetterò di leggere con molto interesse anche il tuo prossimo post sul low tech.
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Re: CO2

Messaggioda Aristotelis » 21/08/2015, 7:39

Grazie per il tuo post e per i complimenti.
Ci mancherebbe nessuna polemica, anzi ti dirò di più. Ti sei espresso benissimo argomentando i tuoi dubbi con chiarezza ed estrema gentilezza, cosa particolarmente rara nel nostro mondo online moderno. Per questo ti ringrazio e ringrazio questo forum che con persone come te mi piace sempre di più! :304:

Ti dico anche che hai totalmente ragione su tutto quanto che hai scritto. Non esiste un solo modo per portare avanti un acquario, non esiste una bibbia con regole precise. Ce ne sono più di un protocollo e più di una tecnica da seguire e tutte, se effettuate correttamente, portano ai risultati sperati. Perciò a mio modesto parere è più importante studiare per capire il perché tutto questi protocolli funzionano piuttosto che eseguirli ad occhi chiusi per sentito dire. Ed è quello che facciamo entrambi qui, offriamo la nostra personale esperienza, ahimè nel mio caso poca sicuramente, per dare alternative a chi come noi vuole provare diversi modi di gestione :)

Rispondo a un paio delle tue legittime domande/dubbi

archimede70 ha scritto:complimenti hai fatto una descrizione veramente lunga e che tocca ogni dettaglio ,mi permetto pero' di dissentire da alcune affermazioni che ho letto e che non sono daccordo per esperienza personale , non metto assolutissimamente in dubbio cio' che scrivi per lettura o per esperienza diretta (vorrei precisare che questo mio intervento non voglia essere una polemica ma solo una mia opinione) ma mi voglio soffermare su alcuni aspetti.

Ho letto molto sul web riguardo Estimated Index (EI) negli anni passati e la cosa che piu' mi lascia perplesso sono le concentrazioni in grammi somministrate direttamente in vasca,coltivo piante da diverso tempo e somministrare per esempio PO4 in quella dose massicia 3 volte a settimana penso faccia salire troppo il loro valore visto che io ne doso (sempre a sali singoli)ma portati in soluzione 2ml a settimana su 200 litri e ho valori nella norma.

é vero, ho detto una piccola bugia bianca nel mio testo sopra, perché non volevo andare troppo sul dettaglio per due motivi. Avevo già scritto un post lungo e dovevo allungarlo ancora di più e poi servivano anche delle referenze a studi scientifici e non mi ricordavo la bibliografia e i link. D'altronde io riporto quello che ho letto e imparato ma non mi ricordo tutto.

Ed ecco la bugia. Non è vero che se manca una sola sostanza le piante si bloccano. C'è una sostanza importantissima che se viene limitata, regola il ritmo di crescita delle piante. Sono i fosfati. Meno fosfati dosiamo e più lentamente crescono le piante. Se stiamo attenti, regolando bene il dosaggio dei fosfati possiamo regolare anche l' "uptake" di tutti gli altri nutrienti e CO2. Possiamo limitare tutto ed avere un equilibrio stando più tranquilli con le concentrazioni dei nutrienti. Tuttavia non esiste una regola semplice per limitare i fosfati. Ad esempio, io mi ritrovo con un acqua durissima GH oltre 35! I vari ioni di Ca calcio che si trovano nella mia acqua legano coi fosfati e diventano una forma non assimilabile dalle piante. Ogni volta che cercavo di usare protocolli come il PMDD o altri che limitavano i dosaggi, venivo sommerso da green spot algae per mancanza di fosfati. EI risolve il problema, dosando in abbondanza. Poi il reset.

La luce è vero che stimola la pianta biologicamente a consumare ma un rapporto che va' oltre i 2 watt litro è rischiosa anche per quel che riguarda la cosiddetta "abbronzatura" diventerebbe troppo rossa con apici che tenderebbero a deformarsi e "bruciarsi" per troppa luce intensa sia in intensita' che in temperatura potrebbe bloccare lo smaltimento degli zuccheri della pianta e quindi il suo ciclo biologico.

Vero ed ovviamente è stato preso in considerazione. Il risultato però non cambia. Per un modo o nel altro, la pianta non riusciva (sotto condizioni ottimali) ad assorbire più nutrienti, perciò si era trovato il limite massimo.

Inoltre e non per ultima la co2 non è facile misurare 30ppm in vasca che risulta essere il valore ottimale ecco che si fa riferimento alla tabella con kh e ph in modo da sapere se la concentrazione risulta ottimale per poi far riferimento alle bolle erogate che cambiano da diffusore a diffusore .......è vero che i test non sono precisissimi ma non credo non siano utili perche' quanto meno danno una indicazione di cio' che in vasca sta succedendo e la concentrazione di quel valore,poi sta a noi andare ad indagare o agire di conseguenza.....

Verissimo. Infatti se vedi nel mio post, ritengo che la regolazione del CO2 è la cosa più difficile di EI. Ma come ogni cosa ha i suoi pro e contro. Te ne occupi solo di questa. Se qualcosa non va nella vasca, la risposta è sempre "regola meglio il flusso e la CO2". Ma sempre sempre.
Meno dubbi. Però hai ragionissima.

Per ultimo il cambio del 50% settimanale della vasca ritengo sia troppo,la maggior parte di nutrimenti verranno asportati.Mi viene da pensare che questo cambio cosi' massiccio venga effettuato perche' si hanno dei veri e propri sovradosaggi e quindi per cercare di riportare tutto nella norma nel breve tempo possibile ma ben sappiamo che cambiare il 50% ha i suoi pro e contro sia per fauna che per flora.

Assolutamente si. E' chiaro che la gestione EI porta ad un sovradosaggio dopo un po'. Per quello si fanno i cambi. E' importante sottolineare che non si ha un sovradosaggio alla prima settimana, si sta ben al di sotto dei limiti tossici. Ma è assolutamente necessario effettuare il cambio ogni settimana per non rischiare.

Detto questo penso che una gestione della vasca con questo metodo cosi' indicato è troppo "periocolosa" per chi si avvicina al mondo delle piante perche' rischierebbe in poco tempo di fare non pochi danni......basta cercare di equilibrare un sistema per non avere alghe e spiacevoli inconvenienti.Il mio intervento non vuole dire che questo metodo non va bene ma di stare molto attenti e studiare bene cio' che si vuole fare.

Ci tengo a precisare ancora una volta che questa è solo una mia opinione su quanto letto e provato direttamente nelle mie vasche.


Sono sincero, avevo i tuoi stessi dubbi all'inizio, spesso pensavo "eh ma questi sono matti, poveri pesci. Però leggendo e rileggendo i loro forum e rendendomi conto che non solo consigliavano a vanvera ma portavano evidenza e anche documenti scientifici, Tom Barr poi è un nome quasi sacro nel settore e ha collaborato a scrivere tanti di questi documenti scientifici, mi hanno convinto a provare. Per 3 anni in due vasche ho avuto solo successo nonostante non avessi un filtro all'altezza e una diffusione ottima come loro. Ma sapevo che era la CO2 il mio problema e ad ogni miglioramento le piante gradivano. In queste vasche pur principiante (ancora lo sono) sono riuscito a far crescere diversi apistogramma e i loro avannotti, gamberetti, di tutto di più. Mai un problema. Magari sono stato fortunato ma a vedere la quantità di gente iscritta nel loro forum, mi sa che funziona.

In ogni caso, ripeto che non è l'unica via percorribile. Come hai giustamente detto, cambiare anche acqua a 50% ogni settimana ha i suoi pro e contro e dipende anche dalla fauna che hai. Già ad esempio per i beta il flusso importante che richiede potrebbe essere un problema. Perciò non è mai tutto bianco o nero. Tra l'altro io stesso sto abbandonando la EI adesso e sto convertendo le mie vasche in low tech con gestione molto più soft.

Ti ringrazio per questo tuo ottimo intervento, porta ad una discussione bellissima
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