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PostHeaderIcon L' Acquario Biotopo Asiatico per i Betta splendens

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Questo articolo è rivolto ai neofiti, che per la prima volta vogliono allevare dei Betta splendens, spiego come creare il giusto acquario e biotopo generico del sud est asiatico. Ma prima di iniziare il discorso premetto che nel sud est asiatico i biotopi si dividono in 2 tipologie, quelli di acqua stagnante (costituiti da stagni e risaie) e quelli di acqua corrente (laghi e fiumi). I Betta splendens vivono in acque stagnanti , ma parliamo di specie selvatiche , che hanno pinne corte e altre esigenze, in più le specie presenti facilmente in commercio per creare piccoli acquari di acque stagnanti del sud est asiatico sono pochissime , principalmente altri anabantidi che è sconsigliabile mettere insieme  in piccoli acquari,  il discorso cambia se vogliamo allevare specie wild. Questo articolo è rivolto a chi compra il classico Betta slendens commerciale, e vuole ricreare un piccolo biotopo asiatico o prevalentemente del sud est asiatico, quindi indicherò oggetti, piante e animali provenienti circa dalle stesse zone e che possono andare bene per i Betta e le sue esigenze.

Zone dove vivono i Betta splendens in natura, foto realizzate in Tailandia
Gentilmente concesse da Giuseppe
Sellitri

Spesso, anche sul nostro forum, ci chiedono come tenere al meglio il loro primo Betta splenden appena acquistato, e che acquario allestire e come, questo è un grosso sbaglio, specialmente se si acquista il Betta splendens d’inverno. Prima di comprare qualsiasi animale ci si deve informare sulle sue esigenze e su come allevarlo correttamente , perchè non sono giocattoli . Chi fa questo errore, di comprare prima il Betta e poi informarsi su come tenerlo, rischia che il Betta li muore in poco tempo o che si ammala , e comunque anche se vive il proprietario deve correre ai ripari quanto prima, spesso allestendo un’acquario di corsa e alla buona, non rispettando i tempi biologici necessari . Quindi per prima cosa se avete intenzione di comprare un Betta splendens prima di farlo leggete questa utile guida, che vi dirà come preparare il giusto ambiente  per far vivere bene e a lungo il vostro Betta splendens.
Se avete già comprato un Betta splendens , se è estate potete tenerlo in un contenitore tipo vaschetta di gelato o barattolone di nutella ecc, solo come contenitore provvisorio , se potete darlo temporaneamente al negoziante o a un’amico che ha un’acquario è meglio, ma di estate grossi problemi non ce ne sono . Se invece è inverno, dovete sapere che il Betta splendens anche se vive a temperature che vanno dal 15° ai 30° c , la temperatura in cui vive bene  va dai 25° ai 28° , a temperature inferiori ai 24° diciamo più che sopravvive, ma le sue difese immunitarie si abbassano e il Betta si ammala facilmente, a temperature invece sopra i 28-29° diciamo che soffre un pò il caldo. Quindi se avete comprato il vostro Betta d’inverno, e non potete garantirgli una temperatura costante di almeno 25° è meglio che lo riportate al negozio, a temperature basse non va assolutamente tenuto neppure per brevi periodi.
Ma i Betta splendens per essere allevati bene non hanno certamente bisogno solo della giusta temperatura, è importante anche un continuo filtraggio e circolo dell’acqua, per questo non deve mancare un filtro in acquario, e i relativi cambi d’acqua periodici comunque, infatti il grande nemico dei nostri beniamini non è solo la temperatura, ma anche le sostanze inquinanti che si possono creare in acqua senza un buon filtro e i cambi. L’acqua vecchia e sporca sono la causa di molte malattie mortali per i Betta , altra cosa gradita da non dimenticare è una luce in acquario che non sia forte.
Quindi ricapitolando: un’acquario per allevare bene il nostro Betta splendens deve avere un riscaldatore per regolare la temperatura d’inverno, naturalmente un termometro per misurarla, un filtro biologico e una luce accesa almeno 8 ore al giorno.
Prima di addentrarci nel discorso di chimica dell’acqua, arredamento e vari ospiti , dobbiamo capire alcuni concetti base sui quali sul web si trova tanta confusione, e cioè dimensioni della vasca e forma.
Un Betta splendens per vivere bene  di quanti litri ha bisogno?
Su questo argomento sono nate le più accese discussioni sul nostro forum, c’è chi dice minimo 60 litri, chi dice minimo 30 e chi dice molto meno, vediamo bene come stanno le cose.
Per rispondere bene a questa domanda bisogna conoscere le abitudini e necessità di spazio dei Betta splendens, e per questo dobbiamo fare un salto nella sua vita in cattività. Il Betta splendens che vive in cattività non è come quello commerciale che troviamo nei negozi comunemente, con le pinne lunghe e coloratissimo, i Betta splendens selvatici hanno le pinne corte e hanno colorazioni meno accese, in natura vivono in piccolissime paludi e pozze , dove i maschi fanno il loro territorio costruendo i nidi di bolle, questa condizione naturale ne ha fatto del Betta splendens un pesce statico e no un grande nuotatore come i pesci di fiume. Il Betta splendens in natura vive in acqua bassissima, e spesso in pozze di pochissimi litri, è un pesce labirintide, cioè respira aria atmosferica , questo suo adattamento lo rende un pesce perfetto per piccoli spazi , infatti il Betta splendens ama piccoli acquari e no grandi acquari.  Se il Betta splendens selvatico non è un gran nuotatore, lo è ancora meno quello di selezione a pinne lunghe che troviamo nei negozi, per via delle lunghe pinne ha un nuoto difficoltoso, infatti sono pesci che in acquario amano occupare solo un’angolo e basta. Esiste una regola generale per regolarsi con il rapporto dimensione pesce / litri d’acqua , per i pesci nuotatori (tipo quelli da branco che vivono in laghi e fiumi) bisogna garantire 2 litri d’acqua ogni cm di lunghezza del pesce , invece per i pesci statici come il Betta splendens bisogna garantire 1 litro d’acqua ogni cm di lunghezza del corpo, quindi in genere i Betta splendens sono lunghi  6 cm e quindi bisogna garantirgli minimo 6 litri, ma questo vale come base per orientarci, in realtà il Betta splendens vive bene anche a meno litri , tutto sta, come vedremo, nel tempo che lo si vuole tenere in quel determinato litraggio. In Italia alcuni comuni adottano delle normative che indicano a quanti litri minimo può essere tenuto un pesce, per quanto riguarda tali normative dovreste informarvi presso il vostro comune, dato che non le adottano tutti i comuni ma solo alcuni.
Continuando a parlare del giusto acquario , sappiate che i Betta splendens non amano  grandi acquari, quindi evitate grandi acquari di centinaia di litri specialmente con i maschi. Attenzione  bisogna fare una distinzione fra esigenza dei Betta splendens maschi e le femmine, perchè hanno abitudini diverse, mentre le femmine possono essere tenute in più esemplari, e queste vivranno in gruppo sparso con una  dominante , e quindi ben si possono adattare anche a un’acquario grande , sempre non eccessivo. Diciamo che  un gruppo di varie femmine può essere tenuto in acquari anche medio grandi, ma di non andare oltre i 100 – 150 litri , invece  dovendo tenere un maschio da solo è meglio allestire un piccolo acquario, quindi possiamo dire che per un singolo maschio vanno bene acquari dai 10 litri fino a massimo 60 -70 litri, l’ideale è un’acquario  dai 15 ai 30 litri , ma questo dipende se vogliamo tenere il nostro maschio da solo (cosa sconsigliata) o in compagnia ricreando un piccolo biotopo asiatico (cosa consigliata).

Piccolo acquario con Betta splendens, Foto dell' utente Giampy

Vasca con femmine di Betta splendens, Foto di Diletta Ginevra Cafaro

Ma per i Betta, come anche per tutti i pesci labirintici, come i famosi Colisa, Tricogaster, Pesci paradiso ecc, la cosa più importante oltre che la dimensione della vasca è l’altezza dell’acqua, dobbiamo ricordarci che questi pesci  respirano aria atmosferica , quindi hanno necessità ogni tot tempo di risalire in superficie per respirare, per questo motivo amano e vivono bene in acque basse, infatti è consigliabile un’altezza dell’acqua di 10 – 30 cm , l’ideale sarebbe un’altezza di 15 – 20 cm , e si consiglia comunque di non superare mai i 50 cm.
Anche per questo motivo, acquari molto grandi sono spesso solo una fonte di stress per i nostri Betta, specialmente per i maschi che amano occupare un piccolo territorio, quindi chi vi consiglia acquari minimo di 60 litri per un solo esemplare o per una coppia sappiate che vi sta dando un consiglio sbagliato.

Batteria di 3 vasche con acqua bassa, ideali per i Betta. Foto di Giampy

Nei miei oltre 28 anni di esperienza con i labirintidi posso dirvi, che gli esemplari che ho visto vivere più a lungo e in salute sono sempre stati quelli tenuti in nano acquari di poche decine di litri.
Spesso vediamo nelle mostre, Betta tenuti in piccoli contenitori di circa 2 litri o anche meno, quelle sono condizioni particolari , gli esemplari devono solo stare qualche giorno in mostra e quindi non è una situazione permanente. Stessa cosa per gli allevatori che detengono gli esemplari in crescita in bottigliette o barattoli, vengono tenuti in piccolissimi contenitori per esigenza di spazio allevando diverse centinaia di esemplari, e comunque vengono garantite alte cure costanti e cambi d’acqua.
Abbiamo parlato di esigenze in spazio sia per i maschi che per le femmine, ma questi possono essere tenuti insieme? e si possono tenere insieme più maschi?
Queste sono alcune delle domande che mi vengono poste spesso sul nostro forum.
Rispondiamo alla 1a , 1 maschio e 2 – 3 femmine possono anche ipoteticamente essere tenuti, ma non è l’ideale se no a determinate condizioni,  ci sono dei pro e dei contro.  C’è da dire che il primo problema a cui si va incontro è che tenendo insieme un maschio e delle femmine, questi possono accoppiarsi, e l’acquario di comunità con filtro, pesci ecc, non è il posto ideale ne da un punto di vista igienico , ne per via di altri animali presenti in vasca (comprese lumache e gamberetti) che possono cibarsi delle uova , ma altro fattore sfavorevole è la presenza del filtro a motore che può risucchiare le uova o le larve. C’è da dire che comunque il maschio (che di norma va tolto dopo la deposizione) in acquario di comunità diventa iperprotettivo e tende più facilmente a cibarsi delle uova o delle larve, insomma per il pericolo che possano accoppiarsi va evitata la detenzione insieme di maschi e femmine se non vorremo ogni volta veder finire male la prole. Altro fattore sfavorevole della convivenza forzata di maschio e femmine,  è che spesso i maschi hanno un carattere troppo aggressivo verso le femmine arrivando a stressarle cosi tanto da ucciderle, in questi casi è meglio mettere non meno di 3 femmine. Poi ci sono casi in cui la femmina dominante è iperaggressiva da arrivare anche ad uccidere le altre femmine e il maschio. Per tenerli insieme è comunque necessario un’acquario molto piantumato.
Il fattore favorevole a questa convivenza è che al maschio fa bene la presenza delle femmine , mantenendolo attivo, in molti casi infatti se rimane per molto tempo solo tende ad abbattersi perdendo vivacità, possiamo risolvere questo problema mettendo altri ospiti in vasca di diversa specie, o uno specchietto a ore alterne.
Avendo visto i principali pro e contro della convivenza forzata di maschio e femmine in acquario, vediamo che accorgimenti adottare per permettere la convivenza , per prima cosa consiglio una vasca di 25 – 60 l massimo , questo acquario deve avere la caratteristica di essere molto piantumato, quindi a parte la parte frontale, la parte centrale e posteriore devono essere ricche di piante e nascondigli come radici , anfore ecc, questo creerà rifugi alle femmine in caso vengano attaccate , e farà si che il maschio possa crearsi un suo determinato territorio, in questo tipo di acquario sono sempre ben accetti altri inquilini come lumache, gamberetti e altri pesci che elencheremo sotto.

Piccolo acquario ben piantumato ideale per i Betta. Foro di Giampy

Per tenere solo un maschio, consiglio sempre piante anche se non in maniera eccessiva come detto sopra, la vasca che sia di 20 – 30 litri cosi da poter mettere dei compagni come i pesci pulitori e piccoli pesci da branco .

Nano cubo nel quale è stato ricreato un bellissimo biotopo asiatico. Foto di Guido Forti

E ora rispondiamo all’altra domanda: si possono tenere più maschi insieme ?
Spesso sul web si vedono foto e video di acquari dove vengono tenuti più maschi , e questi convivono in modo pacifico, parliamo sempre di esemplari di selezione naturalmente. I maschi per ipotesi (non sempre valida) possono essere tenuti in più esemplari in grandi acquari, garantendo almeno 30 litri di spazio per maschio. Ammesso che questo sia vero, per i motivi elencati sopra, i grandi acquari non sono il posto migliore dove tenere i Betta, e altra cosa che c’è da dire è che nessuno può garantire al 100% che da un giorno all’altro non possano picchiarsi , diciamo che tenere più maschi in acquari grandi è solo una teoria che spesso troviamo sul web , la realtà è ben diversa. Personalmente ho fatto vari studi pratici sul comportamento di questo pesce,  sono riuscito a far convivere più maschi in acquario, e al momento ne ho 4 in un 70 litri. Ci si può riuscire a tenere più maschi insieme anche in piccoli acquari solo “sacrificando i loro istinti”, come anche quelli che vediamo nei video del web , basta far crescere insieme dei maschi senza separarli nella crescita, o meglio togliendo solo il maschio maggiore che tende ad essere aggressivo e a sottomettere i fratelli (può essere uno o più maschi a comportarsi cosi),  facendo crescere questi maschi insieme anche alle femmine, diciamo che socializzano e si abituano alla presenza degli altri maschi. In natura i vari maschi dopo i primi mesi si isolano vivendo una vita a parte , e cosi sviluppano il loro caratterino. Questi maschi che abbiamo fatto  diventare socievoli a forza tenderanno a sviluppare le pinne meno del normale , ma la vera caratteristica che spesso perdono è l’istinto riproduttivo. Potremo prendere questi maschi, ipotizziamo 3, e metterli in un 50 litri , e li vedremo vivere tranquillamente insieme , magari anche con femmine.  Fatto questo poi difficilmente potremo pensare di riprodurli. Io lo sconsiglio.
Le migliori soluzioni adottate per tenere i Betta splendens, è tenere le femmine in un’acquario biotopo e i maschi in delle bettiere dedicate con ogni scomparto allestito con piante ecc. Questo ci darà modo di goderci i maschi in tranquillità tenendone vari e ognuno nel suo scomparto, e le femmine faranno gruppo in acquario. E se vorremo riprodurli sceglieremo 2 esemplari e li metteremo in una vasca dedicata.

Bettiera per allevare i maschi di Betta splendens. Foto di Giampy

Viste tutte le possibili soluzioni di convivenza e le regole base per tenerli , ora andiamo a vedere come deve essere la giusta vasca, vanno bene quelle rotonde o quadrate ?
Dovete sapere che nessun pesce o altro animale ama vivere in contenitori cilindrici , quindi dimenticatevi bocce e ampolle varie, sia grandi che piccole, i contenitori circolari non danno agli animali dei punti di riferimento come invece li danno i contenitori con angoli come quelli cubici e rettangolari.

Non utilizziamo bocce e vasche cilindriche. Fonte della foto EBAY

Quindi potete prendere uno dei moderni cubi o nano cubi, che ora in commercio vanno tanto di moda, o la classica vasca rettangolare, questo tipo di vasche saranno  perfette per i nostri pesci.

Cubi di vetro diffusi in commercio. Fonte della foto: www.terracquario.com

Altra cosa importante nella scelta della vasca è che questa abbia il coperchio, questo fattore è fondamentale , i Betta come abbiamo detto sono pesci labirintici, cioè respirano aria atmosferica, d’inverno l’acqua viene riscaldata come abbiamo detto, quindi se il Betta per esempio vive in acqua a una temperatura di 26°c e l’acquario è di quelli aperti, quando lui andrà in superficie a prendersi la boccata d’aria, se la temperatura dell’ambiente esterno è più bassa, è per esempio 15° c , il nostro Betta tenderà a raffreddarsi e quindi ad ammalarsi, quindi assolutamente l’acquario che scegliamo deve avere il coperchio.

Piccolo acquario con coperchio. Foto di Giampy

Altri accessori che non devono mancare in acquario è un filtro biologico completo di lana filtrante, cannolicchi e carbone attivo, un riscaldatore e un termometro, naturalmente non deve mancare l’illuminazione che non deve essere molto intensa.

Ora andiamo ad analizzare i vari accessori
Di filtri per acquari ce ne sono tanti e di tante marche,  ma li possiamo racchiudere in 5 tipologie precise che vedremo di seguito , ogni tipo di filtro ha un suo campo di impiego specifico e può andare bene o no per i Betta splendens.
Filtri Interni:  sono i più diffusi e economici , possono essere anche costruiti da noi stessi con poco. Sono costituiti da più scomparti interni, il primo scomparto ha la lana filtrant,e che è il primo stadio filtrante che trattiene lo sporco più grosso , poi ci sono i cannolicchi che svolgono un’azione biologica , poi il carbone attivo che svolge una funzione chimica (ed è quello anche che da limpidezza all’acqua) e infine la pompa . Hanno il vantaggio di avere un’azione biologica diretta in vasca però occupano un po’ di spazio, secondo me sono i migliori.


Filtri interni, il primo da riempire con i materiali filtranti, il secondo è venduto già con essi all'interno. Fonte della foto www.terracquario.com .

Schema del funzionamento di un filtro interno

Filtri esterni:  al loro interno hanno sempre lana, cannolicchi, carbone attivo e pompa, solo che tutto il vano filtrante è esterno , prende l’acqua dalla vasca tramite un tubo di aspirazione e rimette l’acqua in vasca ma filtrata tramite un tubo di mandata, generalmente questi 2 tubi vengono messi ai lati opposti. Il Vantaggio è che non prende spazio in vasca, generalmente il vano filtrante si mette sotto l’acquario, ma questo genere di filtri sono più indicati per acquari medi e grandi.

Filtri esterni e schema di funzionamento. Fonte delle foto EBAY

Filtri a cascata o a zainetto:  a differenza dei filtri interni che vengono messi all’interno della vasca e attaccati con le ventose alla parete, questi invece vengono appesi al vetro, per questo appunto vengono chiamati a zainetto. La parte filtrante resta fuori dalla vasca invece l’aspirazione dell’acqua e l’uscita sono all’interno, e l’acqua appunto esce a cascata. Questo genere di filtri sono sempre composti con gli stessi materiali filtranti di quelli sopra , ma sono usati per acquari aperti , proprio per vedere l’effetto cascata, quindi li sconsiglio per acquari dedicati ai Betta.

Filtro a cascata o a zainetto. Fonte della foto EBAY

Filtri ad’aria: questi tipo di filtri sono particolarmente indicati in allevamento , per prendere l’acqua e filtrarla non sfruttano una pompa a motore ma basta un’aeratore, sfruttano la potenza dell’aria in uscita.  Ce ne sono con la sola spugna filtrante o completi, la loro azione filtrane è limitata e no molto potente , infatti vengono usati in allevamento perché non risucchiano i piccoli.

Filtri ad 'aria, il primo è il modello classico con solo spugna , il secondo è il modello biologico completo. Fonte delle foto www.terracquario.com

Filtri sotto sabbia:  questo tipo di filtri sono più usati negli acquari marini, consistono in una griglia che va messa sotto la ghiaia appunto, questa griglia è collegata a una pompa, e il filtraggio avviene tramite il fondo.

Schema del filtro sotto sabbia. Fonte della foto EBAY

Per concludere quindi scegliamo un filtro interno o esterno per allevare bene i nostri Betta. E’ importante tenere l’uscita del filtro a livello dell’acqua o leggermente sopra cosi da avere un moderato movimento dell’acqua in superficie, questo avrà vari vantaggi, ossigenerà l’acqua , non la farà ristagnare in superficie con la formazione della classica platina, e ci sarà un miglior circolo dell’acqua in acquario.

Scelto il filtro idoneo anche alla capienza della vasca, ora vediamo i vari tipi di riscaldatori disponibili in commercio, sostanzialmente ne esistono di 3 tipi: a serpentina, a piastra e  quelli cilindrici (o anche chiamati compatti).

Riscaldatori a serpentina:  sono certamente quelli che danno un riscaldamento più uniforme e costante in vasca , e hanno anche un vantaggio estetico,  essendo composti da una serpentina flessibile che viene  messa sotto la ghiaia, questa appunto verrà ricoperta dal materiale di fondo e non si vedrà , la seconda parte di questo tipo di riscaldatori è il termostato alla quale verrà collegata la serpentina, il termostato permetterà di mantenere una temperatura costante. I vantaggi di questo tipo di riscaldatori sono tanti, come abbiamo detto riscaldamento univoco, ma principalmente dato che il calore partirà dal basso verso l’alto questo favorisce un benessere per le piante. Lo svantaggio di questo sistema è che è molto costoso rispetto ai classici riscaldatori compatti in vetro.


Riscaldatore a cavetto. Fonte delle foto EBAY

Riscaldatori a piastra: il sistema è identico a quelli a serpentina, solo che questi riscaldatori hanno la resistenza su una piastra flessibile , che appunto andrà messa sotto il fondo. A differenza di quelli a serpentina sono più economici ma a mia esperienza anche meno efficienti.

Riscaldatori per filtro esterno: questi vanno attaccati ai tubi del filtro esterno, e riscaldano l’acqua che passa nell’intercapedine.

Riscaldatore per filtro esterno. Fonte delle foto EBAY

Riscaldatori compatti:  questi sono i classici riscaldatori cilindrici in vetro, molto economici e diffusi. Hanno dei pro e dei contro, per prima cosa certamente il loro vantaggio è di essere economici , ma il loro più grande svantaggio è che non riescono a fornire una temperatura uniforme in tutta la vasca, generalmente vanno attaccati alla parete con le loro ventose vicino al filtro, cosi che il flusso del filtro favorisca un maggiore diffusione del calore, ma avremo sempre la zona della vasca vicina al riscaldatore più calda della zona opposta. E’ diverso se si usa un filtro esterno con al’interno il riscaldatore, ma questo metodo richiederà maggiore potenza dalle resistenze e quindi maggiore consumo. Generalmente sono composti da un termostato e dalla resistenza, tutto all’interno dello stesso oggetto, sopra avremo una scala graduata indicativa per la temperatura da impostare tramite un’apposita manopola, ma non va presa molto in considerazione, bisogna sempre basarsi su un termometro in vasca. Questo genere di riscaldatori sono in genere costituiti da un cilindro di vetro con all’interno tutte le parti, ma appunto uno dei grandi svantaggi di questo tipo di riscaldatori è che quando si fanno i cambi d’acqua spesso ci sono dei sbalzi termici e il vetro scatta, con il rischio di farci prendere la corrente (a me è capitato più volte), è comunque buona abitudine staccare la corrente delle varie parti. Oggi per superare questo problema dello shock termico, questi riscaldatori vengono fatti in acciaio o in materiali plastici resistenti, e ultimamente ce ne sono anche di digitali.

Riscaldatori compatti , il primo a bulbo di vetro e il secondo in acciaio. Fonte delle foto www.terracquario.com

Che riscaldatore prendere in base alla vasca?

E’ importante scegliere la giusta potenza in watt della resistenza, cosi da evitare consumi inutili o che il riscaldatore non riesca a riscaldare come dovrebbe, diciamo che indicativamente sono queste le combinazioni watt/litri: 25 watt fino a 25 litri, 50 watt fino ai 50 litri, 75 watt fino ai 70 litri, 100 watt fino  ai 90 litri, 150 watt fino ai 100 litri circa, e cosi via, ma questo dipende molto dalle temperatura della nostra casa, e ricordiamoci sempre di mettere un termometro a mercurio in vasca, al lato opposto del riscaldatore, ci dovremo basare solo sulla temperatura riportata da lui. Il riscaldatore va tarato in base alle stagioni, e nel periodo estivo (dai 26° in poi) va spento.
Ora passiamo all’illuminazione, per i Betta è meno importante dato che amano luce moderata , ma per le piante invece è importante, quindi farò una veloce descrizione.
Esistono varie tipologie di illuminazioni per acquari, i classici neon, i nuovissimi led, faretti allo xenon  ecc ecc.
Vengono anche molto usate particolari lampade a risparmio energetico specificatamente fatte per gli acquari.
Come è stato detto per i Betta devono essere usati acquari con il coperchio, e questi generalmente sul coperchio hanno già l’impianto d’illuminazione, quindi scegliete l’acquario con l’impianto che vi piace, che esso sia a led, a neon o a lampade varie. Per gli acquari d’acqua dolce esistono principalmente 2 tipi di illuminazione, quella solare che è costituita da un’illuminazione giallognola che cerca di ricreare la luce solare naturale, questa ha si il vantaggio di ricreare una luce naturale ma toglie brillantezza ai clori dei pesci e piante, io non le amo.  Poi ci sono le illuminazioni fitostimolanti, hanno una luce rosa/violacea , questo tipo di illuminazione sarà meno naturale ma intensifica molto il colore dei pesci e delle piante e in più stimola maggiormente la fotosintesi delle piante, quindi io ve le consiglio rosa.


Lampade a risparmio energetico, la prima fitostimolante e la seconda a luce solare. Fonte delle foto www.terracquario.com

Lampade a neon, la prima fitostimolante e la seconda a luce solare. Fonte delle foto www.terracquario.com

Poi alcuni acquari hanno dei simpatici led blu per la notte che simulano la luce lunare.

Illuminazione notturna a led blu. Foto di Giampy

Cosa importante è collegare l’illuminazione a un timer in modo che ogni giorno garantisca almeno 10 ore di luce .
Il periodo di illuminazione lo si può variare in base alle stagioni , ma deve essere compreso in una fascia oraria da un minimo di 8 ore a un massimo di 12 , personalmente di estate per il caldo tengo l’illuminazione solo per otto ore. 
Certamente vi starete chiedendo:  quanti watt per litro ci devono essere?
A questa domanda non si può rispondere facilmente, dipende dal tipo di lampade e dalle dimensioni della vasca, se parliamo di neon , dobbiamo dare almeno 8 watt per un 20 litri, 14 watt per un 50 litri, 18 watt per un 70 litri ecc. Purtroppo varia in base alla dimensione della vasca, se abbiamo un cubo 1 metro x 1 metro è normale che non ci andrà un neon di 36 watt e ne dovremo usare vari più piccoli. Qualsiasi tipo di vasca usiamo e lampade usiamo basiamoci sul nostro occhio, l’importante è che tutta la vasca abbia un’illuminazione uniforme giusta per le piante che abbiamo, è meglio mettere 3 neon piccoli ben distribuiti che uno solo potente al centro.
Fra gli altri accessori che possiamo usare e su cui sorvoleremo ci sono: impianti co2 che servono per  avere piante più rigogliose, mangiatoie automatiche che ci aiutano ad alimentare  i nostri pesci quando manchiamo , ecc ecc il commercio è pieno di vari accessori per tutte le esigenze.
Ok abbiamo comprato la nostra vasca con coperchio, luce , filtro e riscaldatore, ora dobbiamo creare il nostro nano biotopo per il nostro Betta. Per prima cosa iniziamo dal fondo, è buona abitudine ma no fondamentale, mette per prima cosa uno strato di fertilizzante per piante ( se abbiamo scelto un riscaldatore sotto sabbia va messo prima del fertilizzante) , è una terra scura tipo torba, generalmente è venduto in piccoli secchi, basta mettere anche uno strato di 1 cm in tutto il fondo, magari un po’ di più dietro dato che ci andranno le piante più grandi. Questo fondo attenzione non va lavato, va messo cosi come è venduto.

Fertilizzante per acquari. Fonte della foto www.terracquario.com

Di seguito scegliamo il materiale di fondo, ne esistono di vari tipi, sia naturali, che plastici che ceramici ecc, e anche nei colori c’è l’imbarazzo della scelta , sia colori naturali che artificiali. La scelta va vostro gusto , ma sconsiglio le sabbie che sono più indicate per acquari africani e amazzonici, e ancor meno bianche, è meglio un fondo naturale. Ma la cosa fondamentale nel caso di normale ghiaia è la finezza, scegliamo ghiaia fine o medio fine,  sarà più facile da pulire,  e anche i pesci pulitori potranno brucare sul fondo più facilmente evitandosi di tagliare, come invece a volte accade con la ghiaia grossolana. Ma c’è anche il fondo a base di piccole palline.

Ghiaia naturale per acquari, della granulometria ideale per i Betta. Fonte della foto www.terracquario.com

Ricordatevi che dobbiamo garantire elle piante almeno 3 cm di fondo, quindi dobbiamo sommare i cm del fertilizzante e i cm di ghiaia ed avere almeno 3 cm di spessore, se la vasca è dai 50 litri in su facciamo sul lato frontale 3 cm e sul lato posteriore 4cm , con vasche più grandi facciamo 3cm d’avanti e 5 cm dietro, questo perché dietro andranno le piante più grandi che giustamente richiederanno più spazio per le radici.
Ricordatevi che la ghiaia va ben lavata prima di metterla in vasca, io consiglio di lavarla con acqua calda, fino a che nel secchio l’acqua non resta pulita.
Ora prima di allestire e mettere l’acqua, posizioniamo il filtro e il riscaldatore, se è un filtro interno vi consiglio di inserirlo al lato destro o sinistro e no sulla parete posteriore togliendo posto alle piante, per come sono strutturati la maggior parte dei filtri interni meglio metterlo sul lato sinistro , cosi il flusso simulerà quello di un fiume , e sarà in avanti e no dietro smuovendo le piante, ricordiamoci anche che l’uscita del filtro deve essere a livello dell’acqua o leggermente sopra , cosi da smuovere la superficie. Il riscaldatore va messo affianco all’ uscita del filtro.
Bene lavate tutti i materiali filtranti e inseriteli , prima la lana poi i cannolicchi e poi il carbone attivo.
Ora  vanno scelti i materiali decorativi , possiamo mettere un disegno di sfondo per abbellimento, questi sfondi si attaccano all’esterno della parete posteriore, io consiglio però uno sfondo nero o blu scuro, questo metterà maggiormente in risalto i colori. Come decorazioni interne potrete scegliere fra vari tipi di legni, rocce e materiali in resina per tutte le fantasie, anche se sarebbe bello mettere prodotti in resina come velieri, teschi ecc, sicuramente è meglio  mettere solo materiale naturale come legni e rocce per mantenere un’ambiente quanto più simile a quello naturale, ma questo va a gusti. Attenzione non mettere nessun oggetto decorativo di metallo in vasca .
Partiamo dai legni, ce ne sono di tutti i tipi, grandi, piccoli, molto ramificati e poco ramificati, generalmente i tipi di radici in commercio sono di 3 tipi: manila, mangrovia e torbiera. Questi 3 tipi di radice sono i più indicati per gli acquari perché non marciscono e durano vari anni, non prendiamo legni in natura anche se li troviamo in laghi e fiumi, teniamo presente che potrebbe marcire in poche settimane inquinando l’acqua dell’acquario, e in più prendendo cose in natura si rischia anche di introdurre agenti patogeni in acquario. Alcuni legni andranno subito sul fondo, invece altri dovranno essere lasciati qualche giorno in acqua galleggiando e poi da soli andranno sul fondo, o basterà legare a questi legni delle pietre, per i primi giorni facendoli restare sotto.

Radice per acquari, fina e molto ramificata ideale per i biotopi asiatici. Fonte della foto www.terracquario.com

Quante radici mettere?

Dipende dalle dimensioni della vasca, ma dato  che i Betta amano molti nascondigli , possiamo abbondare un po’ mettendone 2 o 3, le radici più indicate per i biotopi asiatici sono quelle molto ramificate e fine. Naturalmente le radici più grandi vanno messe nella parte posteriore o mediana della vasca e invece le più piccole in primo piano. Le radici vanno ben lavate con acqua calda prima di introdurle in acquario,  anche una volta inserite comunque possono scurire l’acqua, questo è normalissimo , con i cambi il problema sparirà op puramente inserendo più carbone attivo in acqua, questo prodotto ha proprio la capacità di rendere l’acqua limpida. Altra cosa poco gradita è che sui legni i primi giorni può formarsi una platina bianca, tranquilli è normale, va via da sola o basterà raschiarla via.
Passiamo alle rocce, anche qui di forme e colore sono tantissime in commercio, ci sono quelle vulcaniche, di quarzo ecc ecc, scegliete in base al vostro gusto e dimensione della vasca, in natura possono anche essere prelevate , ma attenzione non vanno introdotte pietre calcaree, basta fare il test con del viakal, mettete un po’ di viakal sulla roccia, se questa ferve allora è calcarea e non va presa. Comunque sia se avete trovato le pietre in natura o dal negozio è importante prima bollirle un po’. Vi consiglio rocce lisce e no spigolose o con punte taglienti, magari con fori e gallerie interne che potranno fungere da tana per i pesci.
Fra le altre decorazioni sono molto indicati i cocci , basterà anche questi lavarli, meglio comunque se non hanno tinte ma che siano grezzi di terracotta, all’interno i pesci troveranno rifugio e alcuni nidificheranno.
Molti usano anche bamboo e noci di cocco, questi materiali possono si essere introdotti in acquario, ma in poco tempo tenderanno a marcire, è importante prima rivestirli in resina.
Le decorazioni possono essere messe prima o dopo aver messo l’acqua, io preferisco metterle dopo, cosi evito che l’inserimento dell’acqua me le smuova.
Inseriamo l’acqua in acquario, poggiamo un piatto sul fondo e versiamo l’acqua li sopra, questo permetterà di smuovere meno il fondo , mettiamo circa i ¾ dell’acqua, ora possiamo mettere le decorazioni, ricordando di mettere le più grandi sullo sfondo o a metà, una volta messi i legni, pietre ecc inseriamo il resto dell’acqua fino al livello della cornice superiore, questo ci permetterà di tenere nascosta la riga di calcaree che si formerà con il tempo, ricordo che l’uscita del filtro deve essere a livello dell’acqua cosi da smuovere la superficie.
Ora possiamo inserire le piante, c’è anche chi le inserisce insieme alle decorazioni, attenzione evitiamo le piante sintetiche, l’acquario è un’ecosistema bilanciato, e ogni cosa ha la sua funzione, e la presenza delle piante è fondamentale per un sistema che funziona. In più le piante di plastica non sono indicate con i Betta splendens perché possono strapparsi le pinne.
Per le piante è anche utile mettere un’impianto co2 che favorirà la loro crescita e salute.
Sicuramente vi starete chiedendo quale piante mettere, se vogliamo rimanere in un biotopo asiatico o proprio del sud est asiatico, di seguito vi elenco le piante più diffuse in commercio che vivono nel sud est asiatico o sono cosmopolite:

Barclaya longifolia

Fonte della foto
www.aquabid.com

Microsorum pterpus

Fonte della foto www.aquabid.com

Taxiphyllum barbieri

Fonte della foto www.aquabid.com

Limnophila (varie specie)

Fonte della foto www.aquabid.com

Rotala (varie specie)

Fonte della foto www.aquabid.com

Hygrophila (varie specie)

Fonte della foto www.aquabid.com

Hydrocotyle sibthorpioides

Fonte della foto www.aquabid.com

Utricularia graminifolia

Fonte della foto www.aquabid.com

Cryptocoryne (varie specie)

Fonte della foto www.aquabid.com

Cyperus helferi

Fonte della foto www.aquabid.com

Pogostemon helferi

Fonte della foto www.aquabid.com

Vallisneria (varie specie, pianta cosmopolita)

Fonte della foto www.aquabid.com

Ceratophyllum demersum (pianta cosmopolita)

Fonte della foto www.aquabid.com

Cladophore

Foto di Giampy

Varie piante galleggianti come: Pistia, Azolla e lenticchia d’acqua (queste sono molto gradite ai Betta per creare zone d’ombra dato che i Betta amano luce soffusa)

Lemna minor o lenticchia d'acqua, prima foto di Giampy la seconda presa da www.aquabid.com

Pistia e Azolla, Fonte delle foto www.aquabid.com

Muschi vari

Foto di Giampy

Queste sono solo alcune fra quelle più presenti in commercio, di certo in un biotopo asiatico che si rispetti non dovrebbero mai mancare Criptocoryne e Microsorum .  Ma anche se africane e no asiatiche molti mettono le Anubias, che ben si adattano a qualsiasi acquario per la loro resistenza.
Le piante vengono vendute in vasetti di plastica con all’interno del materiale spugnoso, la pianta non va messa con tutto il vasetto, togliamole dal vasetto, liberiamo le radici dal materiale spugnoso  e tagliamo le radici lasciandone solo mezzo centimetro. Ora possiamo piantare la pianta, cercando di metterla quanto più sotto possibile, cosi che  non se ne esca e si stabilizzi quanto prima.
Garantiamo alle piante dalle 8 alle 12 ore di luce giornaliere,  per questo può venirci in aiuto l’istallazione di un timer,  che accenderà e spegnerà l’illuminazione n modo automatico.
Non dimentichiamoci di mettere i batteri nitrificatori per il filtro, questi permetteranno una maturazione più veloce, e inseriamo anche il biocondizionatore che neutralizzerà il dannoso cloro delle nostre acque potabili.
L’acquario ora va lasciato maturare , la maturazione richiede un periodo che va dai 20 ai 30 giorni, potremo  tenere sotto controllo la maturazione facendo i test dell’acqua. Un biotopo asiatico deve avere questi valori:

PH:  6 – 7
GH:  8 - 15
KH:  4 - 6
Nitriti 0
Nitrati assenti o quasi (non devono superare i 20 mg/l)
Temperatura:  25° - 28° c

Quando avremo questi valori stabili vuol dire che il nostro acquario è pronto per ospitare i pesci.
Ecco una lista di pesci asiatici pacifici che possono convivere anche con i Betta:
Brachydanio (tutte le specie), Rasbore (tutte le specie), da evitare le nanorasbore che essendo troppo piccole possono essere predate, Barbus titteya, Tanichthys albonubes, Chanda ranga , Kryptopterus bicirrhis (questi  vanno messi in acquari sopra i 60 litri dato che si fanno di 9 cm l’uno). Tutti questi sono pesci da branco, quindi ne vanno messi almeno 6 per specie.  Possiamo anche mettere dei Badis badis, una coppia, anche se non sono proprio del sud est asiatico vivono benissimo con le altre specie e specialmente con i Betta

Brachydanio rerio, fonte della foto web

Rasbora e coppia di Barbus titteya, fonte delle foto Web

Tanichthys albonubes e Cahnda ranga, fonte delle foto Wikipedia

Kryptopterus bicirrhis e Badis Badis , fonte delle foto Web

Per quanto riguarda quei pesci chiamati volgarmente “pulitori” , e quindi detritivori o mangia alghe possiamo mettere:  Pangio kuhili,  Botia nani come il sidthimunki,
Epalzeorhynchus siamensis,  Gyrinocheilus aymonieri, Gastomyzon (varie specie). Questi sono tutti pesci da fondo o mangia alghe di piccole dimensioni e pacifici con i Betta. Altro pesce che vive prevalentemente sul fondo anche se non è un “pulitore” è il Brachygobius xanthozona chiamato anche pesce ape, attenzione però, essendo un pesce piccolo prendere solo gli esemplari più grandi.


Pangio kuhili e Botia sidthimunki, fonte delle foto Web

Epalzeorhynchus siamensis e Gyrinocheilus aymonieri , fonte delle foto Web

Esemplare di Gastomyzon e Brachygobius xanthozona , fonte delle foto Web

Come gamberi evitiamo piccole caridine come le red cherry, sono più indicate le Caridina japonica e Atyopsis moluccensis, quest’ultimo è un simpatico gambero filtratore.

Caridina japponica (foto di Giampy) e Atyopsis mollucensis (foto di Web)

Come lumache possiamo mettere le famose Neritine (famose mangiatrici di alghe) e Planorbarius

Neritina e Planorbarius , fonte delle foto www.aquabid.com

Se l’acquario contiene solo femmine di Betta ed è minimo 50 litri possiamo mettere una coppia di Colisa lalia o di Tricogaster o di Macropodus o di Trichopsis , queste sono specie parenti dei Betta , sono anch’essi anabantidi, pesci socievoli ma che spesso possono picchiare i Betta maschi , e comunque va messa solo una coppia di una di queste specie ogni 50 litri. Quindi sono indicati per acquari grandi, specialmente se vogliamo mettere più specie.


Colisa lalia, Tricogaster, Macropodus e Tricopsis 

Il biotopo ideale  di 30 litri può contenere:  oltre ai Betta 6 Rasbore, 3 Pangio kuhili, 1 Atyopsis moluccensis e 1 o 2 Gastomizon.
Invece per un 60 litri possiamo mettere 6 Rasbore e 6 Brachidanio, oppuramente 10 di una delle 2 specie, sul  fondo anche 6 Pangio kuhili , per la pulizia dei vetri possiamo scegliere se 3 Gastomyzon o 1 Epalzeorhynchus siamensis, come gamberi 2 Atyopsis moluccensis. Ho dei biotopi cosi allestiti da più di 5 anni e non è mai successo nulla di sgradevole, ma ricordiamoci sempre che un biotopo asiatico deve contenere molte piante.

Bellissimo biotopo asiatico di 100 litri, foto di Giampy

Possiamo cosi realizzare dei biotopi per i nostri Betta mettendo all’interno solo un maschio, o solo femmine o  un maschio e qualche femmina, il mio consiglio è di mettere solo femmine in acquario e per i maschi creare delle batterie biotopo, cioè  delle vasche comunicanti fra loro ognuna di almeno 10 litri, e all’interno di ogni scomparto creare dei piccoli biotopi con il maschio e altri pesci asiatici, più grandi saranno i scomparti più pesci potremo mettere ricreando dei veri biotopi asiatici in sequenza.
Ricordiamoci che i Betta amano acque scure , quindi se vorremo ricreare veri e propri stagni asiatici dovremo intorpidire ‘acqua facendola diventare marrone, e in questo ci vengono in aiuto le foglie di catappa, che faranno diventare l’acqua marrone ma anche più acida, rendendo l’acqua ideale.  Mettiamo ameno 2 foglie di catappa ogni 50 litri, queste i primi giorni galleggeranno ma poi andranno sul fondo, forse l’effetto dell’acqua marroncina per alcuni può essere antiestetico, ma cosi facendo stiamo mettendo la ciliegina sulla torta per un vero biotopo asiatico.
Oltre le foglie di catappa possiamo anche mettere nel filtro torba filtrante che manterrà ugualmente l’acqua torbida , in commercio ci sono prodotti chimici per ottenere questo risultato, il mio consiglio è di evitarli, usiamo i rimedi naturali.

Foglie di catappa nella vasca del Betta splendens, foto di Giampy


Una serie di foto di bellissime bettiere e nano biotopo realizzati da Giampy , consiglio di consultare le sue altre realizzazioni sulla sua pagina: https://www.facebook.com/pages/Giampy-Betta-Lover-GBL/693694300693844?fref=ts

Gestione del Biotopo
Gestire il nostro biotopo sarà facile, basterà almeno una volta al mese sifonare il fondo per pulirlo, e cambiare dal 20% al 50% dell’acqua, e naturalmente lavare la lana filtrante per pulirla, finite le operazioni di pulizia inseriamo il biocondizionatore.  Alimentiamo i nostri pesci con del buon granulare o con del surgelato o con del vivo, dando sempre alimento misto fra vegetale e no. Il cibo va somministrato in piccole quantità una volta al giorno e garantiamo un giorno a settimana di digiuno. Alimentare troppo i nostri pesci non è una buona cosa, sia perché tendono più facilmente ad ammalarsi, ma anche perché inquiniamo il nostro acquario.

Conclusioni:
Ho scritto questo articolo  in seguito alle tante domande sull’argomento che sono state poste sul forum, cosi da fornire a tutti una guida chiara e completa. Ringrazio per le foto dei bellissimi biotopi gli utenti Giampy ( Giampy Betta Lover https://www.facebook.com/pages/Giampy-Betta-Lover-GBL/693694300693844?fref=ts ) , Giuseppe Sellitri , Guido Forti, Diletta Ginevra Cafaro  e per le foto dei materiali tecnici il negozio online www.terracquario.com . Alcune immagini sono state prese dal web, da siti pubblici come ebay e aquabid, non conosciamo l'origine di tali immagini perché non firmate e non coperte da copyright, se qualcuno dovesse riconoscere come sua opera queste immagini ce lo comunichi, e provvederemo a rimuoverle.
Per qualsiasi domanda o per farci vedere le vostre realizzazioni vi aspettiamo sul nostro forum.

Vi consiglio di leggere anche:
La Riproduzione dei Betta splendens: http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=173:la-riproduzione-dei-betta-splendens&catid=42:riproduzione-betta-splendens&Itemid=119
Betta splendens, le Forme delle Pinne: http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=113:classificazione-delle-forme&catid=45:forme-e-varieta&Itemid=120
Betta splendens, le Colorazioni (4 articoli): http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=183:betta-splendens-le-colorazioni-parte-1&catid=45:show-betta&Itemid=120 , http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=184:betta-splendens-le-colorazioni-solid&catid=45:show-betta&Itemid=120 , http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=186:betta-splendens-le-colorazioni-bicolor-e-dragon&catid=45:show-betta&Itemid=120 , http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=187:betta-splendens-le-colorazioni-marble-multicolor-e-butterfly&catid=45:show-betta&Itemid=120
Betta splendens, Genetica delle Forme: http://www.bettaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=159:betta-splendens-genetica-delle-forme&catid=45:show-betta&Itemid=120

ATTENZIONE!!! E' SEVERAMENTE VIETATA LA COPIA ANCHE PARZIALE DEL TESTO, DEI DISEGNI E DELLE FOTO IN CUI NON E' RIPORTATA UNA FONTE ESTERNA A QUESTO SITO, IN QUANTO E' TUTTO DI PROPRIETA' DI BettaItalia.it . Se volete pubblicare questo o altri articoli sul vostro sito, blog o rivista contattateci: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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