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PostHeaderIcon La Riproduzione dei Betta splendens

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Dal 1990 circa riproduco Betta splendens, inizialmente i classici vt da negozio e varie specie del genere Betta, invece dal 2002 riproduco e seleziono Show Betta, quindi sono stato uno dei pionieri Italiani della riproduzione di questi pesciolini, e il principale pioniere Italiano della riproduzione dei Show Betta, dico questo per dire che baserò questo articolo (e i miei consigli) sulla mia esperienza e no sui luoghi comuni.
Negli anni ho scritto vari articoli su questo argomento e ho anche tenuto vari seminari.
L’ accoppiamento in acquario  dei pesci è un’evento che avviene facilmente per molte specie , se vengono rispettate alcune esigenze in fatto di qualità dell’acqua e dell’ambiente ricreato, altre specie invece sono più esigenti e riprodurle è veramente difficile . Ma la riproduzione di una coppia di pesci non è soltanto l’atto dell’accoppiamento con la deposizione delle uova, o il parto dei piccoli nel caso di pesci ovovivipari,  dire che si è riusciti nell’impresa  di aver riprodotto una tale specie è principalmente esser riusciti a gestire la prole e portarla tutta o quasi all’età adulta, perché che i nostri pesci depongano o partoriscano non è raro. L’accoppiamento dei nostri pesci in acquario spesso è anche segno che stanno bene e che abbiamo fatto un buon lavoro nel nostro acquario per loro.
Nei miei 25 anni e passa di esperienza nella riproduzione di svariate specie, posso dire che per la maggior parte dei pesci se si vuole riprodurli è importante, come stimolo, un’ambiente dedicato solo alla coppia, un’alimentazione abbondante specialmente di alimenti vivi, e la massima riservatezza cosi da non spaventare e distrarre la coppia.

Ma veniamo ai nostri beniamini, i Betta appunto, ho riprodotto varie specie di Betta molto prima che si diffondessero in Italia. In questo articolo analizzeremo vari metodi, consigliandovi quello che secondo me è il più sicuro ed adatto ai neofiti, sconsigliandovi di provare altre soluzioni. Spesso mi contattano neofiti che hanno tentato di riprodurre i Betta splendens seguendo qualche fantomatico sapientone sul web o qualche articolo poco affidabile, e di conseguenza il risultato è un disastro.  Per riprodurre i Betta splendens bisogna per prima cosa considerare dei fattori fondamentali che sono Igiene e vasca dedicata, non fate riprodurre i Betta splendens in acquario, anche se qualcuno vi dice che lo fa e ci riesce, sappiate che è una lotteria, io dico sempre che ha solo avuto fortuna, per la riproduzione va usata una vasca spoglia e dedicata solo a loro, cosi da permettere in seguito di seguire la prole, e avrete anche più schiuse.  Scegliendo di riprodurre in acquario si va incontro a vari problemi, altri pesci o lumache ecc possono mangiarsi le uova predandole,e specialmente quelle che cadono sul fondo, i genitori stessi non sentendosi al sicuro per via della presenza di altri animali in vasca , tendono a mangiarsi più facilmente le loro uova , altro problema è il filtro che può risucchiare le uova e ucciderle, quello appena detto vale anche per i piccoli che riuscirebbero a nascere. Insomma l’acquario arredato è una zona di pericolo per la riproduzione, se dovesse avvenire preparate una vasca come descrivo sotto , con acqua nuova e portatela a 28° , poi con una vaschetta  (tipo quelle di gelato) prendete tutto il nido con le uova  (no il maschio perché non serve a nulla anzi è un pericolo) e immergetela nella vasca preparata, e rilasciate il contenuto li, dove la prole sarà al sicuro e potrete curarla in tranquillità. Se non avete una vasca in più dove inserire le uova, in commercio trovate le famose sale crescità per guppy, che sono dei cubi di rete che si ancorano alle pareti delle vasche,  bene potete istallare una di quelle in vasca e mettere le uova li dentro, sempre senza maschio. Non usate le famose nursery di plastica, perché i piccoli appena nati uscirebbero dalle griglie laterali.

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1) Foto di un'accoppiamento avvenuto in acquario , si vede il nido di bolle e le piccole larve appena nate
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Foto di un nido fatto in acquario (Foto di Simona)

Sala Crescita per acquari, si appende alle pareti della vasca tramite i ganci metallici. (fonte della foto ebay)

SCELTA DEI RIPRODUTTORI
Partiamo in primis dalla coppia, come sappiamo i Betta splendens sono degli ovipari costruttori di nido , con cure parentali maschili , che io definisco “forzate” , ma questo concetto lo riprenderemo in seguito. Che esemplari scegliere per la riproduzione?  Se volete comprare una coppia proprio per fare questa esperienza , questa è una domanda che vi porrete , in commercio vengono generalmente venduti esemplari di 3- 4 mesi che sono quindi esemplari adulti e sessualmente maturi. Ma che siano adulti non è una garanzia, come vedremo possono esserci varie anomalie per le quali il maschio o la femmina non si accoppieranno mai, queste anomalie son dovute al fatto che gli esemplari in commercio vengono da un secolo di selezioni e di allevamento in cattività , questa intensa selezione e allevamento spesso come risultato da esemplari che perdono l’istinto riproduttivo o parte di esso, questi problemi si hanno specialmente  nelle forme di alta selezione. 
Partiamo dal maschio, che non è l’elemento chiave nella coppia ma ha la sua importanza, ogni maschio ha un suo carattere, c’è quello troppo docile e quello troppo cattivo , noi abbiamo bisogno di una via di mezzo, di un maschio che sia  territoriale marchiando il suo territorio sempre con un nido, quindi scegliamo un maschio che sia in salute e attivo, no eccessivamente grosso , ma una statura media va bene. Un maschio troppo grosso è spesso sintomo anche di dominanza e quindi iperaggressività , questi esemplari pensano più a picchiare le femmine che a riprodursi, invece scegliamo una maschio che non presenti un’eccessiva gibbosità sulla fronte, che sia di taglia media , ma cosa fondamentale che  nel contenitore in cui sta abbia fatto un piccolo nido , basterà vedere se in superficie c’è un gruppo di bolle , questo ci indica che abbiamo di fronte un presumibile stallone che è eccitato e vorrebbe accoppiarsi, e che comunque ha l’istinto di saper fare il nido, e questo è un ottimo punto di partenza. Come conferma che sta bene mettiamogli di fronte uno specchio per vedere se reagisce come dovrebbe , se non avete preferenze su colori e forme, prendete un maschio che abbia quelle caratteristiche.
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1) Foto di un maschio adulto di Betta splendens
2) Foto di un piccolo nido di bolle fatto da un maschio adulto di Betta splendens nel contenitore in cui è tenuto


La femmina invece spesso è la vera chiave di tutto, se possiamo comprare una femmina da un allevatore sapendo che questa si è già accoppiata con successo altre volte, è meglio! Tutte le femmine che troviamo in commercio sono tendenzialmente giovani e naturalmente vergini , quindi potrebbe essere più o meno difficile farli produrre delle uova e farla accoppiare, ne troveremo nei negozi di più rosse e di più piccole , con le pinne più sviluppate e chi meno,  come per il maschio non puntiamo su femmine grosse , le femmine vengono tenute in gruppo quindi di solito le più grosse sono anche le dominanti. Le femmine grosse e dominanti spesso sono anche troppo aggressive verso i maschi e quindi riuscire a farle accoppiare è un rompicapo, dovendo cercare un maschio abbastanza tosto per essere alla loro altezza, ugualmente le femmine invece più piccole sono quelle sottomesse, e quindi spesso di carattere troppo timido per essere all’altezza di un maschio e relazionare con loro. Scegliamo una femmina di taglia media , che presenti magari il ventre tondeggiante , accertiamoci che non abbiano appena mangiato altrimenti siamo tratti in inganno, altro segno che devono avere è la papilla genitale ben evidente, bene se hanno queste 2 caratteristiche allora vuol dire che sono delle femmine che producono uova e che potrebbero accoppiarsi facilmente.

Foto di femmina gravida e pronta ad accoppiarsi, è molto evidente la papilla genitale

Linee orizzontali e verticali , su questo punto voglio soffermarmi, perché tantissimi sul forum e via e-mail mi dicono: la femmina ha le linee ma non si accoppia! Bene le linee verticali e orizzontali sono usate nei Betta di entrambe i sessi, e no solo dalla femmina come si pensa,  per  comunicare la paura, la timidezza, l’eccitazione ecc ecc , fanno parte del loro linguaggio del corpo , e avere un certo tipo di linee non vuol dire che vogliono accoppiarsi, le femmine si accoppiano manifestando linee verticali, o orizzontali o anche nessuna linea, perché non sono un segnale di volersi accoppiare, e con le linee manifestano si eccitazione ma anche altro. Quindi che sia chiaro , le linee non centrano nulla con la disponibilità di una femmina nel volersi accoppiare, purtroppo questo falso concetto viene riportato in molti articoli, tenete a mente questo cosi da non sbagliare, vedremo nell’articolo quali sono tutti i veri segnali dei riproduttori per farci capire che vogliono deporre. Se siamo fortunati a poter comprare i Betta magari da un’allevatore amico, e se possiamo comprare Betta che si sono già accoppiati e quindi non vergini, abbiamo una marcia in più, insomma partiamo con delle certezze che almeno questi esemplari sanno accoppiarsi, di solito con i vergini si hanno delle iniziali difficoltà. Insomma se possiamo prendere Betta riproduttori di successo con esperienza è nettamente meglio.

LA VASCA E ATTREZATURA
Bene scelti i riproduttori , veniamo al luogo dove farli accoppiare.
L’ideale è una vasca dai 5 ai 15 litri, un’ambiente piccolo stimola maggiormente la coppia e da più garanzie , spiegherò di seguito questo passaggio quando parlerò dei stimoli riproduttivi cosi da farvi capire quali sono i meccanismi che inducono all’accoppiamento.  Un maschio si eccita e fa il nido  in natura quando vede una femmina eccitata che insiste standogli intorno, ugualmente la femmina si stimola e produce le uova se vede il maschio a stretto contatto, quindi teniamo al momento presente questi 2 fattori, lo spazio ridotto è una marcia in più. Ma utilizzare uno spazio eccessivamente ridotto è una cosa che è meglio lasciare ad allevatori esperti, perché è anche vero come vedremo in seguito, che nel caso di un maschio molto aggressivo o una femmina aggressiva, utilizzando piccoli spazi può essere anche una catastrofe , dato che uno dei 2 può uccidere l’altro, quindi vedremo come fare ad evitare questo tipo di problemi. Come ho detto una vasca di 5-15 litri, non usiamola più grande, massimo proprio 20 litri, altrimenti poi diventa dispersiva e specialmente nel caso di esemplari pigri la coppia non avrà mai un comportamento mirato alla riproduzione. Come detto già in altri articoli, i Betta amano comunque acquari piccoli e gli acquari grandi per loro sono una vera tortura, peggio ancora se vogliamo farli accoppiare per esempio in 60 litri, l’impresa specialmente con esemplari pigri diventa quasi impossibile. Parlo di esemplari pigri o esemplari aggressivi perché anche loro hanno il loro carattere , non tutti i Betta sono uguali di carattere, anzi specialmente in quelli d’allevamento abbiamo una gran diversità di comportamenti distinti fra loro che analizzeremo man mano.
Altra cosa importante , specialmente  d’inverno, la vasca deve essere chiusa, con un coperchio o con quello che volete. Come già detto in altri articoli, i Betta essendo labirintici e quindi respirando aria atmosferica, hanno la necessità che se vivono in acqua riscaldata di respirare anche aria calda, altrimenti si ammalano, altro fattore da tenere presente è che i Betta sono degli ottimi saltatori, e non è bello ritrovarseli morti sul pavimento, quindi comunque anche d’estate è meglio coprire la vasca.
Consiglio naturalmente vasche  trasparenti, cosi da tenere sotto controllo poi uova e piccoli , senza doverli stressare muovendo il nido o altro, quindi io consiglio di usare una vaschetta che sia di vetro o di plastica ma trasparente.
Ora andiamo a vedere di cosa abbiamo bisogno come attrezzatura tecnica per la nostra vaschetta da riproduzione.
Cosa essenziale un’aeratore con tubo, questo non deve mancare, va bene un’aeratore di poca potenza che comunque dovrà sempre rimanere acceso, se all’estremità del tubo vorrete metterci una pietra porosa è una vostra scelta , non è fondamentale, l’importante è che l’estremità del tubo dal quale uscirà l’aria stia sul fondo cosi da far circolare tutta l’acqua da sotto a sopra, io non uso pietre porose, ma per tenere l’estremità sul fondo (altrimenti il tubo galleggia) lo lego con un’elastico a un sassolino e risolvo il problema, chi vuole o lo ha può mettere un filtro ad’aria collegato al tubo, ma è un’optional non essenziale, io preferisco senza. Il tubo dell’aeratore andrà messo in un’angolo cosi da non infastidire molto la coppia e i futuri piccoli, l’aeratore serve solo a far circolare l’acqua in modo che non ristagna o che si crea la platina batterica in superficie che può uccidere i piccoli appena nati, quindi attenzione deve far circolare delicatamente l’acqua no smuoverla con turbolenze, l’acqua non deve essere agitata! Accendendo l’aeratore possiamo avere il problema che sia troppo forte , come possiamo risolvere? L’aiuto lo troviamo in commercio, ci sono i rubinetti per aeratore che circa stanno 1 euro, questi si collegano a metà tubo e regolando la valvola si regola il flusso,  vi verrà il dubbio di come impostare il giusto flusso, la regola è facile, dobbiamo avere una bolla dietro l’altra, no una linea continua d’aria ma una bolla attaccata all’altra, cosi da garantire un leggero circolo dell’acqua e no una turbolenza, un flusso troppo forte può rovinare il nido o infastidire i piccoli appena nati nel nuoto che già per loro è difficoltoso.
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1) Aeratore. (fonte della foto ebay) 2) Tubo collegato all'aeratore e tenuto sul fondo tramite sassolino legato
3) Classico rubinetto per aeratori. (fonte della foto ebay) 4) Esempio di corretto flusso dell'areatore, non deve essere forte deve far circolare l'acqua e no agitarla, la corretta frequenza d'aria è una bolla attaccata all'altra


Veniamo alla temperatura, il problema temperatura non lo abbiamo se è estate o se comunque abbiamo temperature sopra i 25° , il riscaldatore diventa un’optional e dai 28° in su invece non va proprio usato. La temperatura ideale per la riproduzione sono i 28° c, esistono vari metodi per tenere questa temperatura costante, possiamo allevare in una stanza riscaldata o poggiando la vasche su ripiani riscaldati, ma questi sono sistemi che usano gli allevatori professionisti, io per esempio ho la stanza a temperatura costante. In commercio per riscaldare l’acqua troviamo dei riscaldatori con termostato a bulbo di vetro o in materiale plastico, quelli a bulbo di vetro sono più economici ma anche più delicati , stanno intorno ai 10-15 euro , invece quelli in materiale plastico sono più sicuri ma sono anche più costosi. Un riscaldatore da 25 watt va bene , massimo 50 watt. Cosa importante è la lunghezza dato che andrà messo in verticale e mai assolutamente in orizzontale , troviamone uno corto, lungo massimo 15 cm. Il riscaldatore andrà attaccato  alla parete posteriore vicino all’areatore tramite le sue ventose, in posizione verticale e no orizzontale, per un chiaro motivo , i piccoli appena nati sono rivestiti da una mucosa adesiva che usano per attaccarsi a qualsiasi cosa dato che non sanno nuotare, se il riscaldatore è orizzontale è più facile che si adagino li morendo poi bruciati, evitiamo questo tipo di problemi, il riscaldatore va messo in verticale. Meglio ancora (anzi lo consiglio) è mettere  in un piccolo contenitore il riscaldatore anche senza ventose, tipo un barattolo di vetro o una mezza bottiglia di plastica, riempiamo di acqua questo contenitore che dovrà essere più alto del livello di acqua in vasca , qui più di 15 cm cosi che i piccoli non possono entrarci, dentro questo contenitore pieno d’acqua mettiamo il riscaldatore e poi mettiamo questo contenitore in un’angolo della vasca, quello vicino all’areatore sempre, questo sistema da maggiori sicurezze, e una diffusione del calore più moderata ed equa.  Naturalmente insieme al riscaldatore dobbiamo comprare un termometro , il quale ci indicherà sempre la reale temperatura in vasca , dovremo dare retta solo al termometro per aumentare o abbassare il termostato del riscaldatore, e saremo nella retta via quando il termometro ci darà i 28° costanti, ricordate seguite solo il termometro e no la scaletta dei riscaldatori, quelle sono di esempio!
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1) Classico riscaldatore per acquari (fonte della foto ebay) . 2) Riscaldatore messo all'interno di un barattolo di vetro

Classico termometro per acquari a mercurio (fonte della foto ebay)


Bene sapendo ora che accessori comprare torniamo alla vasca, in vasca va messo un livello basso di acqua fra i 10 e i 15 cm , questo in primis perché come detto i Betta amano acque basse e secondo perché li eccita maggiormente per la riproduzione, ma ci sono altri fattori che  indicano una preferenza per il livello basso dell’acqua, i maschi dopo ogni abbraccio scendono sul fondo per raccogliere le uova quindi un livello basso li facilita il compito, li stressa meno e rende più veloce e facile tutta la riproduzione, altra cosa importante è che le larve appena nate non sanno nuotare ma fanno solo su e giù per respirare , un’acqua troppo alta può soffocarli o stressarli troppo, rendendogli tutto il lavoro più difficile, l’acqua la potremo alzare in un secondo momento , quindi per questi fattori iniziali meglio rimanerci non oltre i 15 cm d’acqua.

Schema del livello ideale per la riproduzione fra i 10 e i 15 cm massimo


Vi starete sicuramente domandando: che acqua usare?
Bene , non è cosi difficile come si crede, i Betta in commercio sono ormai abituati ad acque nostrane e ben si adattano anche per la riproduzione, a differenza di quanto si crede non è cosi importante tenere certi valori per la riproduzione, possiamo usare acqua tagliata con quella di osmosi o no, personalmente uso acqua di rubinetto decantata 48 ore in taniche , poi la verso nelle vasche da riproduzione e aggiungo del biocondizionatore e se vogliamo una foglia di catappa giusto per abbassare un po’ il ph. L’utilizzo delle foglie di catappa non è obbligatorio , i Betta si accoppiano anche a ph superiore a 7, quello che fa accoppiare o no i Betta non sono tanto i valori chimici dell’acqua (a parte valori critici), spesso sui forum leggo: se non metti il ph a 6 i Betta non si accoppiano!  Questa è una grande fesseria ,  perché non parliamo di specie wild, e cioè presi in natura, ma di pesci di allevamento , i nostri Betta commerciali si accoppiano se vogliono anche in normale acqua di rubinetto tranquillamente, quindi al fine di stimolare l’accoppiamento abbassare il ph può aiutare ma non è fondamentale, ma l’uso di catappa è comunque una marcia in più, come vedremo più per le uova e i piccoli che per i genitori. L’uso di catappa è consigliato perché ambra leggermente l’acqua e rende l’acqua chimicamente più gradevole per i Betta, abbassando anche il ph, questa funge anche da protezione per le uova, rallentando il normale processo di decomposizione delle uova non fecondate, le uova non fecondate marciscono e possono creare problemi a quelle fecondate per ultime, che sono più delicate e si schiuderanno per ultime, quindi l’azione della catappa funge anche da protettivo per la mucosa delle uova.
Una foglia di catappa, da ancorare al fondo tramite un sassolino, è più che sufficiente per la nostra vasca, questa va messa quando inseriremo la coppia in vasca.
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1) Biocondizionatore per acquari . 2) Foglie di Catappa (fonte della foto ebay)
3) Foglia di catappa in vasca ancorata sul fondo sotto un sassolino


Ora passiamo all’illuminazione, altra cosa importante, spesso questo aspetto lo si sottovaluta enormemente, i Betta amano luce soffusa, per loro luce forte e diretta è fonte di stress, per la riproduzione usiamo luce soffusa, se avremo usato delle foglie di catappa avremo già un’acqua leggermente ambrata ma comunque la luce non deve essere forte. Consiglio un’illuminazione a luce calda, quindi giallognola , magari fatta da led o da un piccolo neon, per avere la giusta intensità luminosa possiamo rivestire il neon con una pellicola gialla o blu, per esempio io uso mettere fra il neon e la lastra di vetro una busta blu o gialla , di quelle che ci danno ai supermercati per intenderci, attenzione la luce deve essere dolce e opaca ma non deve risultare troppo debole , insomma i Betta hanno bisogno di vedere per accoppiarsi e raccogliere le uova, teniamo presente come punto di riferimento una luce da tramonto pieno. Altra cosa importante è il periodo di luce, io uso un timer regolabile per essere preciso, garantiamo un ciclo naturale di luce di 8-10 appunto,  questo è molto importante, perché i Betta dentro di loro hanno un orologio naturale e sanno quando fuori è giorno o sera , è meglio non sfasarli andando contro il loro orologio biologico. Io per illuminare le mie batterie da riproduzione uso strisce led (una per vasca) a luce calda da 5 w , queste danno una luce giallastra e moderata , secondo me sono l’ideale, e man mano sto sostituendo tutti i neon con i led , sono più economici e ci fanno risparmiare tanta corrente.

Striscia led legata a una bacchetta di polistirolo


Bene ora passiamo al luogo dove avverrà la deposizione delle uova, questo lo ritengo uno degli aspetti più importanti, prima di consigliarvi il giusto materiale devo aprire una piccola parentesi su un’argomento che poi approfondiremo sotto quando descriverò il comportamento, i Betta splendens sono costruttori di nido, cioè  sia per riprodursi che per marchiare un loro territorio costruiscono in superficie un grumolo di bolle unite insieme con la loro saliva, sotto questo nido di bolle loro si accoppiano, e lo fa quasi esclusivamente il maschio. In natura lo fanno fra la vegetazione o sotto foglie cadute dagli alberi, ma lo fanno anche senza alcuna superficie superiore, a loro basta un’ angolo per dare stabilità al nido. Per la riproduzione in cattività si usano vari sistemi, vari tipi di materiali da mettere in superficie per stimolare il maschio a fare il nido ma anche per poi dare stabilità a questo. Ora vi elenco alcuni dei sistemi più usati con i loro pro e i loro contro da me visti, attenzione c’è anche chi non mette nulla, ma io non ve lo consiglio perché il maschio potrà non essere stimolato a farlo e cosa principale poi non c’è stabilità per il nido, questo farebbe fare sempre doppio lavoro al maschio. 

1) Pezzo di sughero: c’è chi usa mettere  un quadratino di tavoletta di sughero, questo galleggia e come luogo di deposizione è ottimo, perché ricorda un pezzo di legno morto come in natura, ma anche perché ci rende più facile poi vedere le uova (palline bianche) sul color marrone del sughero appunto. Ma attenzione ha un grosso fattore contro , anche se è uno dei materiali migliori e che stimolano maggiormente il maschio , però il sughero intorpidisce l’acqua in maniera eccessiva , rendendola completamente marrone inutilmente. Usando questo materiale in varie prove poi ho anche notato minori nascite e più morti fra i piccoli, cioè diciamo che non rende l’acqua adatta , insomma lo sconsiglio.

2) Foglie morte: c’è chi usa mettere comuni foglie d’albero o di lattuga ecc,  queste si stimolano il maschio, ma attenzione se la coppia non depone subito queste poi vanno per marcire , naturalmente cadono sul fondo e marcendo inquinano, insomma  se non avete la certezza che la vostra coppia deporrà entro 24 ore evitate questo sistema,  mi è successo più volte usando foglie di variati nostri alberi, di aver trovato dopo 1 o 2 giorni , le foglie dove sotto era stato costruito il nido affondate e il nido distrutto…… 

3) Piante galleggianti: c’è chi volendo ricordare la riproduzione naturale mette piante galleggianti , dove poi sotto  fa il nido, fra le piante ricordo la lenticchia d’acqua, l’azolla, la pistia ecc , ma viene anche spesso usata la riccia. Ok  chi fa questo ha buone intenzioni, o meglio dire crede di averle, perché si confonde l’ambiente biologico naturale con un sistema chiuso nel quale non potrà mai essere realmente riprodotto, il maschio sotto queste piante si fa il nido e si accoppia, ma sapete quante volte io provando questi sistemi poi ho trovato sulle piante uova o larve morte? Secondo me  questo sistema è una vera tortura per uova e larve, perché specialmente nella riccia si incastrano morendo, insomma è un vero caos . Secondo motivo le piante non permettono il naturale sviluppo in vasca di quella microfauna di cui poi come vedremo i piccoli si nutriranno, quindi ricordate evitate piante vere  nella vasca da riproduzione.

Nido fatto fra le  foglie di piante acquatiche (Fonte della foto gruppo facebook BettaItalia)

4) Foglie di catappa:  questo è un sistema molto usato  ,  ha dei lati positivi, ingiallisce si l’acqua ma con proprietà ottimali a differenza del sughero, la loro azione stimola la riproduzione , unico problema è che anche queste essendo foglie secche dopo qualche giorno al massimo tendono ad affondare, e quindi vi ritrovereste a ripartire da 0 se la coppia non depone subito.

Nido fatto sotto una foglia di Catappa. (fonte della foto facebook)

5) Pellicola:  un sistema spesso usato da me e con il quale ho avuto ottimi risultati , è stato mettere sempre in un’angolo , un pezzo di cellophane o di pellicola , questa attrae molto i maschio , da stabilità ecc, insomma solo aspetti positivi, ma il fatto è che basta poco e anche questa affonda, spesso con le gocce di condensa che si formano sul coperchio, cadendo sulla pellicola prima o poi la spinge giù, ho provato ad ancorarla in vari metodi, il nastro adesivo sui vetri umidi non funziona come sappiamo, insomma ottima soluzione ma se trovate un modo per farla stare ferma e asciutta sopra ditemelo….

Pezzo di cellophane messo sull'acqua in un'angolo della vasca per la costruzione del nido

6) Mezzo bicchiere:  ho visto  usare questo sistema specialmente negli allevamenti del Sud America .Consiste nel prendere un bicchiere di plastica  e tagliarlo in verticale, questo poggiato sulla superficie dell’acqua creerà una cornice  , c’è chi usa anche un sistema simile ritagliando una cornice di polistirolo, il maschio dovrebbe essere attratto a fare il nido in queste cornici, ma onestamente io ho provato questi metodi e  non ho visto grandi risultati . Secondo me il maschio non è molto stimolato ad andare li sotto a fare il nido, a differenza dei sistema a pellicola, foglie o sughero visti fino ad’esso che danno una base galleggiante, questo sistema a cornice no e quindi non lo amo molto, l’ho sperimentato ma a me non ha convinto per nulla.

Nido fatto sotto un bicchiere tagliato a metà (fonte della foto gruppo facebook BettaItalia)


Quindi prima di arrivare al materiale consigliato  , il metodo che proprio vi sconsiglio nella maniera più assoluta perché è una condanna a morte per molti piccoli, è il metodo con piante galleggianti, nella vasca da riproduzione io vi sconsiglio proprio di mettere piante di qualsiasi specie, e vedremo più in la i vari perché.

7) Polistirolo:  questo è certamente il miglior materiale che possiamo usare per la riproduzione, perché non affonda, non marcisce, non inquina, galleggia , è stabile e i Betta lo adorano. Unico aspetto negativo è che spesso essendo bianco poi le uova non si vedono, ma si possono trovare anche fogli di polistirolo grigi, rosa ecc, io per esempio trovai  dei fogli rosa e uso quello, cosi vedo più facilmente e uova, ma vabè il colore non è un vero problema. Cosa importante non coloriamolo noi perché potrebbe rilasciare poi la tinta sostanze nocive, se lo troviamo colorato di fabbrica ok altrimenti va bene anche bianco, ora approfondiremo come usarlo tornando al discorso relativo all’allestimento della vasca.

Avendo messo all’angolo posteriore destro il tubo dell’areatore, il riscaldatore e una foglia di catappa sul fondo, mettiamo invece nell’angolo anteriore sinistro il nostro substrato per il nido, che io vi consiglio sia un pezzo di polistirolo. Prendiamo un foglio di comune polistirolo e ritagliamo un rettangolo tipo 10 cm x 5 cm , o anche meno, consideriamo che non dovrà coprire più di ¼ della superficie della vasca, meno si ma di più no. Questo perché poi darebbe troppo lavoro al maschio dato che ama riempire anche i margini con le bolle, e stresserebbe la femmina togliendogli spazio, e il nido poi sarebbe anche troppo vicino al movimento dell’areatore, insomma diamo il gusto spazio a tutto.
Quindi mettiamo nell’angolo il polistirolo poggiandolo delicatamente senza spingerlo sotto, questo deve galleggiare a livello dell’acqua mantenuto fermo dagli angoli della vasca.

2 Rettangoli di polistirolo di diverso colore, della giusta misura per favorire la costruzione del nido


Altra cosa che dobbiamo procurarci è un contenitore trasparente, tipo una nursery per guppy , o una mezza bottiglia di plastica, può essere anche usato un barattolo di nutella , ma ve lo sconsiglio, e vediamo i perché. Come vedremo, per eccitare la femmina e farli produrre le uova dovremo tenerla dei giorni a stretto contatto visivo con il maschio, e lui  a vista della femmina è stimolato a fare il nido, quindi la cosa ideale è un contenitore dove può comunque circolare l’acqua, quindi come una nursery che ha quindi i fori, o una mezza bottiglia di plastica a cui fare dei piccoli fori. Purtroppo se usiamo un barattolo di vetro, la femmina dovrà rimanere in un’ambiente chiuso dove non potremo fare i fori, e non potrà neanche avvenire quella “comunicazione” chimica con feromoni che è fondamentale , per facilitare le cose meglio un contenitore di plastica  trasparente con fori, cosa importante dato che sono dei gran saltatori è che sia chiuso da un coperchio, altrimenti potremo vedere la femmina saltare in vasca prima del tempo.
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1) Nursery monoposto in cui mettere la femmina. 2) Griglia laterale della nursery grazie alle quali può circolare l'acqua. 3) coperchio della nursery, cosi da evitare che la femmina salti. 4) Disposizione della nursery attaccata di fronte al polistirolo


Io uso delle nursery monoposto , queste sono l’ideale, mettendole attaccate di fronte al nido, ed avendo i galleggianti mantengono la femmina vicina e a livello del nido, unico inconveniente  è che  con la condensa e il tempo i galleggianti tendono a riempirsi d’acqua, e  la nursery scende a livello dell’acqua, non avendo più quella intercapedine di almeno mezzo centimetro fra coperchio della nursery e livello interno, ricordiamo che i Betta respirano aria atmosferica quindi hanno sempre bisogno di aria dove vivono, se la nursery scende a livello dell’acqua, la femmina non avrà più modo di respirare e soffocherà, basterà ogni tanto controllare che la nursery non sia scesa e in tal caso basta risollevarla facendo rientrare l’aria nei galleggianti, ed eviteremo brutte sorprese. Non mi dimentico mai qualche anno fa, quando una signora neofita mi contatto disperata, un espertone del web li aveva detto di mettere la femmina in un barattolo di nutella chiuso ermeticamente e messo sul fondo, insomma immaginate come la femmina senz’aria, e avendo finito la poca che c’era, sia morta soffocata poverina.
Bene, ora è quasi tutto pronto , manca solo un’ultima cosa che ha la sua fondamentale importanza  per la seconda parte della riproduzione, parlo di un nascondiglio per la femmina, questo possiamo metterlo ora o in un secondo momento , cioè quando libereremo la femmina. Il maschio prima e dopo l’accoppiamento tende a scacciare la femmina, e questa ha bisogno di un rifugio   che li permetta  di sfuggire momentaneamente al maschio, questo tipo di rifugio deve essere un riparo momentaneo ma no totale, cioè evitiamo di mettere tipo anforette, altrimenti femmine più timide tenderanno a rintanarsi sempre li dentro, e a non uscire rifiutando le attenzioni del maschio, noi invece dobbiamo dare modo che possano difendersi ma che il maschio ogni tanto le veda, perché è proprio questo atteggiamento  del maschio che contribuisce anche alla formazione delle uova da parte della femmina. Personalmente quindi sconsiglio anfore o mezze noci di cocco ecc, cioè tutto ciò che crea una cavità stabile. Io suggerisco di mettere, sempre all’angolo opposto a quello del nido (quindi dove stanno riscaldatore e aeratore), una pianta di plastica contro la parete o al massimo una piccola piastrella , cioè in modo da dare un rifugio momentaneo ma no totale, perché la femmina deve comunque ricevere le attenzioni del maschio. Poi comunque come vedremo, se il maschio è troppo aggressivo è un altro discorso che analizzeremo di seguito. Quindi basta una semplice pianta sintetica , che affonda alla base e che non sia galleggiante, la mettiamo contro la parete all’angolo insieme agli altri 2 accessori , e magari anche la foglia di catappa, spesso le femmine usano anche la foglia sul fondo come rifugio.
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Esempi di  disposizione del polistirolo, riscaldatore, pianta e aeratore

Schema che illustra come disporre correttamente tutti gli accessori , la pianta si intende naturalmente sintetica, cosa importante è disporre pianta, riscaldatore e aeratore all'angolo opposto dove verrà fatto il nido. In questo schema la femmina si intende come messa in una nursery , notare che deve stare attaccata al polistirolo.

Arredamento di una vasca per la riproduzione in cui è utilizzata una mezza bottiglia per la femmina, non è presente un nascondiglio perché in questo caso è stato messo dopo la liberazione della femmina.

PREPARAZIONE DELLA COPPIA
Personalmente cerco di tenere i miei riproduttori sempre pronti, per intenderci le femmine sempre belle gravide e i maschi eccitati a vista di femmine, infatti i maschi che uso per riproduzioni li inserisco dentro dei contenitori trasparenti, come appunto nursery a 2 scomparti, all’interno delle vasche dove tengo le femmine, cosi che le femmine a vista dei maschi inizino a produrre uova, fino a che poi non dovranno fare sul serio quando arriverà il loro turno, e i maschi a vista delle femmine saranno ben eccitati ed attivi, ma questa diciamo che è una mia piccola parentesi da allevatore, capisco che il neofita a cui è rivolto questo articolo, avendo magari solo una coppia questo non lo possa fare.

Vasca in cui sono contenute femmine riproduttive , e a lato nelle nursery sono contenuti alcuni maschi riproduttori.

Per iniziare riempiamo la vasca possibilmente come detto sopra, con acqua decantata trattata con un biocondizionatore (non è indispensabile, anche senza va bene),  mettiamo come consigliato 10 -15 cm d’acqua, possibilmente una foglia di catappa sul fondo , accendiamo il riscaldatore e l’aeratore regolando il flusso d’aria , chiudiamo la vasca e aspettiamo che la temperatura sia arrivata almeno a 25° prima di mettere la coppia.  Vi starete chiedendo: ok ma nel frattempo come devo tenere la coppia? Separata o a vista?
Se potrete tenerla a vista è meglio, anticiperete del lavoro, per esempio mettendo la femmina in una nursery nella vasca dove sta il maschio, se li tenete in un acquario di comunità insieme.
Quando tutto è pronto possiamo mettere la coppia, non è importante se mettere prima il maschio o la femmina, tanto dovranno stare separati ma a vista, quindi metteteli quando volete, cosa importante è che il contenitore dove sta la femmina sia attaccato al polistirolo. Consiglio di tenere la femmina cosi a stretto contatto per una migliore preparazione alla riproduzione, infatti il maschio vedendo la femmina come all’interno del suo territorio , prende questo comportamento come se voglia accoppiarsi, perché in natura sono le femmine che vanno nel territorio del maschio insistendo per accoppiarsi, quindi questo è molto importante. Cosi la femmina vedendo il maschio a stretto contatto che si eccita e fa il nido inizierà a produrre le uova, e il maschio vedendo la femmina li “sotto casa sua” sarà più motivato a darsi da fare , per dire questo è il mio territorio e preparo “casa”. Ripeto questo è un passaggio molto importante per avere una riproduzione che vada al meglio e veloce.

Nido di bolle fatto dal maschio sia sotto il polistirolo che intorno

Come alimentare la coppia, qui spesso si fanno grossi errori e leggo nel web le cose più sbagliate, io dai miei 25 anni di esperienza con i Betta vi dico che assolutamente non vanno iperalimentati come si dice , facendo cosi si fa più male che bene , perché il troppo cibo fa ammalare i Betta splendens . Vedo sul web chi dice di dare da mangiare anche fino a 5 volte al giorno, o anche di dare solo vivo altrimenti la coppia on depone , ecc ecc, tutto falso! Se dovesse essere come sostengono questi falsi esperti del web allora io e tutti i neofiti che ho aiutato non avremmo mai dovuto avere un accoppiamento . Possiamo riprodurre i Betta splendens anche solo usando del normale granulare , se abbiamo del vivo è certamente utile, ma no in extra quantità che fanno più male che bene.
In estate è più facile procurarsi larve di zanzara o di chironomus, possiamo procurarci questo tipo di animaletti che si formano normalmente anche nei sottovasi delle piante, stiamo attenti se vogliamo prelevarli in natura, perchè possiamo prendere insieme a loro anche agenti patogeni, quindi prima andrebbero lavati. Ma se ci troviamo d’inverno, o comunque vogliamo allevare da noi del mangime vivo anche per una maggiore sicurezza , possiamo trovare sul web inoculi di dafnie, grindal , tubifex ecc, questi animali non sono forme larvali e si possono tranquillamente allevare in casa in appositi contenitori, sono degli ottimi alimenti vivi da dare alla coppia per stimolare la riproduzione. Infatti  alimentare con del cibo vivo risveglia l’istinto selvatico della caccia  e fa risvegliare anche l’istinto riproduttivo, diciamo che risveglia tutti quei meccanismi che in cattività possiamo dire che sono dormienti, in più il vivo è più nutriente e completo, quindi lo possiamo considerare certamente uno stimolo. Ma attenzione sovralimentare i Betta non vuol dire farli accoppiare, ma  dare un’alimentazione leggermente superiore al normale certamente favorisce una predisposizione alla riproduzione, quindi se per esempio diamo 5 granuli al giorno per Betta , nella fase di preparazione alla riproduzione li alimenteremo per 2 volte al giorno, quindi aumentare si un po’ l’alimentazione ma no sovralimentarli come erroneamente vedo che qualcuno consiglia. Tranquilli se non avrete del vivo potrete darli anche solo del granulare , o magari alternare con del surgelato , se avete invece del vivo potete dare anche solo quello per il periodo riproduttivo, 2 volte al giorno in una quantità non eccessiva, ugualmente vale per surgelato o granulare.
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Foto di alimenti vivi adatti ai Betta: 1) Artemia adulta, 2) Chironomus, 3) Grindal, 4) Ostracodi, 5) Tubifex, 6) Dafnia. (fonte delle foto 1,2,4,5 e 6 Wikipedia)

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Foto di alcuni alimenti commerciali adatti ai Betta: 1) Tetra Fresh Delica è un mangime confezionato in gelatina come ottima alternativa al surgelato, all'interno della gelatina vitaminica sono contenuti chironomus o dafnie o artemia interi. (fonte della foto ebay) 2) Classico granulare per pesci di media o piccola granulometria.


Quindi avendo messo il maschio libero in vasca e la femmina a vista nel contenitore trasparente , dobbiamo tenerli cosi almeno 5 giorni. In media una femmina ci mette  circa dalle 2 settimane a una settimana per produrre abbastanza uova, ma dobbiamo considerare  che più la teniamo a vista del maschio, e quindi in questa condizione di eccitazione, più uova produrrà,  ora qualcuno potrà pensare: allora per avere molte più uova la tengo a vista un mese?
NO!!! Questo modo di pensare è errato! Le femmine producono le uova fino a massimo una certa quantità, in base alle proprie dimensioni, e una piccola parte le producono proprio durante l’atto dell’accoppiamento, se teniamo la femmina piena di uova per troppo tempo a vista finisce che prima o poi le espelle, cioè quando le uova ormai sono più che mature e superano un certo periodo, le femmina le abortisce , o peggio ancora  se abbiamo ritardato troppo le espelle quando la liberiamo , cioè pochi secondi prima  dell’atto di accoppiamento del maschio, facendo andare la riproduzione malissimo. Ma attenzione non tutte le femmine riescono a conservare le uova per lo stesso periodo, ci sono delle femmine che soffrono di “incontinenza ovarica” , cioè o le espellono in continuazione al minimo stimolo di eccitazione o comunque in pochi giorni, proprio per questi casi è  importante capire qual’ è il momento giusto per liberare la femmina. Ci sono casi in cui compriamo dal negozio femmine già ipergravide,  si può pensare di metterle direttamente in vasca con il maschio, no questo è un rischio! Dobbiamo pensare che anche il maschio deve eccitarsi, fare il nido e produrre quanto più sperma possibile. Ho avuto casi in cui il processo di eccitazione della coppia non è stato fatto come si deve e poi anche se la coppia si è accoppiata , comunque furono fecondate poche uova , ho notato spesso come una giusta eccitazione del maschio favorisca anche una maggiore fecondazione . Quindi anche se abbiamo una femmina gravida , comunque è meglio sempre almeno tenerli a vista 2 giorni per il maschio appunto, se dovesse espellere le uova nella nursery allora poi aspetteremo che ne produca delle nuove, insomma dobbiamo regolarci noi in base ai segnali che loro ci danno per capire quando sono pronti, e vedremo di seguito.  Ci sono anche casi di femmine gravide che  accoppiandosi non espellono uova, e questa è spesso una patologia che tratteremo in seguito.
Bene, abbiamo capito a cosa serve alla femmina, tenerla a vista almeno 5 giorni per farli produrre una quantità giusta di uova , ma possiamo tenerla anche di più  se necessità.  Ma come abbiamo accennato questo periodo di eccitazione serve anche al maschio, anzi è fondamentale, fa aumentare la produzione di sperma in primis , quindi maggiore possibilità di avere uova fecondate ( attenzione non sto dicendo che se non teniamo il maschio a vista non produce sperma, ma che il processo di eccitazione ci da una marcia in più diciamo) , ma normalmente al maschio la vista della femmina dovrebbe indurlo alla produzione del nido o comunque un nido più grande del normale, lo potremo vedere ogni giorno che passa sempre più eccitato e attivo a costruire e riparare il nido, questo è segno che la femmina sta facendo il suo lavoro con le uova.  Ma capita che alcuni maschi non siano stimolati a fare il nido, che stiano tranquillamente per vasca o sotto il polistirolo disinteressati, questo spesso capita con maschi vergini, cioè inesperti e alla loro prima esperienza riproduttiva. Purtroppo  la lunga selezione in cattività ha rovinato gli istinti basilari di questi pesci, che spesso sono anche frutto di incroci fra specie affini per creare nuove varietà, quindi abbiamo esemplari inesperti e senza istinto riproduttivo, spesso  basta lavorarci un po’ su insistendo e si possono stimolare. Consideriamo che con i nostri Betta di allevamento  non sappiano accoppiarsi ,  che abbiano un carattere molto docile può capitare.
Ogni esemplare ha comunque un carattere a se, ci sono esemplari più aggressivi e riproduttivi e esemplari più docili, disinteressati e non riproduttivi, comunque se vediamo che il nostro maschio non fa il nido non preoccupiamoci molto, lasciamo comunque passare i 5 giorni a vista, spesso i maschi sono stimolati a fare il nido solo con il contatto diretto della femmina e cioè quando la liberiamo, o lo fanno solo durante l’accoppiamento, se il maschio non fa il nido non vuol dire che poi non sia un buon riproduttore,  spesso si pensa che se il maschio non fa il nido poi non si accoppia, non è cosi! O almeno non sempre, io ho avuto riproduzioni in cui il maschio ha fatto il nido solo dopo la deposizione per sistemare le uova, e le uova si sono schiuse normalmente, anzi capita spesso che lo facciano durante l’accoppiamento, cioè solo alla fine si accende quel meccanismo istintivo che è mancato fino ad allora.     
Ora ipotizziamo che abbiamo tenuto la coppia a vista per 5 giorni, che tutto sia andato per il meglio, che li abbiamo alimentati 2 volte al giorno specialmente la femmina, e che quindi vogliamo liberare la femmina per dare il via ai corteggiamenti, quando capiamo se è il momento giusto? 
Per rispondere a questa domanda dobbiamo conoscere un po’ il linguaggio dei Betta splendens , che è un linguaggio visivo , comportamentale ma anche chimico, si perché un partner comunica all’altro la sua disponibilità all’accoppiamento in vari modi. Teniamo comunque presente che il Betta splendens maschio è un pesce con aggressività specialmente intraspecifica, e che non tollera neanche femmine nel suo territorio se no per accoppiarsi (questo è un discorso che riprenderemo in seguito) , quindi in natura una femmina per dar sfogo alla sua necessità di accoppiamento cerca in primis di farsi notare dal maschio , comunicando con i movimenti del corpo e  colori, e specialmente una femmina gravida emana feromoni che stimolano il maschio e li fanno capire che è li per accoppiarsi.  
Un maschio eccitato e che si vuole accoppiare, si presenta con i colori molto accentuati, lo si vede costantemente in parata  che gironzola attorno al contenitore della femmina , sta sempre a ritoccare il nido, e secondo me la femmina capta anche qualche segnale chimico ormonale emanato dal maschio, questo l’ho potuto costatare a seguito di alcuni miei esperimenti, mettendo la femmina in contenitore non trasparente a contatto diretto con acqua in cui  c’era un maschio in procinto di accoppiarsi con un’altra femmina, bene più volte notai un cambiamento nel comportamento della femmina, perché appunto percepiva la presenza di un maschio con nido .
Ma come abbiamo detto, se il maschio manifesta eccitamento e non ha fatto  il nido non è importante, quello che è importante è che la femmina sia pronta prima di liberarla, altrimenti potrebbe essere veramente torturata dal maschio.

Foto di un fruttuoso accoppiamento avvenuto senza nido, il maschio lo fece in seguito

Una femmina pronta per l’accoppiamento presenta in primis un ventre tondeggiante pieno di uova, la papilla genitale aumenta di dimensione perché esce leggermente il condotto ovarico, quindi è pronta per espellere le uova, la femmina si agita e si eccita quando si avvicina il maschio, quindi potremo vedere che va in para anche lei.


In queste foto vediamo dei maschi che si agitano e vanno in parata di fronte alle femmine contenute nelle nursery


Spesso mi viene detto: non so se la mia femmina è pronta perché non presenta le linee verticali….
Attenzione,  quando ci addentriamo nel linguaggio cromatico entriamo in un labirinto , perché una certa variazione cromatica può essere presa in un modo quando invece può significare ben altro, è vero che una femmina pronta ad accoppiarsi manifesta le mitiche linee verticali chiare , queste si vedono specialmente in Betta dalla colorazione scura, ma nel caso di betta bianchi per esempio,  non le vedremo. Le linee verticali infatti vengono manifestate in altre situazioni di eccitazione, come aggressività e dominanza , e comunque le femmine spesso le manifestano solo nell’atto dell’accoppiamento. Le linee verticali è l’ultimo sintomo a cui dobbiamo dare importanza , anche perché come detto dipende dalla colorazione delle nostre femmine, e anche perché non  sempre le manifestano, ma a volte le manifestano  delle femmine magari dominanti e aggressive  come sfida al maschio, e no per dirli voglio accoppiarmi. Stiamo molto attenti a questo, perché ho moltissimi casi di neofiti che hanno dato retta solo alle linee verticali della femmina, liberandola pensando che erano pronte e poi si sono ritrovati l’indomani mattina il maschio massacrato o la femmina picchiata, o che comunque non si accoppiavano. Purtroppo alcuni articoli danno le linee come sintomo di accoppiamento valido, ma per esperienza vi assicuro che non è cosi.

Femmina con bande verticali, le manifestano si per accoppiarsi, ma anche in casi di eccitazione e aggressività come minaccia. (fonte della foto youtube)


Tornado al linguaggio chimico, io ritengo quello da parte della femmina la vera chiave per capire che è arrivato il momento,  la femmina pronta per accoppiarsi emana feromoni che dicono al maschio che lei è li per accoppiarsi, e questo dovrebbe far mettere in moto al maschio tutti quei meccanismi istintivi, che purtroppo in cattività a volte non avvengono o avvengono solo in un secondo momento. Io avevo il sospetto che la femmina comunicava chimicamente la sua disponibilità riproduttiva , per questo feci più volte un esperimento, mettendo con il maschio una femmina piena di uova in un contenitore nero ma con dei fori, quindi senza vederla (era un maschio adulto con varie riproduzioni alle spalle) , in lui vedevo che scattavano tutti quei meccanismi di preaccoppiamento, e cioè si eccitava, faceva il nido ecc. Io facendo più volte queste prove,  capi quanto nella riproduzione è importante la loro comunicazione chimica , e quindi tenerli nella stessa acqua, quindi con la femmina nella nursery forata o altro contenitore ben forato dove l’acqua può circolare dalla vasca del maschio al contenitore della femmina e viceversa. Perché oltre la comunicazione visiva quella ancora più importante è la comunicazione chimica, se noi garantiamo questi 2 fattori allora siamo sulla buona strada per una buona riproduzione.
Quindi per concludere questo capitolo, ipotizziamo che abbiamo tenuto la nostra coppia a stretto contatto visivo e non solo , per 5 giorni almeno (se come abbiamo detto, notiamo una femmina  piena di uova e con la papilla genitale molto estroflessa evidente, possiamo liberarla prima dei 5 giorni , evitando che rilascia le uova) o più giorni se notiamo che ancora ci vuole tempo, ma io vi consiglio 5 giorni massimo 1 settimana, il resto avviene meglio come vedremo quando libereremo la femmina. Prima di liberare la femmina bisogna fare una cosa importante , un sostanziale cambio d’acqua per simulare le piogge che tanto stimolano la coppia , con un sifone ripuliamo bene la vasca dai depositi e aggiungiamo una seconda foglia di catappa, o sostituiamo quella che già c’è , facciamo questo nel pomeriggio. La femmina è meglio liberarla la sera , perché di notte le femmine sono più attive dei maschi, quindi se questa femmina non è una maschiaccia, avrà più tempo durante la notte di comunicare con il maschio e farsi accettare, questo darà anche maggiori possibilità che il maschio non l’attacchi, se invece la liberiamo di giorno quando i maschi sono più attivi è più facile che la stressi rincorrendola e picchiandola. Quindi la sera, prima di spegnere la luce ruotiamo la nursery e liberiamo la femmina in vasca, togliendo naturalmente dalla vasca il contenitore perché tanto non serve più. Bene spegniamo la luce e se tutto è andato bene, e la coppia vorrà l’indomani si accoppieranno.  La notte lasciamoli tranquilli al buio sempre con aeratore acceso e temperatura sui 28° , il nostro lavoro lo abbiamo fatto ora sta a loro.
Prima di chiudere questo capitolo voglio aprire prima una piccola parentesi per mettere in chiaro un  concetto,  spesso mi viene chiesto se la temperatura giusta per l’accoppiamento varia in base alla forma delle pinne, infatti si pensa che per riprodurre i Crown ci vogliono 27°c e per le altre forme invece 28° c , questa è una grande fesseria, forse ci si dimentica che la specie è sempre Betta splendens, e che se  vogliono si accoppiano anche a 20°. Conoscevo un signore che riproduceva i Betta in barattoli a temperatura ambiente di 15° c. Quindi perché si consiglia una temperatura di 28° c ? perché è più facile stimolarli alla riproduzione, la femmina produce più uova e le uova a questa temperatura si schiudono prima, ma se impostate a 27° o 28° non cambia nulla, io i Crown li accoppio a 28° c come le altre forme. Quindi il fatto che i Crown si accoppino a 27° c è una leggenda metropolitana.

Foto di una coppia di Betta splendens crown avvenuta a 29° c , per dimostrare che per riprodurre i Betta crown non sono indispensabili i 27° c

Attenzione, ci sono casi di femmine sterili , che quindi non produrranno mai uova neppure se le teniamo a vista del maschio per più giorni,  semplicemente non vedremo mai la pancia piena di uova e la papilla genitale evidente.
Quindi , come abbiamo detto, capiremo che la femmina è pronta perché avrà la pancia piena, il condotto ovarico evidente e il maschio è tutto agitato a fare il nido. Ma a volte alcuni di questi fattori possono non avvenire, o solo dopo la liberazione della femmina, semplicemente perché il solo contatto visivo non è sufficiente a mettere in atto tutti quei meccanismi che in alcuni casi si mettono in moto solo dopo un contatto fisico diretto.

L’ACCOPPIAMENTO
Ed eccoci arrivati all’atto vero e proprio riproduttivo, quello per cui abbiamo fatto tutto! Brevemente ricordo, che se anche il maschio non ha fatto il nido non è un problema, può farlo anche durante la riproduzione, ugualmente se riteniamo che la femmina non abbia prodotto le uova .
Bene, passata la notte l’indomani mattina può succedere di tutto, possono accoppiarsi subito oppure dopo giorni .
Prima di addentrami in quello che dovrebbe accadere normalmente , voglio elencare delle anomalie comuni, le anomalie che possono accadere sono tante, elencherò solo le più comuni:

1) Troviamo il maschio picchiato e con le pinne strappate: in questo caso se notiamo che la femmina continua a rincorrere e picchiare il maschio anche a luce accesa, vuol dire che la femmina è troppo aggressiva o che il maschio è troppo docile, normalmente il burbero della situazione dovrebbe essere il maschio anche se no eccessivamente, ricordo che dovrebbero farlo addolcire i feromoni femminili. In questi casi consiglio di interrompere tutto, e farli riposare una settimana entrambe, dobbiamo capire se è la femmina che è una maschiaccia o è il maschio che è un bonaccione, di solito questo tipo di esemplari non sono buoni riproduttori e difficilmente riusciremo a riprodurli, ma possiamo provare a recuperarli. Proviamo a far accoppiare la femmina con un maschio più macio (magari più grosso di lei anche) e vediamo cosa succede , se è sempre la femmina a picchiare il maschio e ad andare sotto il nido scacciandolo, allora il problema è lei e dobbiamo cambiarla. Ugualmente possiamo provare a mettere il maschio picchiato con una femmina magari più docile o piccola, se  il maschio si accoppia tranquillamente ok allora il problema era solo la femmina. Se invece lo vediamo magari fermo ad un’angolo, che la nuova femmina va anche sotto al nido normalmente, che lui è indifferente o che entrambe gli esemplari nuotano tranquillamente come se non si vedessero, bene allora il maschio  non va bene, spesso capita che i maschi o anche le femmine come vedremo, non sviluppano gli istinti riproduttivi comportandosi sempre come se fossero avannotti, totalmente indifferenti agli stimoli riproduttivi, questi maschi vivono tranquillamente con femmine e non fanno mai nidi. Questo spesso è colpa dell’allevamento intensivo a cui sono sottoposti da un secolo, e anche ai numerosi incroci fra specie affini, creando cosi degli esemplari che spesso perdono caratteristiche comportamentali della specie. Ma a volte è anche colpa di come sono stati allevati o alimentati, se per esempio i maschi non vengono separati allo sviluppo dalle femmine, ma vengono lasciati più del dovuto, spesso poi possono non sviluppare certi istinti. Quindi nei casi di maschi bonaccioni o indifferenti alla femmina, e nei casi di femmine aggressive sappiate che non sono buoni riproduttori, e vanno cambiati. Per le femmine aggressive consiglio o di trovare un maschione adulto sufficientemente burbero che possa domarla o di tenerla per un mese o più isolata a vista di vari maschi, o meglio ancora insieme ad altre femmine ma tutte più grosse di lei cosi che possa essere sottomessa. Per i maschi bonaccioni diciamo, consiglio per cercare di recuperarli di tenerli a vista con varie femmine, tipo in un contenitore trasparente all’interno di una vasca con femmine , magari usare una nursery per guppy a 2 scomparti dove mettere affianco un altro maschio, insomma i vari stimoli visivi ed olfattivi possono man mano sbloccarlo, è un processo che richiede tempo. Teniamo presente comunque che un maschio svogliato e disinteressato può esserlo anche per problemi di salute,  quindi ho trattato il caso escludendo possibili malattie, dovete assicurarvi  che comunque il maschio stia bene.

2) Troviamo la femmina spaventata , molto stressata e picchiata con le pinne molto rovinate: in questo caso ci troviamo di fronte o a un maschio troppo aggressivo o a una femmina  che non sa accoppiarsi, ora spiego nello specifico cosa intendo. Escludendo che la femmina possa avere malattie, quindi consideriamo che stia bene e in salute, in casi in cui la femmina non risponde ai stimoli del maschio per la riproduzione, ma rimane indifferente e rintanata , può essere perché è timida e quindi in questi casi va poi stimolata come vedremo,  ma appunto il maschio vedendo la femmina che non risponde ai suoi stimoli tende ad aggredirla. Sia chiaro che il maschio insegua e scacci la femmina è normale, anzi deve avvenire perché è anche questo comportamento del maschio che in lei stimola la riproduzione e quindi la produzione delle uova, anzi spesso in femmine vergini  la produzione delle uova avviene solo dopo il contatto diretto con il maschio. Ma in casi di maschi troppo aggressivi anche se la femmina è disposta all’accoppiamento, spesso questi pensano solo a scacciarla, per gli stessi motivi detti prima , perché hanno perso parte degli istinti. Esistono casi in cui i maschi sono aggressivi solo verso una femmina per vari motivi, ma se vediamo che sono cosi verso anche altre femmine allora possiamo vedere in primis di “addomesticarli” , consiglio di tenerli  una settimana o più completamente isolati in zone di semibuio a una temperatura fra i 20 e i 23° c, mettendo il caso che abbiano gli istinti riproduttivi, ma che siano solo iperaggressivi questa tecnica di solito li fa calmare un po’.  Considerando invece che il maschio sia aggressivo solo perché lei è timida e non risponde ai suoi inviti riproduttivi, o che lei non abbia prodotto uova e quindi lui la vede come un’intrusa , possiamo tentare di lasciarla per 3 giorni, ma se ci regoliamo che la picchia molto allora evitando il peggio togliamola e rimettiamola a vista nel contenitore trasparente. Dopo una settimana liberiamola di nuovo mettendo magari qualche nascondiglio in più in vasca per lei, cerchiamo di tenerla li almeno 3 giorni, se non succede nulla o il maschio continua a picchiala troppo allora cambiamo femmina. Questa femmina se non è sterile , possiamo riuscire a recuperarla tenendola in una vasca con altre femmine più piccole di lei di circa la metà, e con dei maschi a vista, questo renderà lei una matriarca dominante e farà più facilmente uscir fuori carattere e sviluppo di uova. Quando la vedremo che ha prodotto uova o che comunque ha un carattere più coraggioso anche verso le altre femmine, possiamo riprovare a riprodurla. Magari se riteniamo che lei sia ancora timida ma abbia le uova , possiamo provare a cambiare strategia, specialmente se sappiamo che il maschio è aggressivo, e cioè quando li vogliamo riprodurre, metteremo prima la femmina libera in vasca e la sera successiva il maschio, quindi nessun procedimento di tenuta a vista ecc ecc. Mettere una femmina gravida ma timida per prima in vasca per prima cosa la rende dominante del territorio, quindi non entra in un ambiente nuovo impaurita e scacciata, ma è il maschio che diciamo entra in casa sua disorientato, quindi la femmina potrà contrastarlo alla pari. Con femmine molto timide ho usato spesso questa metodica e ha quasi sempre funzionato , perché lei essendo pronta all’accoppiamento il maschio viene subito preso dai feromoni, diciamo che hanno un rapporto alla pari, di solito l’indomani mattina si sono accoppiati.

3) Coppia indifferente. Esistono casi in cui la coppia non fa proprio nulla, ne nido ne corteggiamento, ne aggressività, nulla!
Per capirne le cause riporto a quello detto sopra per esemplari troppo docili o senza istinti.

4) Coppia si sfida sotto il nido: esistono dei casi che possiamo dire strani, e quello che sto per dire è uno di questi, è comunque raro e capita specialmente con coppie ancora troppo giovani per le riproduzione.  Una volta liberata la femmina vediamo che va sotto il nido, o vicina al nido, e con il maschio aprono le pinne e ondeggiano il corpo uno di fianco all’altro, proprio come una sfida. Spesso rimangono semplicemente sempre a sfidarsi e raramente partono colpi, invece altre volte finisce che uno picchia l’altro. Questo capita per vari motivi, cerco di elencarvi alcuni:
a) Femmina molto riproduttiva, si vuole riprodurre ed è fortemente eccitata, invece il maschio è inesperto e/o troppo piccolo.  In questi casi è come se la femmina va e li dice: prendimi sono pronta accoppiamocci, non resisto non resisto…….. , è poi non è raro notare che la femmina durante queste sfide perde uova.  In questo caso o li lasciamo, e se lei non perde le uova e se non si picchiano, al massimo dopo qualche giorno si accoppiano ( di solito la mattina seguente ammesso che lei resista….). Questo in pratica è un comportamento di forte eccitazione e forte disponibilità alla riproduzione, a volte fanno cosi le femmine anche quando essendo già piene di uova le abbiamo ugualmente lasciate a vista con il maschio, quindi è come se li dice: sono piena non resisto mi scappano accoppiamoci. Quindi se non si picchiano li lasciamo, se vediamo che lei ha espulso le uova togliamola, se si picchiano  togliamo lei o lui se è troppo piccolo. A volte dopo qualche ora di sfida tutto torna nella norma con lui che mette a  bada lei. A volte fanno cosi femmine eccitate e che si voglio riprodurre anche con maschi adulti ed esperti , ma non eccessivamente aggressivi, diciamo che vanno semplicemente d’accordo e vogliono accoppiarsi, e quando sarà il momento ( l’indomani mattina) se lei non ha perso le uova si accoppieranno normalmente.
b) Coppia molto giovane o solo uno dei 2, in questi casi sono semplicemente molto eccitati e vorrebbero saltare i normali tempi,  a volte poi si accoppiano, ma molto spesso finiscono o per fare sempre cosi o per non fare nulla comportandosi come se nulla fosse. In questi casi toglieteli e fateli crescere.
c) Femmina dominante , in questo caso abbiamo una femmina dominante con il caratteraccio quanto quello del maschio, cioè abbiamo 2 Betta allo stesso livello di aggressività, quindi si sfidano per dominanza  più che per accoppiarsi.  Di solito queste coppie finiscono sempre per picchiarsi  , non sono buoni riproduttori e vanno separati. In molti casi dopo un po’ di sfida il maschio riprende normalmente il controllo scacciandola, e poi possono anche accoppiarsi.
d) La femmina è un maschio, può semplicemente che la femmina non è come pensiamo una femmina ma un maschio a pinne corte (plakat) o di una specie affine come il Betta imbellis , quindi all’inizio si sfidano per un pò e poi si picchieranno, naturalmente vanno separati. Con quest’ultimo abbiamo visto i casi in cui capita di vedere entrambe i Betta sfidarsi sotto al nido.

Abbiamo elencato alcune anomalie che possono avvenire nel processo di riproduzione, e tante altre possono avvenire. Ho esposto alcune soluzioni per risolvere alcuni problemi, ma come ho detto all’inizio uno dei fattori stimolanti della riproduzione è proprio o spazio ristretto, spesso si superano queste anomalie semplicemente riducendo lo spazio, lo spazio ristretto è un grande stimolo, basterà mettere un divisorio. Io quando vedo  che qualcosa non va come dovrebbe metto una piastrella per dividere la vasca e quindi ridurre lo spazio, o possiamo abbassare un po’ il livello dell’acqua.
Riproduzione in Nursery:  In casi estremi ci si riesce spesso a riprodurli usando la tecnica della riproduzione in nursery, attenzione descrivendo questa metodica non mi prendo responsabilità, è una tecnica rischiosa, la consiglio a chi ha un minimo di esperienza o può tenerli costantemente sotto controllo.  Se la coppia non si accoppia , e abbiamo già tentato altre soluzioni senza successo, prendiamo una nursery per poecillidi a 2 scomparti, togliamo i vari divisori,  (tengo considerato che la femmina sia gravida ) , immergiamo  la nursery in acqua, all'interno mettiamoci un pezzo fino di polistirolo, delle dimensioni di massimo 3x3 cm , e lo posizioniamo all’angolo anteriore sinistro , all’angolo posteriore destro invece posizioniamo un piccolo nascondiglio per la femmina, qualcosa di piccolo , non ingombrante e leggero, io uso una foglia di pianta di plastica, giusto per dare un minimo di riparo alla femmina. Li mettiamo li dentro di sera e li teniamo massimo 2 giorni, se funziona  la mattina si accoppieranno, essendo a stretto contatto non potranno non notarsi . Di solito questa metodica  fa risvegliare gli istinti riproduttivi, perché il maschio vede la costante  vicinanza della femmina al nido come  se lei vuole accoppiarsi e lui si eccita, e invece nel caso della femmina, vedendo il maschio più presente a scacciarla e vedendosi vicina al nido li è di stimolo per accoppiarsi, diciamo che cosi si forzano le cose bruciando le tappe, ma occhio è una metodica rischiosa , non prendetevela con me se poi uno dei 2 muore , vi sto avvisando, se volete provarla dovete tenere la coppia sotto controllo.


Foto di come allestire una nursery a 2 scomporti per effettuare la riproduzione, in un'angolo un piccolo pezzo di polistirolo e all'angolo opposto una foglia di pianta di plastica ancorata a un sassolino, li sotto la femmina può rifugiarsi.


Spesso un’altra soluzione è mettere altri esemplari in vasca, per esempio dove il problema è il maschio possiamo mettere a vista un altro maschio , cosi quello che vogliamo fa accoppiare per una difesa del territorio spesso si da una svegliata. Ugualmente per le femmine , se il problema è la femmina se in vasca mettiamo un’altra femmina o a vista dentro un contenitore, spesso aiuta a stimolare la femmina che vogliamo accoppiare vedendo una pretendente. Io a volte metto anche un secondo maschio direttamente in vasca, per stimolare quello che non vuole accoppiarsi, ma lo introduco per pochi secondi, su questi argomenti preferisco non dilungarmi molto perché sono tecniche rischiose che consiglio solo ad esperti, dato che questo articolo è rivolto ai neofiti preferisco non descrivere tecniche che spesso uso ma che sono rischiose, quindi evitate.

Torniamo alla normale riproduzione,  tenendo presente che dopo la liberazione della femmina non sia avvenuta nessuna anomalia, teniamo presente che la coppia anche se non si accoppia subito , o se si verifica qualche anomalia , di tenerla insieme per almeno 3 giorni se uno dei due non riporta gravi danni. Di norma la mattina dopo se la coppia è pronta ad accoppiarsi e tutto va come deve essere di norma, vedremo lui che gestisce il nido o lo costruisce se non lo ha già fatto, è tutto eccitato, lo vedremo molto agitato e spesso con le pinne aperte.  Ora dipende da quanto il maschio è permissivo e da quanto la femmina è pronta ad accoppiarsi e vuole accoppiarsi, inizialmente possono succedere 2 cose:

1) la femmina cerca di andare sotto al nido e farsi vedere dal maschio perché vuole accoppiarsi, inizialmente lui la scaccerà, fino a che non sarà pronto anche lui, ricordo che di solito i Betta tendono ad accoppiarsi dalla tarda mattinata al primo pomeriggio.

2) Oppuramente possiamo vedere il maschio che va dal nido fino al nascondiglio della femmina , si avvicina in parata tutto agitato e si fa vedere in parata, questo è un modo di corteggiamento per farsi notare e comunicare la sua voglia di accoppiarsi, purtroppo questo suo corteggiamento è anche molto aggressivo , infatti dopo la parata la attacca per stanarla, quando fanno cosi può essere che dopo un po’ che il maschio insiste lei si convince e va sotto al nido, infatti come ho già detto, uno dei fattori stimolanti della riproduzione per la femmina è proprio la  caratteristica aggressività del maschio.  In questo caso spesso l’accoppiamento non avviene il primo giorno ma può avvenire solo il giorno successivo o dopo qualche giorno, io consiglio di lasciarli fare almeno per 3 giorni se il maschio non picchia eccessivamente la femmina, ricordiamoci che il fatto che lui la scacci è normale e che deve avvenire , specialmente se ancora la femmina non ha prodotto le uova, proprio questo stimolo da parte del maschio è una marcia in più che spesso sblocca o aumenta la produzione di uova. Ma c’è da dire anche che spesso quando fanno cosi  possono stare anche giorni ma non si accoppiano, per i motivi detti prima: sterile, troppo docile, non sa accoppiarsi. , quindi dopo 3 giorni se non fanno nulla consiglio di separarli e riprovare più in la.

Ipotizziamo che sono le ore 9:00 del mattino e abbiamo acceso la luce della vasca da riproduzione (io ho i timer cosi da simulare sempre il giorno, e le luci si accendono da sole, lo consiglio) , e che magari dopo un po’ di agitazione della coppia, di corteggiamento, di ingrandimento del nido ecc, ecco dopo un’ora o un’ora e mezza la coppia è sotto al nido, il maschio accetta la femmina, possiamo vedere che entrambe si muovono frenetici e ondulando, lei tende a stare spesso con le pinne chiuse come forma di sottomissione, perché ricordo che lei sta nel territorio del maschio, invece lui tutto agitato con le pinne aperte ondula il corpo e fa le ultime bollicine,  in pochi istanti potremo vede che iniziano a toccarsi con le rispettive bocche sull’addome, questa è una forma di comunicazione fra loro per comunicarsi quando sono pronti all’accoppiamento vero e proprio,  il nervosismo aumenta si agitano sempre più e si avvicinano , è sempre per prima lei a toccare l’addome di lui e di seguito lui, ma lui la riscaccia dal nido con aggressività, bene noteremo spesso questo strano comportamento. Quando noi crediamo che ormai sono in amore e d’accordo e che sono li li per abbracciarsi , lui scatta e la scaccia, è una cosa che farà più di qualche volta anche durante la riproduzione  ogni tot abbracci, questo è un modo di lui per ricordare a lei chi comanda, perché lei ormai è presa da lui e vuole deporre, ma lui come ultima azione prima di abbracciarla deve sottometterla, attenzione questo lo può fare anche più volte prima dell’accoppiamento, di solito poi lui va a richiamarla andando vicino a lei in parata oppure dopo poco torna lei da sola sotto al nido. Non preoccupatevi se vedete che la scaccia cosi , finche vedrete che lei torna sotto al nido non preoccupatevi. Ora siamo verso le 10:30 – 11:00 ( ripeto che gli orari sono indicativi, come di solito accade, ma possono accoppiarsi qualche oretta prima o dopo, no problem),  bene inizia lo spettacolo, dopo le ultime agitazioni eccoli li entrambe sotto al nido vediamo che la coppia tutta frenetica è come se gira attorno a se stessa sotto al nido, lei e lui si toccano sull’addome , si avvicinano sempre più ed ecco il primo abbraccio.  I Betta depongono e fecondano le uova proprio nell’abbraccio, cioè ecco cosa accade,  il maschio  e la femmina si mettono in posizione opposta, cioè la femmina  affianco al maschio con la testa rivolta verso la coda,  con la bocca arriva fino alla fine dell’addome circa, ed ugualmente il maschio nei confronti di lei, il maschio nell’atto di abbracciarla e di avvolgersi a lei girandola fa pressione con la testa sulla schiena e pinna dorsale di lei, lui si avvolge su di lei a U capovolta e la gira caposotto , mentre che fa questo vedremo il suo corpo vibrare,  nell’atto in cui lui gira lei in pancia all’aria potremo vedere che i 2 organi riproduttivi sono  proprio congiunti , quasi uno attaccato all’altro coperti dall’unione dei due corpi, in questo momento vediamo che il maschio è come se da un colpo secco , come un abbraccio forte attorno a lei con il corpo, e lei contorce il suo corpo ad esse per spingere le uova fuori, bene quello è l’atto in cui lui espelle i spermatozoi e lei le uova, con questo colpo lui stringe le ovaie di lei dando la spinta alle uova di uscire e lui schizza il suo sperma, quindi avviene che lei essendo ora a pancia all’aria espelle le uova, che non possono cadere perché protette dalle pinne di lui, e appena escono dal condotto ovarico vengono “ innaffiate di sperma” che lui spruzza sopra , dato che i 2 organi sessuali stano proprio uno sopra l’altro attaccati. In questo atto avviene la fecondazione, ma questo lo riprenderemo fra n po’.
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Sequenza di foto dell'accoppiamento: 1) la coppia si affianca e si toccano simultaneamente sull'addome, 2) il maschio spinge prima il muso e poi tutta la testa sulla schiena della femmina per capovolgerla e abbracciarla, 3) il maschio abbraccia la femmina e feconda le uova che la femmina espelle.
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Altra serie di foto dell'accoppiamento: 1) la femmina si avvicina al maschio andando sotto al nido, 2) il maschio tocca con il muso l'addome di lei, 3) la femmina risponde toccando l'addome di lui e lui dispone il muso sulla schiena di lei per capovolgerla, 4 e 5) il maschio abbraccia la femmina.



Altre foto che mostrano i momenti prima dell'abbraccio e l'abbraccio, sempre con la coppia che si affianca , si toccano sull'addome e poi il maschio capovolge e abbraccia la femmina per l'accoppiamento vero e proprio


In queste 2 particolarissime foto si vede proprio l'atto della fecondazione, e cioè i 2 organi sessuali uno sopra l'altro , la femmina che espelle le uova e rimangono fra il suo corpo e le pinne di lui mentre che lui le feconda.

Attenzione i primi abbracci sono senza esisto, sono solo delle prove, spesso anche nervose con delle cacciate da parte di lui, solo dopo vari abbracci vedremo uscire qualche uovo, questo dipende da lei, da quanto è piena, da quanto è esperta e da quanto è eccitata. Ma di solito dopo mezz’ora o un’ora al massimo di abbracci senza esisto inizieremo a vedere cadere le prime uova. Ci sono anche casi anomali che vedremo in seguito. Quindi non vi spaventate , che all’inizio non vedrete uova è normale, lasciateli fare, lei grazie anche a questi abbracci riesce a spostare e uova al condotto ovarico per espellerle.
Quindi lui abbraccia lei la prima volta , si avvolge su di lei mettendola a pancia al’aria, rimangono cosi per alcuni secondi, spesso cadendo lentamente sul fondo insieme o rimanendo a galla, rimangono cosi abbracciati per qualche secondo , fermi immobili come addormentati. Dopo qualche secondo diciamo di riposo e per dare modo ai spermatozoi di fecondare le uova, lui per primo si sveglia, muove gli occhi  e si sfila da lei, cioè lascia l’abbraccio  facendo girare lei su se stessa, possiamo vedere lei immobile come se sembra morta , con il corpo ancora contorto ad esse , lei si riprenderà in seguito. Quando  lui lascia lei e quindi apre il corpo dall’abbraccio possiamo vedere che le uova espulse sono sul corpo di lei , e cadono quando appunto lui la lascia facendola  girare su se stessa, come potremo vedere alcune uova erano anche sull’anale di lui, proprio quando lui lascia lei possiamo vedere che man mano che cadono le uova ne escono alcune anche dalla papilla genitale di lei, giusto una manciata, queste uova sono state le ultime del gruppo  e non sono uscite correttamente quindi non sono state fecondate naturalmente, diciamo che erano l’ultime della serie.
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Serie di foto di quello che avviene subito dopo l'accoppiamento: 1 e 2) il maschio lascia dall'abbraccio la femmina, 3) la femmina rimane contorta ad S immobile per alcuni secondi come paralizzata, stanca per lo sforzo, 4 e 5) il maschio si fionda subito a raccogliere le uova che cadono, lui girerà a spirale fino al fondo raccogliendo anche quelle che cadono sul fondo, e appena lei si riprende lo aiuterà.

Bene lui  appena lascia lei si mette a caccia delle uova per raccoglierle e portarle sotto al nido,  gira a spirale fino al fondo, per prendere quelle che cadono da lei e anche poi per prendere quelle già cadute sul fondo, anche per facilitarli questo compito è importante che la vasca non abbia ghiaia, ma come vedremo comunque anche se stanno sul fondo le uova si schiudono ugualmente. Ci sono casi per le motivazioni delle anomalie dette prima, in cui il maschio non ha l’istinto di raccogliere le uova, semplicemente  si sfila alla femmina e se ne sta sotto al nido , e le uova cadono normalmente, ci sono invece altri casi in cui il maschio si raccoglie le uova con la bocca ma le ingoia invece di metterle sotto al nido, ma a questo arriveremo in seguito.

In queste 2 foto vediamo la femmina che aiuta il maschio a raccogliere le uova

Torniamo alla nostra coppia , ipotizziamo le sono le 12:00, dopo una serie di abbracci a vuoto come prova, ora invece fa abbracci con deposizione di uova,  il maschio quando lascia lei raccoglie le uova con la bocca mischiandole a sua saliva, poi va sotto al nido , prende una bolla d’aria e le sputa , sistemandole man mano insieme alle altre, nel frattempo ecco si sveglia la femmina,  e come di norma accade , anche lei si mette in cerca di uova, recuperando quelle che non ha visto il maschio, insomma lo aiuta a recuperarle tutte, e anche lei poi le sputa sotto al nido. Dopo ogni raccolta di uova  il maschio le sputa nel nido , poi  prende dell’aria con la bocca e sputa altre bolle sopra ad esse.

Il maschio sputa sotto il polistirolo le uova raccolte , in maniera disordinata.

Uova messe sotto il nido in maniera disordinata dal maschio e dalla femmina, il maschio le raggrupperà a fine riproduzione

Anche nel caso di lei ci sono delle anomalie che vedremo di seguito , in cui lei non raccoglie le uova o se le mangia.   Una femmina può deporre da poche decine di uova a varie centinaia, dipende da quante ne ha e da quanto è grande, o magari da problemi che possono sorgere durante l’accoppiamento, teniamo conto che non tutte saranno fecondate e non  tutte si schiuderanno, questo come vedremo dipende da vari fattori. Durante l’accoppiamento avvengono vari abbracci , e no uno solo come qualcuno pensa, durante questi abbracci il maschio spesso si farà valere scacciando ogni tanto la femmina, ma capiremo che avranno finito e che la femmina non ha più uova da deporre, quando il maschio la scaccerà sempre non facendola più avvicinare per varie decine di minuti. Esistono dei casi di maschi permissivi o femmine coraggiose , in cui il maschio non scaccerà mai la femmina, ma anzi rimangono a curare le uova insieme , capiremo comunque che avranno finito perché non si abbracceranno più per almeno un’ora o più. Il fatto che entrambe la coppia faccia cure parentali è una delle anomalie delle condizioni in cattività, come sappiamo il Betta splendens in natura applica cure parentali paternali, cioè la femmina viene scacciata e si occupa delle uova solo il maschio, ma è stato più volte visto che anche la femmina  se viene tolto il maschio è ugualmente in grado di curare le uova. In effetti alcuni dei progenitori dei Betta erano pesci che facevano cure parentali con entrambe i genitori, i Betta splendens hanno sviluppato questa aggressività maschile a causa delle condizioni ambientali in cui vivono, ecco anche il loro modo di respirare aria atmosferica grazie all’organo che hanno sviluppato, che è il labirinto. I Betta in natura come sappiamo vivono generalmente per un periodo più o meno lungo del’anno in piccole pozze con acqua stagnante, questo isolamento dei maschi in un loro ristretto territorio ha fatto sviluppare una particolare aggressività intraspecifica. L’evoluzione di questo comportamento , cioè da cure parentali di entrambe i genitori a cure parentali di solo il maschio, è abbastanza recente, per questo la femmina ha ancora tutti gli istinti di madre , solo che li vengono negati dall’aggressività dei maschi, diciamo che sono solo all’inizio di un cambiamento evolutivo del comportamento riproduttivo, in seguito vedremo affondo in cosa consistono  queste cure parentali.

Anomalie dell’accoppiamento:
Ora elencherò alcune delle anomalie che possono avvenire nell’atto riproduttivo, cercherò come sempre di elencare le più comuni e dare delle possibili soluzioni, ma in 25 anni di lavoro con i Betta ne ho viste veramente di tutti i tipi e non mi basterebbe un’intera enciclopedia per descriverle tutte.

1) Liberata la femmina la sera , vediamo che subito iniziano ad accoppiarsi, cosa fare? Questo accade perché abbiamo tenuto una femmina pronta ad accoppiarsi più del dovuto a vista, quindi l’acqua è piena di feromoni  e la coppia è eccitatissima, non abbiamo capito che la femmina era magari già piena di uova,  pancia piena , papilla genitale molto evidente, maschio sempre in parata  d’avanti a lei ecc…. , insomma aspettavano solo di entrare in contatto. In questi casi abbiamo 2 alternative, o lasciamo la luce accesa e li lasciamo fare, aspettando che finiscano, e poi togliere la coppia come vedremo, oppuramente separarli di nuovo , togliendo la femmina e rimettendola nel contenitore trasparente. Fra le 2 scelte vi consiglio la prima, lasciateli fare, aspettate che finiscano, poi li togliete e spegnete la luce, di solito gli accoppiamenti in queste condizioni sono molto rapidi, se decidete di togliere la femmina rischiate che lei durante la notte espella le uova nel suo contenitore, e se non se le mangia le troverete tutte sul fondo, e la femmina la potete cambiare dato che per almeno 1 settimane sarà inutilizzabile per l’accoppiamento. In pratica non riesce più a trattenerle e le abortisce,  il mio consiglio è di lasciarli fare ormai.

2) Il maschio o la femmina si mangiano le uova,  può accadere in due modi o solo uno di loro o entrambe si mangiano le uova, o durante l’accoppiamento o dopo che hanno finito. Che si mangiano le uova durante l’accoppiamento è raro , che invece il maschio se le mangia dopo qualche ora che hanno finito l’accoppiamento è molto diffuso in cattività, analizziamo il primo modo.  Il Maschio e la femmina come detto hanno l’istinto di raccogliere le uova, tenerle in bocca e sputarle sotto al nido, ma in cattività per le cause dette prima, capita che non abbiano la capacità o l’istinto di trattenerle ma le ingoiano , e possiamo spesso vedere che vanno sotto al nido ma non sputano nulla, cioè sanno che devono salire su e metterle li ma nel tragitto non sanno gestirle in bocca e le ingoiano ,  questo può accadere per il solo maschio o per solo lei o anche entrambe. A volte questo vizio li passa dopo vari accoppiamenti, diciamo che dopo 2 o 3 accoppiamenti ecc imparano, invece ci sono esemplari che hanno proprio quel vizio e se lo portano a vita.  Ecco come possiamo , e come faccio io stesso, utilizzando questi esemplari per le riproduzioni salvando ugualmente le uova, io  nella vasca metto a circa 10 cm sotto al nido una griglia di plastica o a una rete, l’importante è che sia a maglia larga e no di metallo , appena sufficiente che loro non passino ma che naturalmente passino facilmente le uova, cosi facendo le uova, tutte o quasi , non saranno prese perché cadranno sotto la rete. Cosi facendo si toglieremo alla coppia il piacere di raccoglierle , ma dobbiamo pensare che salviamo le uova. Le uova una volta fecondate possono stare anche sul fondo, sono resistenti per 48 ore , non hanno bisogno di essere ventilate perché il loro sviluppo è molto veloce e il guscio è più resistente di altre, quindi non preoccupatevi , non hanno bisogno di nulla, garantiamo sempre la circolazione dell’acqua e se sono state fecondate si schiuderanno normalmente.

Foto di un accoppiamento avvenuto in nursery con griglia lasciata sotto, in questo caso ho avuto a che fare con un maschio d'importazione che aveva il vizio di mangiarsi le uova appena deposte. Possiamo vedere sul fondo le uova salvate dalla griglia, comunque vista la sua pancia piena qualcuna o la maggiorparte riescono sempre a mangiarle finche non cadono sotto la griglia.

Quando la coppia avrà finito la toglieremo e lasceremo li le uova, la rete la toglierete solo dopo almeno 3 giorni dalla schiusa. Attrezzatevi per qualsiasi operazione in vasca con una pinza per acquari, non mettete mai le mani.

Comune pinza lunga per acquari, ne esistono di plastica e di metallo, io vi consiglio quelle di plastica (fonte della foto ebay)


Comunque ci accorgeremo che uno dei 2 si sta mangiando le uova  perché la pancia si ingrossa e sotto al nido non c’è nulla o quasi (ammesso sempre che le vediamo cadere) , per evitare questi problemi a volte consiglio di alimentarli bene la sera prima e magari anche la mattina presto, spesso se non hanno fame ma hanno la pancia piena poi tendono a non ingoiare le uova, alimentarli bene la mattina presto è una buona abitudine per evitare quanto più possiamo certe sgradevoli sorprese.  L’altro caso in cui mangiano le uova, è che uno dei 2, ma generalmente è il maschio, si mangia le uova dopo la riproduzione, subito dopo aver finito o durante la notte o nel giorno successivo. Questo in cattività accade quasi sempre ed è normale, basterà come vedremo in seguito, togliere il maschio più o meno subito dopo che finiscono di accoppiarsi, ma questo punto lo riprenderemo in seguito molto approfonditamente, dato che sulla reale funzione del maschio c’è molta confusione.

3) In alcuni casi capita che la coppia si abbraccia normalmente, ma se generalmente dopo  un po’ di abbracci di prova senza deposizione , poi arrivano gli accoppiamenti con uova, ci sono casi in cui anche dopo ore di continui abbracci tutti avvenuti regolarmente non escono uova! Esistono 2 cause di questa anomalia, prima di descriverle però voglio consigliarvi di non insistere se vedete che dopo 2 o 3 ore ancora niente uova , o magari ne esce uno ogni tanto, perché specialmente il maschio fa un gran lavoro per accoppiarsi, e se si accoppia ad oltranza alla fine si stressa , insomma per il loro bene in questi casi la coppia va separata!
Ora vediamo le 2 principali cause:
a) Spesso fanno cosi per una patologia della femmina, femmine che sono nate con una malformazione al condotto ovarico, e quindi si accoppiano ma non riescono ad espellere le uova, o semplicemente hanno un blocco, quindi in questi casi c’è una patologia. Ci sono delle metodiche per sbloccare la femmina o aiutarla ad espellerle, di solito una volta sbloccata poi va sempre bene, onestamente io non essendo un veterinario preferisco evitare di descrivere queste tecniche , anche perché essendo molto delicate chi le pratica senza esperienza rischia di far male alla Bettina, il mio consiglio in questo caso è di rivolgersi a un Veterinario con specializzazione sui pesci. Se non sbloccata cosa succede? Le femmine generalmente quando hanno le uova per un certo periodo di tempo, e queste ormai sono più che mature,  e non si accoppiano tendono ad espellerle, se hanno un blocco le femmine possono a lungo andare anche morire se non riescono ad espellerle, l’unica cosa che posso consigliarvi di fare è di cercare di fare accoppiare la femmina con questa patologia ogni giorno, alla fine dopo vari sforzi consecutivi riescono a sbloccarsi.
b) La seconda causa per cui gli accoppiamenti non danno uova è psicologica, cioè magari la femmina non ha le uova mature e pronte ed è eccitata dal volersi accoppiare, il maschio non interpreta i segnali chimici , ed ecco che capita che si accoppiano per il solo piacere di farlo, solo perché sono presi diciamo dalla passione, è un’errore che in cattività a volte capita in coppie vergini e inesperte, che per le cause dette prima non hanno sviluppato i corretti istinti riproduttivi. Quindi abbiamo la coppia che simula l’accoppiamento in pratica, di solito dopo la prima riproduzione o la seconda poi imparano, questo tipo di esemplari è buono farli accoppiare più volte, perché avranno bisogno di tempo per imparare, impareranno man mano dopo ogni fallimento, sviluppando e acquisendo quell’istinti che li mancano . Ma attenzione ci sono casi in cui haime non impareranno mai, e saranno sempre dei cattivi riproduttori, spesso  la causa di questo problema è la femmina.

4) L’anomalia dell’atto riproduttivo che vi elenco ora è quella che in cattività capita più spesso, mi è capitata varie volte , sia in coppie importate dall’asia che di mio allevamento che di allevamento Europeo, qualcuno pensa che dipenda da dove sono nati gli esemplari, ma vi assicuro che non è cosi.  Parlo del caso in cui la coppia non sa accoppiarsi, e  non pensate che la colpa sia sempre di lui perché non sa abbracciare, ma come vedremo anche lei ha le sue colpe.
a)  Iniziamo ad analizzare il primo caso, vediamo la coppia in procinto di accoppiarsi, lui che si affianca a lei che mette il suo muso  sulla schiena di lei per avviare l’abbraccio girandola e invece non lo fa! Si girano sempre uno intorno al’altro sotto al nido ma nulla, non si abbracciano, semplicemente lui non lo sa fare  non ne ha la forza. Spesso avviene quando lui è molto più piccolo di lei o viceversa, anche avere 2 esemplari circa della stessa dimensione ci garantisce un successo, e comunque per congiungimento degli organi riproduttivi anche una maggiore fecondazione o sicura. La causa spesso è inesperienza di lui o di lei che non si lascia andare, devo dire che se sono esperti e capaci ho accoppiato anche esemplari uno molto più grande dell’altro, quindi il fattore dimensione può anche non  essere importantissimo. Spesso è che sono inesperti o appunto come detto prima non hanno sviluppato alcuni istinti, in questo caso come lui abbracciare lei girandola e lei lasciarsi andare. Questo  genere di accoppiamenti di solito sono lunghissimi o totalmente fallimentari, a volte dopo qualche ora che provano poi iniziano a fare sul serio e riescono ad accoppiarsi normalmente, a volte arrivando anche a sera, in alcuni casi dopo qualche ora lui si innervosisce e rinuncia scacciando lei , e in altri casi ancora continuano cosi fino a sera senza riuscire a fare neanche un abbraccio , e vedremo che lei alla fine inizia man mano ad espellere le uova e lui che le raccoglie, ma naturalmente non sono fecondate.  Anche in questi casi consiglio nel tempo di farli riaccoppiare, spesso poi imparano man mano.
b) Questo caso è uno dei più bizzarri, mi è capitato di assistere a coppie in cui lui abbraccia lei , ma o lei non permette di farsi girare o è lui che non la sa girare, capire chi dei 2 la causa spesso è un rompicapo, potremo capirlo solo facendoli poi accoppiare con altri partner. Accade che lui si gira a U capovolta come normalmente avviene ed espelle lo sperma , ma lei è si abbracciata ma no caposotto e non espelle le uova, o magari le espelle solo alla fine ma appunto non sono fecondate. Lui dopo l’abbraccio rimane normalmente fermo e invece lei o si sfila subito dall’abbraccio andandosene in giro o quando lui molla la presa, e continuano cosi fino a sera quando lei espelle le uova per normale necessità. In questo caso c’è poco da fare, se vediamo che vanno avanti cosi sospendiamo perché l’accoppiamento è inutile, spesso chi dei 2 è la causa impara con le varie riproduzioni, spesso le cause sono uguali a quelle già detto sopra, e cioè diversa dimensione, inesperienza ecc. C’è chi consiglia di lasciarli fare anche la notte perché poi possono imparare, ma io lo sconsiglio perché poi si anche stressano.

In questa foto il maschio non è riuscito a girare la femmina o lei non si è fatta girare, quindi non avviene la fecondazione, in questo caso la femmina espelle ugualmente le uova per eccitazione, ma non si schiuderanno mai. (fonte della foto gruppo facebook Betta a Manetta)

5)Questa anomalia è causa di iperaggressività , parlo del caso in cui dopo alcuni abbracci andati bene o  solo di prova, il maschio letteralmente non sopporta più la femmina, non è più permissivo verso di lei. Bisogna vedere anche quanto la femmina sia coraggiosa e determinata, ma ci sono casi che dopo anche qualche abbraccio con uova il maschio scaccia la femmina e non le permette di farci più ritorno, come possiamo dire “sclera” , ripeto lo può fare dopo i primi abbracci di prova o anche dopo vari abbracci con uova.  Il maschio spesso possiamo dire che si accontenta di poche uova, fa questo sia per iperaggressività ma anche perché non ha sviluppato l’istinto che li fa capire quando la femmina ha finito le uova, quindi la scaccia totalmente e non la fa più avvicinare, ma vediamo che la femmina ha ancora le uova perché ha la pancia piena e la papilla genitale ancora molto evidente.  Ci sono anche dei casi in cui lei deve faticare molto ogni volta per farsi riaccettare dal maschio, cioè lui la riammette e si accoppiano solo dopo tot tempo, insomma questo genere di accoppiamenti sono nervosi e lunghi, lui possiamo dire che se la tira proprio. Alla fine di questi accoppiamenti abbiamo una femmina stremata con varie pinne morse, mettiamola da sola per riposarsi. Se il maschio non la fa più riavvicinare e lei ha ancora uova allora poi le espellerà,  in questo caso se vediamo che proprio la scaccia aggressivamente e non la fa più riavvicinare allora togliamola, e se vogliamo accontentiamoci magari di quelle oche uova che le ha concesso di deporre. Ci sono anche dei casi rarissimi, in cui sia lei la dominante , e scaccia lui, ma è rarissimo.

6) Come ultimo caso anomalo da analizzare , descrivo delle anomalie di cui la colpa è solo della femmina.
Ricordo sempre che c’è il caso di sterilità della femmina, non produce uova e anche se simulano l’accoppiamento naturalmente non espelle uova. Ma escludendo sterilità vediamo 2 casi anomali legati alla femmina.
a) Lei perché è troppo gravida o troppo eccitata o per una causa patologica , praticamente espelle le uova prima dell’abbraccio, in questi casi la vediamo che le espelle mentre che nuota o pochi secondi prima dell’abbraccio, di solito è quella che io chiamo incontinenza ovarica. Cioè capita che  per una questione patologica non riesce a trattenere le uova e a regolare le contrazioni per espellerle, praticamente escono da sole per sola eccitazione, in questi casi c’è poco da fare, a volte guariscono con il tempo da sole ma è raro.  Poi c’è la causa psicologica, come sempre per inesperienza o perché la femmina ha perso l’istinto delle contrazioni sincronizzate con l’abbraccio, espelle le uova prima o anche solo dopo l’abbraccio, cioè come vuole lei, capita che magari dopo un certo numero di abbracci lei riesca a sincronizzarsi con il maschio, o lo impara solo dopo varie riproduzioni. Naturalmente le uova di queste riproduzioni non saranno fecondate , o almeno quasi tutte.

In questa foto la femmina espelle le uova senza abbraccio da parte del maschio, quindi non sono fecondate e non si schiuderanno mai.

b) Lei si sfila, in questa anomalia capita che il maschio abbraccia la femmina, ma lei non accetta di farsi abbracciare, e proprio mentre il maschio la stringe lei si libera sfilandosi, quindi il maschio emette lo sperma ma a vuoto. A volte accade questo solo ai primi abbracci, poi lei man mano si convince o capisce quello che deve fare, in altri casi fa deposizioni vere ad alternanza, cioè ogni tot abbracci lei rimane con il maschio, quindi questi accoppiamenti sono lunghi. Nei casi più gravi la riproduzione non avviene in modo regolare e dopo varie ore lei espelle le uova , o le espelle man mano che si sfila dall’abbraccio del maschio. Anche in questo caso spesso imparano con l‘esperienza oppure mai.

Chiuso il discorso delle anomalie che possono verificarsi nell’atto dell’accoppiamento, voglio un attimo tornare sul discorso della fecondazione,  come abbiamo detto normalmente il maschio feconda le uova durante l’abbraccio,  la fecondazione dura pochi secondi. Ci sono casi in cui le uova non vengono fecondate , o molto poche o non si schiudono per motivi misteriosi che vedremo dopo, ora  voglio spiegare perché in alcuni casi le uova non vengono fecondate o solo molto poche. Teniamo presente che avere anche il 90% di uova fecondate è una percentuale molto alta, generalmente  una buona percentuale di uova fecondate è fra il 60 e il 70%, questo dipende dal maschio e se capita qualche anomalia, anche se parzialmente. Generalmente tendono a fecondare poco i maschi piccoli o maschi alla prima esperienza, ma questo dipende anche dalla forma di selezione. Betta di alta selezione tendono a fecondare meno di Betta di bassa selezione. Quindi per esempio un Betta Halfmoon è più facile che fecondi meno o che nei suoi accoppiamenti si verifichino le anomalie dette, perché  sono segni  legati allo stress genetico della lunga selezione, lunghi incroci anche con specie diverse hanno fatto perdere istinti riproduttivi ad alcuni esemplari, purtroppo è il risultato dell’intenso allevamento in cattività anche.  Invece tendono a fecondare di più e a presentare meno anomalie forme di selezione che possiamo definire più facili sotto vari punti di vista, come i plakat e i commercialissimi pinne a velo.  Maschi adulti e in piena forma fisica , parlo di maschi di 6-7 mesi che dimostrano la classica gibbosità sulla testa segno di maturità sessuale e dominanza, tendono a essere degli ottimi fecondatori rispetto a maschi giovani , ma non è sempre cosi . Mi è capitato più volte di vedere che se accoppiamo un maschio per più volte in 2 settimane, questo magari nei primi accoppiamenti  feconda , ma poi sempre meno, diciamo che anche lui esaurisce la materia prima, per questo consiglio almeno una settimana di riposo ai maschi fra un accoppiamento e l’altro, meglio 2, magari tenuti a contatto visivo con femmine cosi che eccitandosi produca più sperma. Ci sono anche casi patologici in cui i maschi sono sterili , e anche se li facciamo accoppiare più volte non fecondano mai. Poi ci sono casi di sterilità parziale , cioè dove i maschi non riescono ad espellere lo sperma o hanno difficoltà a farlo, di solito dopo vari accoppiamenti si sbloccano, poi come per le femmine c’è il caso psicologico , cioè non sanno espellere lo sperma, anche per questi casi basta farlo accoppiare più volte. Di solito , escludendo che il maschio non sia proprio sterile,  dopo vari accoppiamenti riescono poi sempre a fecondare sempre più.
Man mano che gli abbracci e le deposizioni delle uova vanno avanti, possiamo vedere sotto al nido dei piccoli grappoli di palline bianche, quelle sono le uova. Finito l’accoppiamento, come abbiamo detto, il maschio scaccia la femmina non facendola più avvicinare (o ci sono casi rari dove è lei che scaccia lui o che entrambe curano le uova). Di solito finiscono vero le 15:30 – 16:00, se vediamo che passati 30 minuti-1 ora lei non viene fatta più avvicinare possiamo toglierla , cercando di non toccare il nido e di non disturbare lui, insieme a lei togliamo anche l’oggetto che abbiamo messo come rifugio, ora meno cose ci sono in vasca meglio è. Se notiamo che lui non mangia le uova possiamo lasciarlo fino a sera, in questo periodo lui raggrupperà tutte le uova in un unico punto spostandole ogni tanto, quindi vedremo un unico gruppo di uova. Se non volete rischiare potete togliere il maschio anche insieme alla femmina, se notate che alcune uova sono sul fondo e non sono state raccolte non vi preoccupate, se fecondate si schiudono ugualmente.

In queste 2 foto il maschio raggruppa le uova in un unico punto, nelle ore che passano tenderà a spostare tutto il gruppo di uova da un punto all'altro del nido

Uova cadute sul fondo che si schiuderanno ugualmente se fecondate. (Fonte della prima foto Candida Leone)


Togliere o Lasciare il Maschio?
Qui apriamo un grande discorso, il mondo della bettofilia mondiale è diviso fra chi è per togliere il maschio dopo la deposizione , chi dopo la schiusa e chi per lasciarlo per vari giorni. Non esiste una verità assoluta , anche fra i grandi allevatori asiatici c’è chi lo lascia e chi lo toglie. Io ai neofiti consiglio di toglierlo, e io stesso lo tolgo quasi sempre.
Su questo discorso ci sarebbe da scrivere un intero articolo, perché di cose bizzarre ne ho sentite tante, ma andiamo ai fatti con cose reali e pratiche no favole.  In passato si pensava che il nido di bolle fatto dal maschio con la sua saliva aveva proprietà antimicotiche , che proteggevano le uova appunto, c’era chi ne era convinto e chi invece diceva che non era vero, io sono sempre stato del parere che non era vero, proprio 2 anni fa arriva  la conferma da uno studio universitario, cioè non è niente vero che la saliva dei Betta protegge le uova in qualche modo o che era indispensabile per le uova. Oggi c’è chi sostiene che le cure dei maschi siano utili alle uova per ottenere più schiuse , e in seguito ai piccoli per aiutarli a stare a galla , e che senza la presenza del padre poi non saranno dei buoni riproduttori  (questa del padre educatore sessuale è stata una delle cose più bizzarre che abbia mai letto). Veniamo ai fatti e no alle favole , il maschio in natura ha solo una reale funzione di protezione della prole dai predatori, che possono essere altri pesci, ma anche grosse larve d’insetti , lumache d’acqua ecc. Certamente vedere le cure anche in cattività è bello, un padre amorevole che sposta sempre le uova e poi raggruppa sempre i suoi piccoli, ma in cattività non accade sempre ed è un grosso rischio. Il maschio alla fin fine tratta le uova come un’elemento decorativo della sua casa , le uova non hanno bisogno di essere ventilate o mosse , come invece capita per le uova di altri pesci tipo i ciclidi, le uova di Betta splendens sono biologicamente resistenti e di rapido sviluppo, infatti  massimo ci mettono 2 giorni a schiudersi. In cattività non hanno bisogno di essere protette da aggressioni esterne , ammenochè non abbiamo fatto accoppiare i nostri Betta in acquario di comunità, in questo caso si o lasciamo il maschio o salviamo la nidiata prendendola con una vaschetta. Il maschio non favorisce in alcun modo la schiusa di un maggior numero di uova, ma anzi sia da me che da altri allevatori abbiamo notato il contrario.  Io tolgo sempre il maschio sapendo che in cattività non serve,  e che questo non incide su un maggiore numero di schiuse,  ma ogni tanto essendo uno che mi piace capire le cose studiandole con la pratica, per miei studi lascio il maschio , e notavo che quando lasciavo il maschio avevo lievemente meno schiuse, ma  quelle che mancavano all’appello erano gli ultimi geniti , cioè quelli che nascono dalle ultime uova deposte . Tendenzialmente queste uova sono più piccole, quindi hanno meno nutrimento, e sono più lente a schiudersi. I piccoli nati da queste uova sono più piccoli dei fratelli , crescono più lentamente e sono i più deboli, abbiamo notato che il maschio tende, per una selezione naturale, a mangiarsi appunto le ultimissime uova deposte, come mangia le uova non fecondate che marciscono, pulendo la nidiata. I maschi sapendo che in natura questi piccoli tenderanno a crescere più lentamente e hanno meno possibilità di sopravvivenza, appunto li mangiano facendo loro una selezione naturale favorendo i fratelli maggiori. Questo in cattività non lo fanno nella totalità dei casi ma spesso si.  Molti lasciano il maschio perché dicono che la loro opera di pulizia è essenziale mangiando le uova che marciscono, perché le uova essendo una attaccata all’altra quella che marcisce può intaccare quelle buon uccidendole,  questo è vero , anche se in cattività , in un’ambiente pulito come ho consigliato, questo accade di rado e comunque è un processo che spesso richiede più di 48 ore , intendo che affinché un’uovo marcio danneggi uno sano richiede tempo, ed è difficile che avvenga se l’embrione ormai è già più che sviluppato, insomma non avviene una strage di uova come qualcuno crede, in realtà le uova che rischiano di più anche in questo caso  sono le ultime deposte, perché appunto più lente a svilupparsi. A questo problema , che ripeto non è grave come si pensa ma è molto marginale, ogni allevatore rimedia  con metodi diversi, c’è chi dopo aver tolto il maschio mette qualche goccia di disinfettante come acqua ossigenata o blu di metilene,  questo dovrebbe ritardare il marcire e la muffa delle uova non fecondate, io ho provato questi metodi ma non mi hanno convinto specialmente per dei problemi legati a dopo la schiusa. Altri come me non usano disinfettanti ,  ma semplicemente facciamo scompattare le uova, dividendole , cosi che una che sta marcendo non possa intaccare quella buona. Ecco come faccio,  la sera prima di spegnere la luce tolgo il maschio, e lascio le uova sotto il nido e l’aeratore al suo posto sempre acceso, cosi da non disturbare gli embrioni e dar modo che inizino il loro sviluppo tranquillamente, so che per 12 ore le muffe non compariranno, l’indomani mattina presto  sposto il nido sotto l’aeratore, o l’aeratore sotto al nido ( vi consiglio quest’ultima), l’aeratore se non è regolato troppo forte le inizierà a scompattare dolcemente senza strapazzarle, le uova si divideranno, alcune galleggeranno e altre cadranno sul fondo,  lascio cosi fino alla schiusa e ho ugualmente tante schiuse e anche di più.

Schema con vista dall'alto di come disporre il polistirolo spostandolo sopra il tubo dell'aeratore, non poggiamo i margini del polistirolo contro i vetro cosi da evitare che delle uova possano rimanere schiacciate. Con questa disposizione le uova si scompatteranno facilitando la schiusa


In questa foto di esempio,  invece è l'aeratore ad essere spostato sotto al nido per scompattare le uova, io consiglio il primo metodo spostando delicatamente il polistirolo sopra l'aeratore.


Come abbiamo detto il maschio tende a mangiarsi le uova durante la notte , c’è chi dice di risolvere lasciando tutta la notte la luce accesa, ma questo non funziona sempre, a parte il fatto che il maschio non riposa, io vi sconsiglio vivamente di non rischiare e di togliere il maschio, perché come abbiamo visto in cattività è totalmente inutile e se lo togliamo le uova ringraziano anche. Capisco la voglia di vedere  le cure del padre come in natura, ma perché prendersi questo rischio? E poi magari come mi è già capitato, neofiti seguendo i consigli sbagliati, dopo 2 o 3 riproduzioni andate male si sono scoraggiati e hanno mollato, togliete sempre il maschio!  Io ho collaborato con vari allevamenti sia di pesci che di rettili, e negli allevamenti professionali appunto non si è scemi rischiando di perdere intere nidiate, quasi sempre i genitori di discus, scalari ecc vengono tolti , anche nel caso per esempio di serpenti le uova venivano tolte alle cure delle madri , li dove le dure parentali non sono fondamentali o possono essere comunque sostituite si fa sempre il modo di non rischiare, lo fanno gli esperti del settore per ottenere cosi più nascite, facciamolo anche noi per il bene dei piccoli e no per stupidità ed egoismo, questo è il mio principale consiglio , togliete sempre il maschio!!!
Io quando aiuto un neofita nella riproduzione di questi pesci, cerco sempre di darli consigli per ottenere il maggior risultato e grandi soddisfazioni subito, perché solo se ci riuscirà subito allora il neofita sarà poi motivato a far crescere questa passione,  quindi facendo togliere il maschio faccio del bene ai piccoli e alla crescita di questa passione. Poi magari , come anche io ho fatto, dopo vari successi e aver imparato possiamo provare a sperimentare lasciando il maschio, sapendo già comunque  la grande delusione che possiamo avere, e onestamente vi dico se non lasciate il maschio non vi perdete nulla di particolare.
C’è chi invece  lascia il maschio fino alla schiusa e chi lo lascia fino al 3° giorno dalla nascita o anche oltre,  a parte il fatto che  pescare il maschio dopo la nascita dei piccoli è n grande rischio, dato che essendo piccolissimi e appiccicosi, tendiamo a pescare anche loro con lui… ,  ma chi lo lascia è convinto che il maschio aiuti i piccoli a nuotare o addirittura li insegni a nuotare, niente d più falso, se fosse cosi io come altri allevatori dovremmo avere tutti Betta che non sanno nuotare, invece è vero il contrario, il maschio trattando i piccoli un po’ come arredamento del nido, quando questi cercano di cadere sul fondo lui li riprende e li rimette nel nido  , questa non ha alcuna vera funzione d’aiuto, dato che i piccoli per 3 giorni circa non sapranno nuotare come vedremo in seguito, gli avannotti invece ho notato che hanno bisogno di vincere da soli la corrente , per un corretto sviluppo muscolare, se stanno soli è meglio essendo capaci e autosufficienti di muoversi, infatti ho notato  che Betta nati senza padre tendono a sviluppare una muscolatura delle pinne maggiore e anche pinne più belle, insomma  anche in questo caso la funzione del padre non è necessaria, e spesso il padre a riprendere i piccoli che cercano di andarsene per fatti loro prima o poi si stressa e tende a predarli, insomma evitiamo, togliamolo come ho già detto e non vi preoccupate, lo faccio io come tanti allevatori . Poi  ricordo ancora che c’è chi è convinto che i piccoli che rimangono con il padre poi sono più capaci ad accoppiarsi , come se il padre li faccia qualche educazione sessuale, onestamente questa è una delle cose più bizzarre che abbia mai letto,  allora io dovrei avere tutti Betta che non sanno accoppiarsi? E invece  i miei Betta si riproducono tranquillamente, ogni tanto capita qualche anomalia elencata che non è legata al fato se sono stati con il padre o no, ma all’allevamento in cattività, quindi come ho detto capita a Betta allevati da noi, o comprati dal negozio ecc ecc, anche a betta che sono stati con il padre mi sono capitate anomalie se vogliamo dirla tutta. La capacità dei Betta di sapersi accoppiare ed essere buoni riproduttori non dipende dal fatto se da piccoli sono stati con il padre o no, ma da altri fattori in parte legati a come sono stati allevati, per il resto quelle sono favole!
Dunque, tornando a noi , la sera prima di spegnere la luce togliamo il maschio,  stiamo molto attenti in questa operazione, come vediamo il maschio  con la bocca prende sempre uova e le sposta,  prendiamo un retino a maglia larga e no stretta, che abbia  insomma dei fori sufficientemente larghi da dove possano passare le uova e non rimanere nel retino, in commercio li trovate.

Foto di retino a maglia larga , adatto per non pescare le uova, generalmente i retini con la rete verde sono a maglia larga e invece quelli bianchi sono a maglia stretta

Appena vediamo che il maschio ha sputato le uova, mettiamo il retino in vasca, cerchiamo di far allontanare il maschio dal nido e peschiamolo , cerchiamo di essere molto rapidi in questa operazione. Una volta preso con il retino dobbiamo fare una cosa molto importante , non tiriamolo fuori dall’acqua, dobbiamo pensare che il maschio possa avere ancora delle uova in gola che non ha sputato, quindi dobbiamo indurlo a farlo , cosi da evitare che poi le sputa in acquario e facciano una brutta fine, quindi agitate un po’ il retino in acqua , e tiratelo su , poi lo immergete di nuovo e lo agitate, fate cosi per almeno 3 volte, spaventandolo di solito le sputa se ne ha. Una volta fatto ciò potete rimetterlo in acquario, ma dobbiamo pensare che starà molto stressato, e quando i maschi  vengono separati dal loro nido diciamo che non la prendono molto bene , Inizialmente si abbattono, quindi vi consiglio di metterlo separato, o in una nursery o meglio ancora in un contenitore separato , sempre alla corretta temperatura, cosi li daremo tempo di riprendersi. Di solito già l’indomani mattina sta bene e si è dimenticato tutto. Attenzione può comunque avere qualche uova che non ha sputato, quindi controlliamo nel retino in caso ne son rimaste attaccate , eventualmente le rimettiamo  nella vasca insieme alle altre semplicemente immergendo il retino in acqua e agitandolo cosi si staccano,  e controlliamo dove abbiamo messo lui , anche l’indomani mattina, se ci sono uova che ha sputato in seguito, se ci sono vediamo di prenderle con un tappo di bottiglia, l’importante è che non rimangano mai senza acqua, quindi  consiglio come faccio io, le risucchio con una siringa naturalmente senza ago.

GESTIONE DELLE UOVA
Ora inizia la fase più complicata e delicata , qui basta un niente per perdere un’intera nidiata, la parola chiave qui è igiene!  Su discorso schiusa e allevamento dei piccoli sarò molto riassuntivo dato che dedicherò articoli approfonditi a questo discorso, e credetemi anche su questo argomenti avrei da scrivere tanto!
Come abbiamo detto , tolto il maschio, lasciamo le uova tranquille con sempre l’aeratore acceso e la temperatura costante, c’è chi sposta subito l’aeratore sotto al nido per scompattare le uova ma io ho riscontrato dei fattori negativi che non sto qui a spiegare, io consiglio di lasciarle tutta la notte e l’indomani mattina di spostare il tubo dell’aeratore sotto al nido cosi da scompattarle, ormai dopo circa 12 ore gli embrioni sono più che sviluppati. Potremo vedere alcune uova a galla e altre sul fondo, tranquilli si schiudono tanto quelle  a galla che quelle sul fondo se sono fecondate. Anche se alcune rimangono attaccate fra di loro non preoccupatevi, l’importante è non mettere nulla in acqua ne le mani.  Le uova per schiudersi ci mettono dalle 36 alle 48 ore, questo dipende molto dalla temperatura,  a una temperatura fra i 28-30° le uova si schiudono anche prima delle 36 ore , a una temperatura dai 24 ai 27° ci impiegano 48 ore o più , manteniamo sempre i 28° dell’accoppiamento come spiegato prima. Ci sono dei rari casi in cui alcune uova si schiudono anche prima delle 36 ore , o casi in cui delle uova si schiudono anche dopo 3 giorni , mi è capitato allevandole sempre alla stessa temperatura e cioè 28°, e quindi la colpa non è della temperatura, sono casi rari ma non ho mai capito affondo il perché certe uova abbiano certi grandi ritardi nella schiusa, ma ripeto è molto raro. Quindi la mattina se facciamo attenzione potremo vedere , anche durante il corso della giornata, alcune uova che si opacizzano, cioè  non solo il tuorlo è bianco ma diventa bianco tutto l’uovo, questo perché non fecondate o l’embrione è morto e stanno marcendo, quindi quelle opache che diventano tutte bianche sono quelle che non si schiuderanno, invece altre le vedremo rimanere trasparenti con il tuorlo che tende a diventare grigio chiaro, se guardiamo in controluce queste uova e con una lente, potremo vedere l’embrione che si sta formando, e nel tardo pomeriggio anche i piccoli occhietti neri, lasciamo sempre tutto cosi, non tocchiamo nulla.  Se tutto è andato bene nella tarda serata del giorno successivo alla deposizione, possiamo vedere le primissime schiuse , vedremo delle uova muoversi, proprio vibrare, le larve riescono a rompere il guscio e uscire proprio vibrando, una volta usciti vanno a galla , e potremo vedere queste minuscole palline piante con le codine a galla. Nella notte si schiuderanno tutte man mano e le più lente al massimo nella mattinata.

Uova appena deposte , nelle quali se fecondate inizierà la gemmazione cellulare

Dopo alcune ore finita la divisione cellulare si forma il bottone embrionale


In questa foto possiamo notare uova non fecondate che iniziano ad ammuffire diventando bianco opache, e invece un'uovo fecondato che mantiene il guscio trasparente e l'interno diventa grigio chiaro.


Uova ammuffite sotto a un nido. (fonte della foto gruppo facebook BettaItalia)

L'embrione si è ormai formato dopo circa 24 ore dalla deposizione, e crescerà per le prossime 12/24 ore fino alla schiusa, questo dipende dalla temperatura.


Larva appena nata dopo 36/48 ore dalla deposizione.


Esistono dei casi in cui si schiude solo qualche uova o proprio nessuna, generalmente è colpa del maschio , che non ha fecondato perché sterile o perché ha fecondato poco, escludendo altri tipi di anomalie e considerando che si sono accoppiati normalmente. A volte possono essere piccole cose che rovinano tutto, come ho detto la cosa importante è l’igiene,  quando prepariamo la vasca per la riproduzione non mettiamo cose prese da altri acquari, o almeno prima laviamole e disinfettiamole magari , non introduciamo le mani, controlliamo sempre che nulla sia contaminato.  Le altre cause per cui non si schiudono  sono o la qualità dell’acqua, acqua con un ph oltre il 7,5 o sotto il 6 generalmente non è sopportabile dalle uova , le quali possono morire, o se insieme a qualcosa abbiamo introdotto agenti patogeni che hanno aggredito le uova , le cause possono essere varie.  A volte dei neofiti che seguo online, e ai quali consiglio di togliere il maschio per salvare la prole, poi magari per qualche oscuro motivo non hanno schiuse, più di qualcuno stando a sentire i pareri diversi dal mio mi accusava che la colpa era quasi che li avevo fatto togliere il maschio, e allora io che lo tolgo sempre non dovrei avere neanche una schiusa? Invece poi facendoli fare più attenzione alle cose che fa, e facendo riaccoppiare lo stesso maschio ha magicamente schiuse …..
Quindi se non vediamo schiuse o i piccoli ci muoiono appena nati , non ci scoraggiamo ma riproviamo. Ricordo una volta in cui alcune riproduzioni che facevo in una vasca , nascevano i piccoli e morivano in 24 ore, non riuscivo a spiegare il perché, alla fine scopri che uno dei led della vasca si era ossidato alla base della saldatura, e in acqua cadevano micro gocce di ruggine, ecco la causa era quello, per questo ripeto: la cosa importante è l’igiene, non mettete in vasca nulla che non sia necessario e pulito prima, ne che avete usato in altre vasche, nulla di metallo e non toccate mai la vasca ne con guanti ne con le mani direttamente , parola d’ordine è profilassi!!! 

CURA DEI PICCOLI

Bene, ipotizziamo che abbiamo avuto un’ottima percentuale di schiusa, se son troppi non preoccupatevi vi insegnerò a gestirli. Come dicevamo durante la notte si schiudono le uova, e l’indomani mattina  potremo vedere tutte le piccole larve attaccate sotto il polistirolo, o sui vetri, o sul fondo o anche solo ferme in verticale a galla che si lasciano trasportare dalla corrente. Le piccole larve appena nate sono ricoperte da una sostanza gelatinosa e appiccicosa, che li da la possibilità di ancorarsi o letteralmente attaccarsi agli oggetti, le larve per circa i primi 3 giorni non sanno nuotare non avendo le pinne sviluppate, hanno solo una piccola pinna caudale e  le 2 pettorali, le altre si formeranno man mano.  La loro caratteristica è di avere il sacco vitellino,  che è la sacca che si portano da dentro  l’uovo attaccata alla pancia, dove è presente il primo nutrimento che li accompagnerà per i primi 3 giorni, dopo lo esauriranno,  questo alimento darà modo di sviluppare i muscoli per il nuoto orizzontale, c’è da dire che con quella enorme sacca il nuoto orizzontale  non riuscirebbero neanche a farlo. Proprio per facilitare l’unico movimento che sono in grado di fare e cioè salire in superficie e poi lasciarsi cadere, è importante aver effettuato la riproduzione in acqua bassa, massimo 15 cm di altezza,se abbiamo usato un livello dell’acqua molto alto le piccole larve faticheranno molto per risalire e in alcuni casi possono anche morire.  Nei 2-3 giorni seguenti la nascita, vedremo queste larve trasformarsi in avannotti, cioè da piccoli esseri che non  sanno nuotare ne alimentarsi , riassorbiranno il sacco vitellino e svilupperanno i muscoli essenziali per il nuoto, iniziando a nuotare in orizzontale inizieranno anche a mangiare . Ancora non avremo la pinna dorsale ne le ventrali , quelle si formeranno dopo.  Il periodo più delicato sono i primi 10 giorni di vita , potete perdere tutta la nidiata come niente , un’agente patogeno, o qualche valore dell’acqua che non va o qualsiasi cosa, a volte capita anche che nascono con malformazioni e muoiono per cause naturali, ma la parte ancora più delicata inizia dal 3° giorno fino al 10°, cioè in quel periodo dove iniziano a mangiare , alcune difese iniziali non ci sono più e dipendono dall’ambiente in cui vivono , in questo periodo il loro organismo muta molto per dar via a una trasformazione. Abbiamo al 4° giorno ormai un piccolo pesciolino che nuota come i genitori e cerca di continuo cibo, quindi un vero e proprio avannotto di Betta .

Disegno di Larva appena schiusa , non ha pinne ventrali ne la dorsale, non sa nuotare sia perché non ha le pinne sviluppate ma anche per via del pesante sacco vitellino.


Larve appena nate che si ancorano alle pareti della vasca tramite il muco appiccicoso di cui sono provviste


Larve appena nate rimanenti sotto il nido, se cadono sanno solo risalire agitando la coda. (fonte della prima foto gruppo facebook BettaItalia)


Foto di larve dopo le prime 24 ore di vita fino ai 3 giorni, man mano consumano il sacco vitellino e iniziano a nuotare in orizzontale

Anche su questo argomento cerco di essere molto sintetico , se dovessi trattare tutte le tappe della crescita ci vorrebbero molti lunghi articoli. Una cosa voglio dirvi , anche se di colpo vi muore tutta la nidiata non scoraggiatevi, capita a tutti, e questo deve essere solo motivo per riprovare e capire dove abbiamo sbagliato, anche io specialmente all’inizio avevo tanti fallimenti. Una volta schiuse le uova, quelle marce rimangono in vasca , non toglietele, lasciatele, se le togliete fate un gran danno, dato che quelle come vedremo, marcendo sono fonte di alimento, invece dopo mezza giornata dalla nascita possiamo togliere il polistirolo agitandolo un po’ in acqua in caso c’è qualche piccolo ancora attaccato.

Gruppo di uova marcescenti con affianco larve appena schiuse, il marcire delle uova  favorisce lo sviluppo di microrganismi di cui gli avannotti si alimenterano, nella foto si vedono dei piccoli serpentini bianchi microscopici che sono nematodi, formatisi grazie alla decomposizione delle uova non fecondate, gli avannotti si alimenteranno di loro.

Passiamo a come alimentarli, questa è la parte importante della gestione dei piccoli. Molti mettono una pianta in vasca , perché questa produrrebbe infusori di cui i piccoli si alimentano,  per prima cosa introdurre una pianta in vasca presa magari da un acquario è un bel rischio, potreste introdurre anche qualcosa di non gradevole.  Molti mettono la riccia , o piante galleggianti, evitatele perché alcune uova per via della turbolenza dell’acqua rimangono attaccate sulle foglie fuori dall’acqua e muoiono, ugualmente mi capitava di trovare alcune larve morte la, specialmente nella riccia si incastrano, io consiglio di non mettere assolutamente piante, è uno dei grandi consigli che posso darvi, niente piante perché non servono a nulla a differenza di come qualcuno dice. La pianta è vero che farebbe sviluppare infusori, ma appunto solo quelli, che sono un alimento limitato e adatto solo per una fase iniziale della crescita, a differenza il metodo che vi illustrerò  procura un’alimentazione più ricca. In natura i piccoli appena nati invece si nutrono di tutto quello che si muove e possono mettersi in bocca, quindi protozoi, nematodi, piccoli crostacei ecc,  necessitano di una dieta varia. La pianta è inutile al fine alimentare e anzi ostacola la formazione di altri microrganismi.
C’è anche chi usa alimentarli con tuorlo di uovo sodo, a parte che inizialmente i piccoli ciò che non si muove tendono a non mangiarlo, ma  questo alimento è altamente pericoloso, ne andrebbe dato pochissimo e dopo fatti cambi d’acqua, il problema è che l’uovo è fortemente inquinante e soffoca i piccoli. Ho avuto varie esperienze sia dirette che indirette di intere nidiate morte dopo l’uso del tuorlo d’uovo sodo, è vero che è molto nutriente ma non è necessario essendoci valide alternative ed è pericoloso, il mio consiglio è evitatelo!
Il mio consiglio comunque è di procurarsi una coltura di micro mangime vivo , e cioè microworms, anguillule dell’aceto, bananaworms , cyclops ecc ecc,  procuratevi 2 colture diverse magari e alternate.

Cyclops (copepode) (fonte della foto Wikipedia)

Anguillole dell'aceto

Coltura di microworms (i bananaworms sono molto simili)


Questi alimenti sono ottimi fino a circa il primo mese di vita, poi man mano come vedremo li cambieremo. Questi alimenti li troverete no nei negozi , ma nei forum di appassionati come il nostro. 
Altra possibilità sono i naupli d’artemia appena schiusi, c’è chi  da fin dall’inizio e poi fino a fine crescita, sempre e solo naupli d’artemia più volte al giorno, io ve lo sconsiglio! Su altri pesci non si hanno gli effetti negativi che abbiamo sui Betta, ma con i Betta possiamo veramente creare un pasticcio. C’è da dire che a differenza degli altri alimenti vivi citati sopra i naupli d’artemia non sono per nulla naturali per loro, le artemie sono animali di acqua salata e invece i Betta d’acqua dolce, per vari fattori i naupli non sono un alimento adatto a loro, che invece preferiscono micro animaletti vari. E’ vero che i naupli d’artemia sono molto nutrienti, e molti li usano con vari pesci per una rapida crescita, ma io ho visto che Betta alimentati da piccoli con solo artemia poi andavano incontro facilmente a malattie varie fra cui quella della vescica nuotatoria. In molti casi, l’alimentazione con solo naupli porta a una rapida crescita, però  poi allo sviluppo sessuale tendono a  non sviluppare per bene gli istinti, insomma non erano per nulla dei buoni riproduttori, si son cresciuti leggermente più in fretta ma manca la sostanza. Purtroppo usano i naupli chi vuole avere quanto prima il pesce pronto per la vendita.
Quindi con i naupli d’artemia andiamoci cauti, possiamo darli ma solo dopo almeno la prima settimana di vita e non deve essere l’unico alimento,  ma 2 o 3 volte a settimana massimo, giusto per variare, e non è un’alimento essenziale come qualcuno dice .

Naupli d'artemia. (fonte della foto Google immagini)

Come dicevo possiamo procurarci degli inoculi di mangime vivo poi da allevare noi, cosi da averlo sempre pronto, ma se non lo abbiamo e non abbiamo la possibilità di procurarcelo, nessun problema! Possiamo ugualmente crearlo noi , in commercio esistono vari prodotti per alimentare gli avannotti , ma vi dico che il 90% non servono ai Bettini, non spendete soldi per quelli che alla fine sono solo mangimi tritati che potete farvi anche voi, l’unico degli alimenti confezionati per avannotti che vi consiglio di usare è il Liquifry n°1 , è un prodotto poco diffuso che comunque potrete trovare su ebay, questo prodotto viene sia mangiato dai piccoli ma funge principalmente come  sviluppatore di microrganismi in vasca, quindi infusori, nematodi ecc, insomma da inizio a quella che è la microfauna varia di cui i piccoli si alimentano, va messo in vasca già dalla schiusa delle uova,  questo darà il tempo per lo sviluppo dell’alimenti vivo come se fossero in natura. Usiamo il liquifry che è una marcia in più per lo sviluppo di mangime vivo direttamente in vasca, anche una parte importante la fanno le uova non schiuse che marciscono, perché queste marcendo sono a loro volta fonte di cibo per i microrganismi, quindi è tutto un ciclo che si innesca. Dopo qualche giorno ormai le uova marce si saranno consumate, e possiamo integrare ugualmente del fondo alimentare per i microrganismi semplicemente mettendo piccole quantità di mangime sciolto in acqua. I piccoli li vedremo di giorno fermi sul fondo a predare e quasi non si vedranno, invece di notte saliranno a galla , e con una luce li potremo vedere tutti sopra, per questo  consiglio dopo il 3° giorno di vita di spegnere l’aeratore di sera, cosi che potranno riposare e noi potremo controllarne il numero.

Confezione di Liquifry N°1 (fonte della foto ebay)


Se non avete la possibilità di procurarvi il liquifry , che consiglio comunque di usare anche se abbiamo colture di vivo cosi da avere alimenti vari,  non preoccupatevi perché il liquifry è solo una marcia in più ma possiamo farne anche a meno, ora vi descrivo come fare.
Ricordo, di creare comunque la microfauna in vasca anche se abbiamo le colture di vivo, sia se possiamo crearla con il liquifry che con il sistema che vi descriverò di seguito, creare alimento direttamente in vasca è fondamentale affinché i piccoli abbiano sempre cibo e stiano sempre a predare, questo aiuterà un loro corretto sviluppo anche degli istinti.  Far creare della massa sul fondo che può sembrarci sporco è fondamentale, molti commettono l’errore  di toglierla, ma togliendola tolgono solo alimento ai piccoli. Vi consiglio di comprare un granulare per discus, perché i granulari per discus sono fra i mangimi confezionati più nutritivi, io consiglio Tetra Discus,  prendiamo un cucchiaino di questo e mettiamolo in una siringa, mettiamo lo stantuffo , premiamo e risucchiamo dell’acqua da una bottiglia, agitiamo la siringa e lasciamola riposare circa 1 ora.

Preparazione di un pastone a base di granulare sciolto in acqua, basterà lasciare il granulare in una siringa con acqua e in poche ore si sarà sciolto e pronto ad essere somministrato.

Passata circa un’oretta prendiamo la siringa naturalmente senza ago , agitiamola un po’ e versiamo del comporto almeno 2cc al giorno, che si depositerà sul fondo, bene i piccoli inizialmente non si nutriranno di quella poltiglia , ma quella sarà la base per la nostra coltura di microfauna in vasca, anche in questo caso dobbiamo farlo già dalla schiusa delle uova. Senza liquifry il processo è più lento, ma possiamo vedere che qualcosa si sta movendo in vasca quando vedremo in primis predare i piccoli sul fondo e principalmente vedremo dei minuscoli vermi serpentiformi bianchi sui vetri, bene quello è alimento vivo, solo quello che vedranno i nostro occhi. Se noi usiamo la pianta come qualcuno consiglia, questi sistemi difficilmente si innescano , o comunque come ho già detto con meno varietà di microrganismi, quindi evitiamola che tanto non è necessaria.


In questa foto vediamo le larve nate da poco, attorno grazie all'azione della decomposizione delle uova marcie e alla somministrazione di liquifry o granulare sciolto o entrambe, la proliferazione e il mantenimento di micro animaletti che sono la fonte di cibo per gli avannotti nei primi giorni.



Avannotti di 2-3 settimane che predano sul fondo in mezzo al deposito organico fonte di nutrizione dei microrganismi di cui gli avannotti si cibano.

Bene possiamo condurre la nostra nidiata o semplicemente mettendo del liquifry e granulare sciolto ogni giorno, o solo granulare sciolto, o meglio ancora se abbiamo le colture di vivo, possiamo dare entrambe le cose variando le colture in base a quante ne abbiamo, questo ci darà un’alimentazione viva è molto simile a quella naturale. Cosi avremo un’alimento sempre disponibile e una gran varietà , sicuramente cresceranno un po’ più lentamente di chi usa solo artemia, ma i nostri saranno più sani e prometteranno meglio di altri, meglio avere un Betta cresciuto correttamente ma che stia in salute e sappia accoppiarsi, che un Betta fatto crescere velocemente ma che poi si ammala facilmente e non sa accoppiarsi.
Quindi lasciamo accumulare materiale sul fondo, qualcuno può dire: non è igienico perché ci sono anche le feci dei pesci! Attenzione, è vero che ci saranno anche le feci dei pesci, ma queste spariranno subito perché consumate dalla microfauna che se le mangia , quindi è tutto un ciclo, comunque le sostanze inquinanti aumenteranno e dopo giorni possono risentirne i piccoli, e questo è vero ma si risolve come vedremo con cambi frequenti.  Io consiglio di non fare cambi fino all’8° giorno di età almeno, i primi 10  giorni – 2 settimane, sono i più delicati , all’8° -10° giorno aggiungiamo semplicemente dell’acqua alzando il livello diciamo di 5 cm o di quanto permette la vasca, ricordo di lasciare sempre e comunque 2 dita fra il livello dell’acqua e i margini superiori della vasca o coperchio.

Aggiunta di acqua all'8°- 10° giorno , alzando il livello di 10/15 cm perché ormai gli avannotti sanno completamente nuotare in orizzontale

Facciamo decantare l’acqua che dobbiamo aggiungere per 2 giorni , va bene quella di rubinetto, l’importante è portarla quanto più possibile alla temperatura dell’acqua in cui stanno i piccoli, specialmente d’inverno non far soffrire  sbalzi termici ai piccoli è importantissimo, d’estate naturalmente questo problema non c’è perché il riscaldatore non serve.
Aggiungiamo l’acqua dolcemente senza stressare i piccoli , poi dopo 2 giorni inizieremo i cambi frequenti veri e propri.  Attrezziamoci  di un sifone per acquari a pompa manuale , al bicchiere da dove viene risucchiata l’acqua consiglio di mettere un collant da donna, i cambi devono avere la sola funzione di cambiare l’acqua , non devono risucchiare il fondo e principalmente non dobbiamo rischiare di risucchiare i piccoli, quindi mettendo un collant da donna all’ingresso del sifone potremo fare i cambi tranquillamente.

Bicchieri per sifoni adeguati alle dimensioni degli avannotti, nel 1° ho applicato un collant da donna da utilizzare nelle vasche con piccoli fino ai 2 mesi o poco meno, che altrimenti possono essere facilmente risucchiati, ma anche per risucchiare solo l'acqua e no il prezioso fondo ricco di microfauna. Il 2° bicchiere ha una griglia di plastica larga da usare con avannotti dai 2 mesi (o poco meno) fino ai 3 massimo , cosi da poter risucchiare il fondo melmoso che ormai non serve più ma no loro. il 3° bicchiere è senza nessuna rete e si utilizza normalmente con esemplari adulti, che se anche risucchiati per errore ormai sono visibili e ce ne accorgiamo.

Mio sifone per acquari con applicato un collant al bicchiere di risucchio

I cambi andranno fatti un giorno si e uno no, prepariamo sempre l’acqua come detto prima , cosa importante d’inverno è la temperatura. Cambiamo dal 50 al 70% di acqua un giorno si e uno no, d’estate possiamo anche fare più del 70% ma d’inverno non cambiamo più del 50%. I cambi hanno 2 funzioni importanti , quello di tenere le sostanze inquinanti che si formano a un livello basso e non nocivo, ma hanno anche la principale funzione di contrastare la funzione degli ormoni inibitori. Qui non andrò a fondo, tratterò l’argomento nel dettaglio in un’articolo dedicato, ma per un’evoluzione per favorire la sopravvivenza  del più forte , alcuni pesci fra cui è Betta, hanno sviluppato degli ormoni inibitori della crescita, cioè i fratelli più grandi, quindi i primogeniti emettono degli ormoni mirati ad uccidere i fratelli più piccoli, questo accade perché in natura si ritrovano a dover sopravvivere più bettini in un piccolo ambiente, che può essere una pozza d’acqua , allora lo spazio non è sufficiente per tutti e neanche il cibo, e qui entra in ballo la sopravvivenza dei più forti, quindi i fratelli maggiori oltre che a mangiare di più tendono anche a rallentare la crescita dei fratelli ultimi nati ,  alla fine avremo i primogeniti che sono più grandi anche 3 volte dei fratelli ultimi nati , e se questi non sono morti prima come spesso accade, finiscono per essere predati dai fratelli maggiori.

Foto che mette a confronto 2 fratelli di circa un mese , il primo è il fratello maggiore e cioè nato da uova deposte per prime e schiuse per prime (e quindi leggermente più grandi) , il secondo è un'ultimo genito , cioè nato da uova deposte per ultime (e quindi leggermente più piccole). Il primo tenderà sempre a screscere più velocemente e più grande del secondo. Come vediamo il secondo non è solo di statura più piccola, ma anche di sviluppo più lento, infatti ha le pinne meno formate sembrando un'ovannotto di 2 settimane quasi.


Questo accade anche in cattività, con i cambi rallentiamo tutto questo, ma ci troveremo sempre di fronte a fratelli molto più grandi di altri, e a un certo punto per  tutelare e garantire la sopravvivenza anche dei più piccoli dovremo dividere i piccoli in 2 vasche  per taglia, cosi che tutti possano avere cibo a sufficienza e crescere normalmente.  Già dal 5° giorno di vita possiamo notare la formazione dei primi pigmenti, alcuni piccoli sembreranno più scuri di altri, non preoccupatevi  stanno solo sviluppando la loro pigmentazione, e non indica alcuna differenza sessuale . Il sesso dei piccoli viene influenzato dalle condizioni ambientali alla nascita, ma qui non mi dilungo essendo un discorso lungo e che va trattato a parte.

Avannotti di 3 e 5 giorni

Avannotto di una settimana , da notare che ancora non ha le ventrali

Avannotti di 2 settimane , hanno sviluppato una piccola dorsale ma le ventrali le svilupperanno verso le 3 settimane , difficilmente le sviluppano nelle 2 settimane come qualcuno pensa.


Avannotti di circa 1 mese e poco più con tutte le pinne presenti

Avannotto con una diversa livrea cromatica rispetto ai precedenti, ricordo che i primi deboli colori compaiono verso il 5° giorno di vita. (Foto gentilmente concessa da Massimo Lavarino)

Gruppo di avannotti di circa 1 mese o poco più

I Bettini iniziano dapprima a sviluppare la pinna dorsale , e solo dopo le 2 settimane le ventrali , le ventrali sono le ultime pinne che sviluppano, queste hanno una funzione frenante, in media compaiono dopo la 3° settimana di vita. In alcune condizioni  di allevamento non corrette i piccoli possono sviluppare delle malformazioni, possono essere malformazioni della spina dorsale, questa può essere una causa genetica o di cattivo allevamento (alimentazione o acqua), ma una delle malformazioni più comuni che possiamo avere è la non formazione di una o di entrambe le ventrali.  Ho visto che  tendenzialmente hanno questo tipo di problemi i Betta con alcune varietà cromatiche , e naturalmente i Betta di alta selezione,  comunque tendono a non formarsi se i piccoli vengono allevati  in acqua ferma, cioè senza aeratore che muovendo l’acqua stimola il nuoto e il corretto sviluppo delle pinne, ecco perché è fondamentale un corretto movimento dell’acqua , anche perché un’acqua ferma tende poi a formare la platina batterica in superficie che può uccidere i piccoli appena nati. Il circolo dell’acqua stimola lo sviluppo delle ventrali , perché i bettini ne hanno bisogno per la funzione frenante, ho riscontrato anche la non formazione di ventrali in bettini alimentati troppo e male, se stanno troppo sazi, specialmente dando sempre e solo i naupli che sconsiglio, tendono poi a stare con la pancia piena poggiati sul fondo e le ventrali non si sviluppano. Ugualmente se a causa di una scorretta alimentazione si infiamma la vescica nuotatoria, e quindi stanno sempre stesi sul fondo da un lato.  Per questo consiglio una dieta varia ma no esagerata, e una buona circolazione dell’acqua, i Bettini devono muoversi e predare e no stare fermi, questo è importante. C’è chi sostiene che  i Bettini non sviluppino le ventrali se alimentati solo con microworms, questo è in parte vero, ho sperimentato varie volte questo, i microworms si depositano e strisciano sul fondo e quindi i piccoli se alimentati sempre e solo con quelli diciamo possono andare incontro a questo tipo di problemi.

Bettino di circa 2 mesi che non ha sviluppato le ventrali

Femmina che ha sviluppato delle malformazioni alla spina dorsale, queste possono essere una causa genetica o ambientale o alimentare. Possiamo notare come è distorta a zig zag

Quindi per la salute dei vostri bettini e una corretta crescita, non alimentiamoli troppo, dieta varia, cambi regolati e continuo circolo dell’acqua, questi sono i segreti per un corretto allevamento. Dopo il mese e mezzo di vita , possiamo iniziare a vedere qualche bettino che nuota con difficoltà , sta  come appeso sotto il livello dell’acqua o steso sul fondo, questo è segno di infiammazione alla vescica,  va curata in tempo altrimenti poi le cose si complicano, basta tenere per qualche giorno i nostri piccoli completamente a digiuno, e iniziare ad integrare nella loro dieta del vegetale come spirulina o polpa di piselli bolliti, questo facciamolo comunque.

In questa foto possiamo vedere un'avannotto che manifesta i primi sintomi di malessere dovuti al cattivo allevamento. Per prima cosa inizia a nuotare con fatica inclinato, curvato tenendo la coda pendente verso il basso, potremo vederlo fermo in superficie, in un secondo momento chiudere le pinne o sdraiarsi sul fondo da un lato. Sono sintomi di infiammazione alla vescica e di acqua inquinata, aumentiamo i cambi e sospendiamo l'alimentazione per qualche giorno.
(fonte della foto gruppo facebook BettaItalia)


Spirulina in polvere, ottimo alimento vegetale per avannotti. (fonte della foto ebay)


Se li notiamo con le pinne chiuse e che stanno fermi , è segno che qualcosa nell’acqua non va, in questo caso aumentiamo i cambi ed è il momento di risucchiare il fondo che ormai non serve più, di solito le cose tornano nella normalità se mettiamo in acqua del sale da cucina sciolto in acqua, 5 grammi per litro.
Al mese e mezzo di vita dobbiamo comunque cambiare la loro alimentazione , ormai sono abbastanza grandi, smettiamo di alimentarli come abbiamo fatto fino ad’ora, ma procuriamogli alimenti vivi più grandi come grindal, piccole dafnie ecc , se non possiamo diamogli del granulare vegetale e per discus tritato e mischiato. Attenzione non diamo grindal prima del mese e mezzo di vita perché possono soffocarsi.
1)2)
Foto con Bettini di circa 2 mesi o poco più tenuti in gruppo , nella prima foto si vedono delle nursery a lato dove vengono i solati i primi maschietti appena iniziano a manifestarsi. (foto 2 gentilmente concessa da Claudiu)

Bene abbiamo portato i piccoli fino ai 2 mesi di vita , li abbiamo divisi per taglia tutelando i più piccoli, ora inizia il momento che dobbiamo dividerli per sesso. Verso i 2 mesi e poco più le differenze sessuali iniziano a vedersi abbastanza,  i maschi iniziano ad essere più attivi e bisticciare magari, questi per prima cosa sviluppano un’anale più lunga e appuntita , la punta posteriore dell’anale è lunga quanto la pinna caudale o di più, invece quella delle femmine si ferma circa a metà lunghezza della coda, bene è il momento di dividere i sessi, per permettere ai maschi un corretto sviluppo. Se i maschi rimangono troppo insieme alle femmine e altri maschi possono anche non sviluppare le pinne, la separazione è fondamentale. Metteremo i maschi in nelle bettiere preparate prima , o in delle nursery immerse in acquari, invece le femmine possono stare insieme senza problemi. 

Schema per imparare a distinguere i primi segni di dimorfismo sessuale fra maschietto e femminuccia , e sono particolarmente facili da distinguere nell'anale agli inizi. Notare l'anale delle femminucce più corta che non supera la metà della caudale, è arrotondata nella punta posteriore e leggermente incavata nel centro. Quella invece dei maschietti è pronunciata nella parte posteriore ed è appuntita, e più lunga della metà della caudale.

Forma dell'anale delle femminucce circa dopo i 2 mesi


Anale dei maschietti circa dopo i 2 mesi, cioè quando inizia lo sviluppo sessuale

Maschietti dopo i 2 mesi che vengono separati per garantire il corretto sviluppo

Maschietto di circa 2 mesi e mezzo

Maschio super delta di 3 mesi e poco più , il suo sviluppo completerà attorno ai 7 mesi dove raggiungerà la sua dimensione massima, ma già a 3 mesi possono accoppiarsi normalmente e fecondare le uova

Femmine di più di 3 mesi ormai sessualmente mature e riproduttive. Naturalmente col raggiungimento sessuale l'anale crescerà raggiungendo anche in lunghezza la caudale ma sarà sempre più piccola di quelle dei maschi alla loro stessa età.


Cosa importante, ormai verso i 2 mesi e poco meno , il fondo  che abbiamo tanto lasciato non serve più, possiamo risucchiarlo pulendo la vasca. I maschi saranno adulti intorno ai 3-4 mesi , e anche le femmine, e se vorremo potremo venderli.
Se durante l’allevamento vi capita che magari una parte della prole o tutta muoia, non scoraggiatevi, può capitare , basta qualche piccola fesseria senza accorgercene per farli morire, o magari muoiono perché nati con malformazioni, non scoraggiatevi capita a tutti e anche a me, riprovate sempre, ogni sconfitta è una grande lezione, impariamo sempre dai nostri errori e prima o poi il successo arriverà.

Conclusioni
Onestamente penso che questo sia l’articolo più lungo che abbia mai scritto, ci ho messo mesi a scriverlo, e su word sono ben 28 pagine,  volevo dividerlo in 2 o 3 articoli ma più di qualcuno mi ha consigliato di lasciarlo intero perché è troppo bello cosi.  Ho dovuto comunque riassumere molto la parte dedicata alla gestione delle uova e allevamento dei piccoli, su quelle fasi dedicherò articoli ugualmente approfonditi. In questo articolo ho voluto principalmente spiegare al meglio come riprodurre i Betta splendens ,  trattando il discorso rivolgendomi a neofiti , quindi elencando i vari problemi  ai quali si può andare incontro, avrei potuto scrivere 3 volte tanto su ogni minimo passaggio ma ho preferito  rimanere sintetico ma chiaro. In 30 anni di attività nell’allevamento dei pesci d’acquario e in 25 anni di allevamento di Betta ho acquisito molto e avrei tanto da dire, ma in questo articolo ho voluto sfatare in primis tanti luoghi comuni, e cattivi consigli che vengono dati sul web. Sono uno che ama sperimentare e provare nuove soluzioni, andando oltre i luoghi comuni, come il fatto di lasciare il maschio dopo l’accoppiamento, cosi negli anni ho sviluppato mie metodiche per facilitare l’allevamento e aumentare la percentuale di successo , specialmente verso i neofiti, ormai aiuto neofiti via internet da più di  13 anni, e moltissimi proprio grazie alle mie metodiche sono riusciti ad avere successi nella riproduzione dei Betta.
Penso che questo sia l’articolo più lungo e approfondito che sia mai stato scritto sulla riproduzione dei Betta splendens, dove vengono trattati molti aspetti ignorati nella stragrande maggioranza degli articoli, perché questo l’ho scritto no copiando o ispirandomi ad altri, ma mettendo solo la mia esperienza.
Se l’articolo vi è piaciuto mi farebbe piacere se lo condividete sui vostri social network, se qualcosa non vi è chiara o per qualsiasi domanda, potete chiedere sul forum e sarò felice di aiutarvi . Grazie per aver letto questo mio lavoro.

ATTENZIONE!!! E' SEVERAMENTE VIETATA LA COPIA ANCHE PARZIALE DEL TESTO, DEI DISEGNI E DELLE FOTO IN CUI NON E' RIPORTATA UNA FONTE ESTERNA A QUESTO SITO, IN QUANTO E' TUTTO DI PROPRIETA' DI BettaItalia.it . Se volete pubblicare questo o altri articoli sul vostro sito, blog o rivista contattateci: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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